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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


195500
STA0872-0473
Somm. e Sten. d'Aula n. 872 del 7 marzo 2001 (STA13-872)
(suddiviso in 800 Unità Documento)
Unità Documento n.473 (che inizia a pag.89 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.18)
SEGUITO DISCUSSIONE: C7570; C5240. ...(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 7570) LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C7570; C5240. ...(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 7570)
RUGGERO RUGGERI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE (ORE 15,34)
ZZSTA ZZRES ZZSTA070301 ZZSTA010307 ZZSTA000301 ZZSTA000001 ZZSTA872 ZZ13 ZZDI ZZLL
    RUGGERO RUGGERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  oggi abbiamo assistito ad un fatto paradossale: il Polo delle
  Libertà, con Forza Italia, Alleanza nazionale e la Lega nord
  Padania si sono fatti paladini addirittura della cooperazione
  e in particolar modo della cooperazione sociale.  E' un fatto
  paradossale pieno di pregiudizi e di incapacità di cogliere il
  fenomeno della cooperazione esistente oggi.
     Si è detto che la cooperazione è la cooperazione rossa; si
  è detto che essa è la cinghia di trasmissione (come era una
  volta del Partito Comunista) della sinistra di oggi: anche
  questo è falso!  La maggior parte delle cooperative, sin dal
  1854 ad oggi, sono di ispirazione bianca.  Questa è la storia
  (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e
  democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo,
  dell'UDEUR, dei Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo,
  misto-Socialisti democratici italiani e misto-Federalisti
  liberaldemocratici repubblicani)!  Ha ragione l'onorevole
  Sbarbati sui tre grandi filoni storici: il filone socialista,
  il filone dei cattolici democratici e un filone laico che oggi
  sono solo nel centrosinistra; questa è la cultura  (Applausi
  dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo,
  dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dell'UDEUR, dei
  Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo, misto-Socialisti
 
                              Pag. 90
 
  democratici italiani e misto-Federalisti liberaldemocratici
  repubblicani)!  Non stanno dall'altra parte!
     Ricordo quando nacque la Confcooperative, una centrale che
  si era staccata dalla Lega delle cooperative; essa è nata con
  un impulso ed un impegno preciso e inderogabile dei cattolici
  nel seguire un impegno civile in politica,
     Nel 1919 nasce la Confcooperative nel Veneto; nel 1919
  nasce il Partito Popolare; nel 1919 nascono i sindacati
  bianchi come eredi delle leghe bianche e come eredi delle
  leghe degli operai, che non sono il "cavaliere operaio"
  (Vivi applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e
  democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo,
  dell'UDEUR, dei Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo,
  misto-Socialisti democratici italiani e misto-Federalisti
  liberaldemocratici repubblicani)!  Il "cavaliere operaio"
  sta dall'altra parte!
     Ma il paradosso oggi è che la cooperazione è il fenomeno
  più visibile e tangibile di democrazia economica, ma è stato
  negato dal Polo, quando ha chiesto di rivedere i principi
  della Costituzione che riguardano la democrazia economica.
  Quando si mettono insieme capitale e lavoro si supera
  l'antagonismo del capitalismo, anche moderno.  E' questo che dà
  fastidio, non la cooperazione! Dà fastidio che ci sia un
  fenomeno che dimostra che è possibile dirigere un'azienda
  anche in forma non capitalistica.  Questo dà fastidio!  Noi non
  ci stiamo a perseguire una battaglia politica soltanto
  pretestuosa, voi non siete i paladini della cooperazione e
  della democrazia economica.  Anche la Lega sta dimenticando che
  il "cavaliere" non ha niente a che vedere con gli interessi
  popolari, neppure con quelli della Lega, né con le posizioni
  di quelli che prestano attenzione a chi ha di meno.  L'idea
  della cooperazione è semplice: mettere insieme chi ha e chi
  non ha, ma in funzione di chi non ha, non della distribuzione
  dei fattori della produzione e quindi di un unico fattore, il
  profitto.
     Purtroppo questo provvedimento, lo dico in modo molto
  esplicito, ha una grave carenza, quella di tener presente un
  unico modello interpretativo della cooperazione.  Noi
  conosciamo il modello della produzione lavoro, il modello del
  consumo, il modello delle cooperative sociali.  Storicamente,
  però, abbiamo schiacciato la cooperazione su un unico modello,
  quello della produzione lavoro.  Non è un caso che il punto di
  riferimento dell'intera cooperazione, tanto per la vigilanza,
  quanto per lo schedario generale, sia il Ministero del lavoro
  e non il Ministero dell'industria.  Dobbiamo invertire la
  rotta, capire di più, rettificare: la cooperazione è un
  fenomeno tipicamente imprenditoriale, tutte le cooperative
  sono imprese, anche quelle sociali.  Se c'è un punto debole è
  proprio questo, le cooperative sociali, perché sono atipiche,
  non possono essere capite in base alle logiche dell'economia
  di mercato, perché in questo modo non riusciamo a comprendere
  la duplice finalità, sociale ed economica, che insieme
  sperimentano i nostri giovani.
     Il Governo, però, ha accolto ordini del giorno importanti
  per salvaguardare anche la cooperazione sociale, aspetto sul
  quale noi, qui in aula, abbiamo dato battaglia.  Abbiamo fatto
  passare un ordine del giorno che impegna seriamente il Governo
  a difendere anche la cooperazione sociale  (Applausi dei
  deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei
  Democratici di sinistra-l'Ulivo, dell'UDEUR, dei
  Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo, misto-Socialisti
  democratici italiani e misto-Federalisti liberaldemocratici
  repubblicani).
 
DATA=010307 FASCID=STA13-872 TIPOSTA=STA LEGISL=13 NCOMM= SEDE= NSTA=0872 TOTPAG=0307 TOTDOC=0800 NDOC=0473 TIPDOC=O DOCTIT=0018 COMM= DI PAGINIZ=0113 RIGINIZ=051 PAGFIN=0114 RIGFIN=064 UPAG=NO PAGEIN=89 PAGEFIN=90 SORTRES=0103073 SORTDDL= FASCIDC=13STA 00872 SORTNAV=5³103072 00872 200000 ZZSTA872 NDOC0473 TIPDOCO DOCTIT0018 NDOC0018



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