| RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
oggi abbiamo assistito ad un fatto paradossale: il Polo delle
Libertà, con Forza Italia, Alleanza nazionale e la Lega nord
Padania si sono fatti paladini addirittura della cooperazione
e in particolar modo della cooperazione sociale. E' un fatto
paradossale pieno di pregiudizi e di incapacità di cogliere il
fenomeno della cooperazione esistente oggi.
Si è detto che la cooperazione è la cooperazione rossa; si
è detto che essa è la cinghia di trasmissione (come era una
volta del Partito Comunista) della sinistra di oggi: anche
questo è falso! La maggior parte delle cooperative, sin dal
1854 ad oggi, sono di ispirazione bianca. Questa è la storia
(Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e
democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo,
dell'UDEUR, dei Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo,
misto-Socialisti democratici italiani e misto-Federalisti
liberaldemocratici repubblicani)! Ha ragione l'onorevole
Sbarbati sui tre grandi filoni storici: il filone socialista,
il filone dei cattolici democratici e un filone laico che oggi
sono solo nel centrosinistra; questa è la cultura (Applausi
dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo,
dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dell'UDEUR, dei
Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo, misto-Socialisti
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democratici italiani e misto-Federalisti liberaldemocratici
repubblicani)! Non stanno dall'altra parte!
Ricordo quando nacque la Confcooperative, una centrale che
si era staccata dalla Lega delle cooperative; essa è nata con
un impulso ed un impegno preciso e inderogabile dei cattolici
nel seguire un impegno civile in politica,
Nel 1919 nasce la Confcooperative nel Veneto; nel 1919
nasce il Partito Popolare; nel 1919 nascono i sindacati
bianchi come eredi delle leghe bianche e come eredi delle
leghe degli operai, che non sono il "cavaliere operaio"
(Vivi applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e
democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo,
dell'UDEUR, dei Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo,
misto-Socialisti democratici italiani e misto-Federalisti
liberaldemocratici repubblicani)! Il "cavaliere operaio"
sta dall'altra parte!
Ma il paradosso oggi è che la cooperazione è il fenomeno
più visibile e tangibile di democrazia economica, ma è stato
negato dal Polo, quando ha chiesto di rivedere i principi
della Costituzione che riguardano la democrazia economica.
Quando si mettono insieme capitale e lavoro si supera
l'antagonismo del capitalismo, anche moderno. E' questo che dà
fastidio, non la cooperazione! Dà fastidio che ci sia un
fenomeno che dimostra che è possibile dirigere un'azienda
anche in forma non capitalistica. Questo dà fastidio! Noi non
ci stiamo a perseguire una battaglia politica soltanto
pretestuosa, voi non siete i paladini della cooperazione e
della democrazia economica. Anche la Lega sta dimenticando che
il "cavaliere" non ha niente a che vedere con gli interessi
popolari, neppure con quelli della Lega, né con le posizioni
di quelli che prestano attenzione a chi ha di meno. L'idea
della cooperazione è semplice: mettere insieme chi ha e chi
non ha, ma in funzione di chi non ha, non della distribuzione
dei fattori della produzione e quindi di un unico fattore, il
profitto.
Purtroppo questo provvedimento, lo dico in modo molto
esplicito, ha una grave carenza, quella di tener presente un
unico modello interpretativo della cooperazione. Noi
conosciamo il modello della produzione lavoro, il modello del
consumo, il modello delle cooperative sociali. Storicamente,
però, abbiamo schiacciato la cooperazione su un unico modello,
quello della produzione lavoro. Non è un caso che il punto di
riferimento dell'intera cooperazione, tanto per la vigilanza,
quanto per lo schedario generale, sia il Ministero del lavoro
e non il Ministero dell'industria. Dobbiamo invertire la
rotta, capire di più, rettificare: la cooperazione è un
fenomeno tipicamente imprenditoriale, tutte le cooperative
sono imprese, anche quelle sociali. Se c'è un punto debole è
proprio questo, le cooperative sociali, perché sono atipiche,
non possono essere capite in base alle logiche dell'economia
di mercato, perché in questo modo non riusciamo a comprendere
la duplice finalità, sociale ed economica, che insieme
sperimentano i nostri giovani.
Il Governo, però, ha accolto ordini del giorno importanti
per salvaguardare anche la cooperazione sociale, aspetto sul
quale noi, qui in aula, abbiamo dato battaglia. Abbiamo fatto
passare un ordine del giorno che impegna seriamente il Governo
a difendere anche la cooperazione sociale (Applausi dei
deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei
Democratici di sinistra-l'Ulivo, dell'UDEUR, dei
Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo, misto-Socialisti
democratici italiani e misto-Federalisti liberaldemocratici
repubblicani).
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