| SAURO TURRONI. Signor Presidente, questo provvedimento ci
trova fortemente contrari perché all'agenzia del demanio
soggetti privati possono proporre la sdemanializzazione allo
scopo di valorizzare (sappiamo cosa voglia dire
valorizzazione) beni che appartengono, in particolare, al
patrimonio storico-artistico della nazione. Abbiamo spesso
combattuto battaglie in favore di tale patrimonio, la cui
attribuzione rappresenta uno degli elementi costituenti il
valore dei beni di cui ci occupiamo.
Tuttavia, quel che è più grave è il contenuto del comma
6- quater, là dove si dice, modificando ancora una volta
tale istituto, che la conferenza di servizi approva la
sdemanializzazione, comprese le varianti ai piani di settore
vigenti, di fatto proponendo, quindi, le varianti ai piani
regolatori, con buona pace della partecipazione popolare,
quella stessa partecipazione prevista dalla convenzione di
Aarhus, il cui disegno di legge di ratifica è stato approvato
dalla Camera pochi giorni fa.
Ebbene, noi non possiamo essere d'accordo con il fatto che
i beni appartenenti al demanio storico e artistico di questo
paese, per il solo desiderio di "fare cassa" sulla base di
proposte che vengono dai privati, vengano "sdemanializzati" e
quindi perdano questa quota di loro valore attraverso una
Conferenza dei servizi che può consentire addirittura varianti
ai piani regolatori!
Questa previsione ci trova assolutamente contrari e per
questo noi non possiamo essere d'accordo con questo
provvedimento, che consideriamo assolutamente sbagliato.
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