| MAURO MICHIELON. Signor Presidente, vorrei che l'Assemblea
prestasse un attimo di attenzione alle modalità di calcolo del
trattamento economico dei soci lavoratori di cooperative. Al
comma 1 dell'articolo 3 si legge quanto segue: "(...) le
società cooperative sono tenute a corrispondere al socio
lavoratore un trattamento economico complessivo proporzionato
alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non
inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla
contrattazione collettiva nazionale del settore o della
categoria affine, ovvero, per i rapporti di lavoro diversi da
quello subordinato, in assenza di contratti o accordi
collettivi specifici, ai compensi medi in uso per prestazioni
analoghe rese in forma di lavoro autonomo". Ecco, credo che
siamo veramente al paradosso e al dirigismo totale.
Si parla molto di flessibilità e di autonomia nella
contrattazione e noi con l'emendamento 3.18 proponiamo di
sostituire il comma di cui ho dato lettura con una
disposizione estremamente semplice e chiara, del seguente
tenore: "Ai soci lavoratori si applicano i contratti
collettivi e le norme di legge in materia di lavoro
subordinato ed autonomo, ivi comprese le norme in materia di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro". Si tratta di
una disposizione che fa salvi i contratti collettivi e le
normative in materia di lavoro subordinato ed autonomo, oltre
ad essere un testo estremamente chiaro ed asciutto.
Invito pertanto i colleghi a votare a favore di questo
emendamento, perché il testo attuale può produrre solo
confusione e malintesi e certamente non fa onore alle
cooperative. Infatti, se dobbiamo essere noi a dire alle
assemblee di soci quanto debba percepire uno di loro rispetto
all'altro, vuol dire che pensiamo che più che di una
cooperativa si tratti di un insieme di persone che cercano di
portarsi via lo stipendio l'una con l'altra. Ritengo sia
offensivo ragionare in questi termini nei confronti delle
cooperative e dei loro soci, per cui invito tutti i colleghi a
votare a favore dell'emendamento Covre 3.18, che oltre ad
essere, ripeto, estremamente chiaro, riconosce anche maggiore
dignità ai soci lavoratori delle cooperative.
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