| PIETRO GASPERONI. Signor Presidente, vorrei svolgere
un'ulteriore considerazione, anche se a questo punto non c'è
molto da aggiungere a quanto molti colleghi hanno sottolineato
in questo ultimo scorcio di discussione. Ritengo
indispensabile sottolineare quanto sta accadendo in questa
giornata nei confronti di un provvedimento di riforma tanto
importante, quale quello riguardante la posizione del socio
lavoratore.
Vorrei fosse chiaro a tutti - e, per la verità, più a
coloro che ci ascoltano al di fuori dell'aula parlamentare che
non ai colleghi qui presenti - che impedire, come sta facendo
la Casa delle libertà, l'approvazione di questo importante
provvedimento significa lasciare inalterato un quadro
normativo che riguarda decine di migliaia di lavoratori e di
imprese cooperative, che rimarranno abbandonati ad un destino
di assoluta incertezza. Il socio lavoratore e decine di
migliaia di lavoratori che si configurano come soci lavoratori
oggi non godono di nessuna certezza per quanto riguarda la
loro condizione di lavoratori, così come nello stesso vuoto
normativo si trovano migliaia di imprese cooperative. Si punta
dunque all'affossamento di un testo così innovatore e così
utile ai fini della certezza del diritto. Non muterà così il
quadro di assoluta incertezza relativamente alla
configurazione e ai diritti di questo tipo di lavoratori, per
cui spetterà a questo o a quel magistrato assumere una
decisione. Le decine di migliaia di lavoratori a cui questo
provvedimento si rivolge devono sapere chi ringraziare se
rimarranno nella loro attuale condizione di assoluta
incertezza circa i loro diritti (Applausi dei deputati del
gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
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