| EMILIO DELBONO, Relatore. Per quanto riguarda i
trattamenti economici - vorrei ricordare anche qui la totale
ignoranza rispetto alle norme che presiedono le cooperative -
si stabiliscono ulteriori miglioramenti dal punto di vista
della distribuzione degli utili in base alla legge Basevi!
Questa mattina si parlava addirittura di norme dirigistiche!
Non è così, sono migliorative rispetto alla normativa
attualmente in vigore per le cooperative!
Il quarto elemento: lo statuto dei lavoratori!
Come tutti sanno, già oggi esiste una contrattazione
collettiva avanzata soprattutto per la cooperazione sociale e
già oggi, di fatto, sono i contratti collettivi e il rapporto
tra le parti sociali - organizzazioni sindacali, associazioni
di rappresentanza e movimento cooperativo - che stabiliscono
l'esercizio di alcuni diritti sindacali. Noi abbiamo stabilito
di applicare lo statuto dei lavoratori, ad esclusione
dell'articolo 18, quando si scioglie il rapporto anche
associativo, per i soci lavoratori con rapporto di lavoro
subordinato; e non per tutti gli altri! Non solo, ma si
afferma che, proprio perché le cooperative hanno una loro
caratteristica, la contrattazione collettiva prevederà
modalità ulteriori perché l'esercizio dei diritti sindacali
previsti dallo statuto dei lavoratori possa essere fatto in
maniera assolutamente originale. Questo a dimostrazione del
fatto che non è tutelata solo l'autonomia dei soci, ma lo è
fortemente anche l'autonomia delle parti sociali! Questo è un
punto centrale del provvedimento.
Vorrei richiamare un'ultima questione.
Registriamo poi un attacco continuo - lo riferiremo
all'articolo 7 - sul tema della vigilanza. Nel disegno di
legge al nostro esame sul tema della vigilanza del movimento
cooperativo si dice una cosa importantissima: oggi non a tutti
i revisori viene dato il compito di vigilare su tutto lo
scibile della normativa contenuta nel provvedimento, ma si
focalizza la loro attenzione sulla mutualità, sulla democrazia
interna e sull'applicazione del regolamento interno. Questo è
un grandissimo salto di qualità!
Non solo, ma si prevede che, siccome la competenza è del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale e continua ad
appartenere a tale Ministero, quest'ultimo potrà essere
aiutato dalle associazioni di rappresentanza attraverso i loro
revisori, perché purtroppo si registra che, mentre il livello
delle revisioni fatte all'associato è vicino al 100 per cento,
quello delle revisioni effettuate sulle cooperative non
associate è lontanissimo da questa percentuale; anzi, non
arriva al 10 per cento!
Tutto questo dimostra che in realtà il provvedimento in
esame punta a fissare dei paletti importantissimi per
disciplinare una materia oggi affidata al far west,
perché di fatto si registrano delle contraddizioni dal punto
di vista giurisprudenziale.
Ecco perché molte delle cose che vengono dette in realtà
non rappresentano una tutela, una difesa del mondo
cooperativo, ma in realtà dissimulano, attraverso
contraddizioni palesi, una volontà - rimandata alla prossima
legislatura - di comprimere ulteriormente la potenzialità del
movimento cooperativo in Italia (Applausi di deputati del
gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
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