| ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, la Camera dei
deputati giunge all'approvazione definitiva di un testo che
interviene finalmente a riformare ed a regolamentare la figura
del socio lavoratore e in materia di legislazione
cooperativistica.
Il provvedimento - lo voglio ricordare all'Assemblea - ha
dietro le spalle un lungo lavoro, non soltanto quello che si è
svolto al Senato e si è concluso nel gennaio di quest'anno, ma
anche quello della commissione di studio, predisposta
dall'allora ministro Treu, per riformare la materia ed in
particolare per affrontare i complessi nodi di definizione
della figura del socio lavoratore. Alla commissione di studio
hanno partecipato sia le organizzazioni cooperative sia le
organizzazioni sindacali: quel lavoro complicato, difficile,
ma voluto da tutti i soggetti, è poi sfociato in un disegno di
legge che il Governo ha presentato al Senato, offrendo alle
forze politiche un testo di confronto, per aiutare la
discussione in sede parlamentare su un argomento che è
effettivamente complesso e che, aveva però, bisogno di un
confronto vero, reale, privo di strumentalizzazioni da parte
di chi vi partecipava.
Del provvedimento in esame, quindi, si può dire tutto ma
non certo che non sia il frutto di un confronto nel Parlamento
e nel paese. Il Senato, con un lavoro faticoso, è riuscito a
superare tutti gli ostacoli e le difficoltà che fino a gennaio
avevano impedito l'approvazione del provvedimento; ha definito
un testo che io credo realizzi la migliore e la più efficace
mediazione possibile tra le esigenze poste dalle forze
politiche, ma anche dalle organizzazioni cooperativistiche e
dal mondo del lavoro.
Ritengo si possa affermare che il testo così approvato
contribuisce a dotare oggi l'attività lavorativa presso le
cooperative, ed in particolare la figura del socio lavoratore,
di un quadro giuridico chiaro, trasparente, con regole certe
ed in grado di limitare (vorrei usare la parola eliminare)
quel ricorso al contenzioso che in questi anni è andato via
via crescendo, a dimostrazione della necessità e dell'urgenza
dell'approvazione di una legge.
Il testo che stiamo per approvare combina in modo
positivo, a nostro avviso, le giuste esigenze di flessibilità
dell'impresa cooperativa e la necessità di dare, nello stesso
tempo, regole certe, partendo
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dal principio di mutualità per il socio lavoratore, sia come
socio sia come lavoratore, evitando una pericolosa scissione
in assenza di un intervento normativo.
Certo, nel testo si privilegia il ruolo della
contrattazione ed io credo che questo sia il modo migliore per
affrontare le problematiche complesse di un'impresa
cooperativa. Il disegno di legge che stiamo per approvare si
applica, quindi, alle cooperative nelle quali il rapporto
mutualistico abbia come oggetto la prestazione di attività
lavorativa da parte del socio. Si stabilisce, quindi, una
netta distinzione tra il rapporto mutualistico e il rapporto
di lavoro: si tratta di una novità molto importante, che
contraddistingue la nuova ipotesi di disciplina. Il socio
lavoratore di cooperativa stabilisce con la propria adesione,
o successivamente all'instaurazione del rapporto associativo,
un ulteriore distinto rapporto di lavoro in forma subordinata,
autonoma o in qualsiasi altra forma con cui contribuisce,
comunque, al raggiungimento degli scopi sociali.
Ai soci lavoratori di cooperativa con contratto di lavoro
subordinato si applica, in base al provvedimento in esame, lo
statuto dei lavoratori, con l'esclusione del diritto di
reintegrazione quando viene a cessare anche quello associativo
assieme al rapporto di lavoro. Le società cooperative saranno
tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento
economico complessivo proporzionato alla quantità e alla
qualità del lavoro prestato, così come abbiamo sentito in aula
mentre affrontavamo l'esame dei singoli emendamenti ed
articoli. Si stabilisce, inoltre, una delega al Governo
affinché riformi la disciplina previdenziale, stabilendo, tra
l'altro, l'equiparazione della contribuzione previdenziale ed
assistenziale dei soci lavoratori di cooperativa a quella dei
lavoratori dipendenti da impresa.
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