| DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Benissimo, facciamoci gli
auguri reciproci.
Abbiamo chiarito benissimo, dicevo, quali sono le ragioni
di sostanza e di fondo per cui non possiamo condividere questo
modo di impostare il mondo, gli strumenti, le logiche, le
procedure della cooperazione. Lo abbiamo chiarito benissimo al
Parlamento, al paese, agli operatori economici e ai
lavoratori: non sarà dunque la propaganda che vi autoriversate
addosso con questi interventi a catena, in questa seduta
conclusiva, che cambierà i termini del problema.
Devo solo dirvi che potete anche festeggiare; può darsi
che grazie ai vostri lunghi interventi e a questi miei 60
secondi di intervento possiate recuperare altre cinque, otto,
dieci colleghi che diversamente si sarebbero allontanati e non
avrebbero partecipato ai lavori parlamentari, per raggiungere,
grazie alla loro presenza, il numero minimo. Per carità, non
sarà questo che cambierà la storia; però quello che mi sembra
improprio e arbitrario è fare addirittura in questa occasione,
ben modesta, riferimenti di alta ideologia.
Miei cari colleghi della sinistra e del centrosinistra, se
in questo momento vi è un confronto tra centrodestra e
centrosinistra, avvertito dalla stragrande maggioranza degli
italiani come termine di scelta anche di qui a poche
settimane, sta proprio nel classismo della sinistra e
nell'interclassismo del centrodestra (Commenti). Sono
questi i termini del problema.
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