| LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, innanzitutto mi scuso
per la voce roca, dovuta all'influenza.
Non pensavo di prendere la parola oggi, in fine di
legislatura, per portare un contributo di conoscenza ai
colleghi su questo importante provvedimento. Le dico con
sincerità che stamattina più volte avrei voluto chiedere la
parola per esprimere il mio profondo dissenso rispetto alle
affermazioni dei colleghi del centrodestra, che hanno
dimostrato ancora una volta, se mai ve ne fosse la necessità,
non solo di non conoscere il mondo della cooperazione, ma di
essere fortemente contraddittori e, soprattutto, di volere
l'annullamento di quel mondo.
Dico questo perché, da un lato, ho l'onore di essere
parlamentare di questa Repubblica e, dall'altro, sono anche un
cooperatore. Provengo da una realtà, la provincia autonoma di
Trento, che ha nella cooperazione la colonna portante del
sistema della sua economia. Si tratta di una cooperazione che
non riguarda solo il consumo, diffuso in larghissima parte
d'Italia né solo il mondo delle società cooperative di
lavoratori - molto importante e che ha avuto uno sviluppo
soprattutto negli ultimi dieci anni - ma anche e in modo
particolare il credito, con le casse rurali e gli istituti di
credito cooperativo.
Signor Presidente, ho avuto l'onore di essere consigliere
di amministrazione di una importante cassa rurale di questa
realtà. Vorrei sottolineare che il provvedimento che stiamo
discutendo non affronta soltanto l'aspetto fondamentale del
socio lavoratore, introducendo una necessaria e necessitata
modifica normativa, una novella che renda questo contesto più
conforme alla situazione attuale, ma nella parte finale,
all'articolo 7 - sul quale tornerò in seguito - riguarda anche
un aspetto molto importante, quello della vigilanza, sul quale
finora nessuno è intervenuto: ovviamente ciò è avvenuto perché
non siamo ancora arrivati all'esame dell'articolo 7, ma in
generale nel corso della discussione non ho sentito fare molti
riferimenti a questo argomento.
Ebbene, posso testimoniare che le affermazioni fatte
stamattina dai colleghi del centrodestra sono infondate,
perché il mondo della cooperazione - che penso di poter
rappresentare in quest'aula e con il quale ho avuto parecchi
incontri prima che si giungesse a discutere il provvedimento
in questa sede - è totalmente d'accordo con questo
provvedimento, lo vuole e lo sostiene.
Ciò che mi fa specie è che alcuni colleghi del
centrodestra - in modo particolare del CCD e del CDU -, che
strizzano l'occhio al mondo della cooperazione, in quel
contesto si dichiarino portatori di queste esigenze e
sostengono di volersi fare carico di queste problematiche,
mentre oggi, guarda caso, si collocano invece in una posizione
strumentale, in una posizione politica profondamente miope a
proposito di questo provvedimento e della necessità che il
Parlamento operi in questo contesto una riforma attesa da
oltre dieci anni.
Signor Presidente, voglio riportare l'attenzione dei
colleghi - ci arriveremo dopo...
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