| TERESIO DELFINO. Francamente l'intervento del relatore
sembrerebbe chiarire la questione posta con l'emendamento in
esame. Tuttavia, se leggo il titolo del provvedimento in esame
"Revisione della legislazione in materia cooperativistica", i
miei dubbi riprendono forza anche perché, pur non essendo un
giurista, quando si entra nell'esame della legislazione, delle
legislazioni che insistono sulla stessa materia, la
disquisizione sulla gerarchia delle fonti, sull'abrogazione
espressa o implicita di altre analoghe normative, comincia a
diventare molto approfondita. Per tale motivo - lo dico con
molta convinzione - non mi sento tranquillo rispetto al dato
che questa normativa non viene applicata anche alle
cooperative sociali.
Pertanto, questo emendamento confermerebbe, in termini
espliciti, chiari e senza possibilità di fraintendimento, la
volontà del Parlamento - apprezzo le parole del relatore - e
direbbe una parola definitiva su tale questione.
Non possiamo correre in alcun modo il rischio di veder
sottratta o, in qualche misura, lesa la disciplina particolare
per i soci lavoratori svantaggiati, come previsto dalla
normativa n. 381. Non capisco perché, davanti ad un
emendamento che chiaramente si rifà al principio generale
secondo il quale la legge ubi voluit dixit, non si
voglia accogliere un emendamento che è di assoluto
buonsenso.
Ciò detto preannuncio il mio voto favorevole su tale
emendamento.
| |