| ANTONINO LO PRESTI. L'opinione del relatore, per quanto
sia rispettabile, rimane comunque una sua opinione personale.
Vedremo successivamente, in sede di applicazione della legge,
cosa dirà la giurisprudenza, che è rimasta sostanzialmente
estranea a questo dibattito, perché tutto il portato
giurisprudenziale di questi anni in ordine alla
differenziazione tra la posizione del socio lavoratore e
quella del socio che non opera all'interno della cooperativa è
rimasto del tutto inascoltato.
L'emendamento in questione (ha ragione il collega
Michielon) è teso ad impedire una anomalia che si potrebbe
verificare nel momento in cui dovessero sorgere dubbi
interpretativi in ordine alla portata del primo comma
dell'articolo 1. Lasciando immodificato il primo comma
dell'articolo 1, a nostro avviso si infliggerebbe
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un colpo quasi mortale al sistema delle cooperative di
volontariato, contraddicendo in buona sostanza ciò che alcuni
giorni fa la maggioranza ha approvato con la nuova legge sul
federalismo. Questa legge di cui si parla in termini
trionfalistici in cui sarebbe contenuto un principio di
sussidiarietà in realtà non è tale perché, a nostro avviso, in
essa c'è addirittura un ribaltamento del vero ed autentico
principio di sussidiarietà.
I colleghi del Partito popolare dovrebbero saperlo ma
fanno finta di non capire, nascondono la testa come gli
struzzi e vanno al seguito di questa maggioranza che sta
stravolgendo ogni cosa.
Con questo emendamento si tenta di porre rimedio e
tutelare i principi fondamentali del sistema del volontariato,
che altrimenti da una norma di tal fatta risulterebbero
gravemente pregiudicati; vi sarebbero infatti posizioni di
soci lavoratori che evidentemente dovrebbero soggiacere a
tutta una serie di normative che finirebbero con lo snaturale
e sminuire la portata stessa della loro attività di
volontariato.
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