| ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, se l'attività
legislativa deve essere condizionata da queste ripicche
personali, francamente chiudo baracca, me ne vado e ci
rivediamo probabilmente nella prossima legislatura
(Applausi)! Non ha senso che si discuta della validità
di un emendamento in termini di ripicche personali e il
collega Strambi è fin troppo acuto ed intelligente per cadere
in questo tipo di atteggiamento.
In realtà, le due fattispecie sono completamente diverse.
Se nel provvedimento relativo ai lavoratori atipici non è più
presente quell'emendamento, non significa che nell'ambito del
progetto di legge in esame non si possa inserire una norma che
è di civiltà giuridica e assolutamente coerente con una
normativa che, peraltro, i magistrati comunque sarebbero
tenuti ad applicare nel momento in cui dovessero trovarsi di
fronte alla simulazione di un rapporto di lavoro subordinato.
Evitiamo quindi, secondo il mio modesto parere, le ripicche
personali, e se l'emendamento è convincente, onorevole
Strambi, avete il dovere morale e politico di votarlo.
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