| ALFREDO STRAMBI. Signor Presidente, non vorrei commentare
il comportamento dell'opposizione: ciascuno è padrone delle
proprie azioni e ciascuno, però, trarrà le proprie conseguenze
dai comportamenti; la mia impressione è che si tratti di un
autogol. A ciascuno, comunque, trarre le conseguenze del
caso.
Quanto agli emendamenti, vorrei esprimere brevissime
considerazioni sull'impianto del provvedimento, tralasciando
quindi le soluzioni specifiche per i singoli punti. Nel
valutare il testo ed i singoli articoli ed emendamenti, vi è
infatti, a mio avviso, l'esigenza di tenere presente che la
necessità prioritaria era portare ad esito un provvedimento
che per due anni, nei due rami del Parlamento, si è trascinato
e che, come tutti sanno, verteva sulla definizione giuridica
di una tipologia di rapporto di lavoro, quella del socio
lavoratore per l'appunto, quanto mai complessa e per certi
versi anche ambigua. Tuttavia, in una vicenda di questo tipo,
ha fatto premio sulle pur legittime possibilità di modifica la
necessità di dare una scadenza al provvedimento stesso,
costringendo tutti - me compreso, naturalmente - a valutare
l'economia d'insieme ed il complesso degli aspetti positivi o
discutibili che lo sforzo di equilibrio e di mediazione ha
prodotto nel testo che ci è pervenuto dal Senato.
Quanto ai nodi principali, funzionali, politici ed anche
sindacali che la figura del socio lavoratore presenta, le
scelte di fondo che hanno informato l'elaborazione del testo
sono state, da un lato, privilegiare la contrattazione
rispetto alla normazione, dall'altro, mantenere inalterata la
duplicità - la doppia anima, verrebbe da dire - di questa
figura, che è per un verso di socio, con tutte le prerogative
derivanti dalla natura associativa del rapporto, per l'altro
di lavoratore, nello spettro ampio di tipologie previste
(dipendente, collaboratore continuato e continuativo o
autonomo). Se queste sono le coordinate
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di riferimento, credo che compito nostro sia prima di tutto
quello di procedere all'approvazione più rapida possibile del
provvedimento.
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