| GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo dopo il professor Marongiu, che in Commissione
finanze ha ripercorso la storia dei provvedimenti che sono
stati assunti sia dal Governo che da questo Parlamento nei
confronti del mondo della cooperazione (non per premiarlo in
maniera particolare, ma semmai per regolarlo in maniera giusta
ed equa).
In particolare, questo non è un provvedimento a favore
della cooperazione, piuttosto esso tende a favorire i diritti
dei lavoratori, dei soci della cooperazione. Questo è un
elemento - voglio dirlo alla cosiddetta Casa delle libertà -
che contiene in sé il concetto di libertà perché maggiore è il
numero delle regole condivise
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e generali che si riferiscono a questo aspetto, più alto è il
livello di libertà di ogni lavoratore.
Non è con il liberismo, non è con il contrattualismo "di
volta in volta" e non è con il rapporto dall'alto in basso che
in questa società si costruisce un rapporto di libertà.
Ci tenevo a dirlo perché il Polo (preferisco chiamarlo
così), in questi anni, durante tutta la legislatura, ha
presentato coperture economiche per i provvedimenti
legislativi che, per il 90 per cento, erano dirette a
penalizzare il mondo della cooperazione...
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