| ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, l'articolo in
discussione fa riferimento alle normative in materia
previdenziale. Vorrei sottolineare, anche in riferimento agli
interventi svolti stamattina da alcuni colleghi sulla utilità
di questo articolo, come questa normativa aiuti a definire una
volta per tutte la situazione contributiva, previdenziale e
assicurativa dei soci lavoratori rispetto al tipo di lavoro
che hanno instaurato con le loro cooperative. Esso aiuta a
superare contenziosi e problemi che si sono accumulati nel
corso del tempo, senza forzare verso alcuna direzione, ma
prendendo atto della situazione esistente.
Inoltre, si conferisce una delega al Governo affinché si
riesca a realizzare questo processo nel giro di qualche anno,
in modo che, anche dal punto di vista dell'entità degli oneri
previdenziali, si vada verso un'equiparazione, con una
contribuzione uguale a quella dei lavoratori dipendenti di
impresa, nel caso in cui si sia di fronte a questa tipologia
di rapporto di lavoro.
Gli emendamenti presentati, anche quello posto in
votazione, hanno un ratio incomprensibile: credo che
nessuno possa sostenere convintamente che un socio lavoratore
non debba costruirsi una pensione.
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