| ANTONIO LEONE. Signor Presidente, questo provvedimento è
un po' il frutto di tutta una serie di fallimenti derivanti da
normative prodotte dal Parlamento su questa materia e che non
hanno sortito
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alcun effetto. Il tentativo che si compie con questo
provvedimento è quello di prevedere quanto meno un riordino
parziale e procedure più snelle e più accelerate per
addivenire finalmente alla dismissione dei beni immobili dello
Stato, come previsto dall'articolo 19 della legge n. 448 del
1998.
Preannuncio l'astensione del gruppo di Forza Italia,
perché questo provvedimento raggiunge in parte l'obiettivo
iniziale che ne ha determinato la presentazione. Colgo
l'occasione, non solo perché siamo alla fine della
legislatura, ma anche perché questo provvedimento ha avuto un
parto piuttosto travagliato, non solo perché è inserito nel
calendario dei lavori dell'Assemblea da circa tre mesi, ma
anche perché il tentativo effettuato in Commissione finanze
per dare una svolta definitiva al problema del demanio dello
Stato - tra l'altro condotto con grande sforzo, spirito di
sacrificio e molto lavoro dall'onorevole Cennamo - non ha
sortito alcun effetto per una serie di circostanze e
principalmente a causa di un'opposizione insensata ed illogica
da parte del gruppo dei Verdi, che evidentemente hanno inteso
portare in provvedimenti di questa natura una logica politica
che nulla ha a che vedere con quello di cui stiamo
trattando.
Il testimone è passato poi nelle mani dell'onorevole
Vannoni, che ringrazio pubblicamente per il lavoro svolto. Non
sono scampoli di fine legislatura, ma è un ringraziamento
sentito, perché il lavoro condotto in seno alla Commissione,
naturalmente supportato dal presidente Benvenuto e da tutti i
componenti della Commissione stessa, e sfociato in una
missione compiuta dalla Commissione finanze a Margherita di
Savoia per risolvere l'annoso problema dei terreni delle
saline - che è stato poi affrontato da questo Parlamento in un
altro provvedimento, quello sugli enti locali -, ha portato a
questo risultato - in limine vitae, come dice
giustamente il Presidente, e non in limine mortis di
questo Parlamento - e, se ci affrettiamo, forse il
provvedimento potrà vedere il suo iter concluso al Senato.
Il provvedimento merita attenzione, ma non il voto
favorevole. L'articolo 1, come ha detto il collega Antonio
Pepe, prevede una procedura troppo discrezionale e
farraginosa, che sicuramente non risolverà i problemi che sono
alla base di tutti i provvedimenti che hanno preceduto quello
in discussione.
Qualcosa di buono c'è: mi riferisco al problema delle
università, che è stato risolto in gran parte dal collega
Conte, insieme al presidente Benvenuto, grazie ad un
emendamento, presentato appunto dal collega Gianfranco Conte,
relativo ai beni destinati all'università di Cassino, che,
guarda caso - si trovavano in un altro comune, quello di
Gaeta. Tale emendamento ha risolto la questione dando forza
alle aspettative del comune e, grazie a Dio, restando in linea
con le aspettative derivanti da un compiuto federalismo, che
questa Assemblea ha in parte prodotto in questa
legislatura.
Alla luce di queste considerazioni e alla luce del fatto
che comunque permangono incertezze giuridiche circa una serie
di procedure che non condividiamo e che porteranno sicuramente
a risultati negativi, come quelli recati da altri
provvedimenti analoghi, alla luce del fatto che comunque un
passo in avanti è stato compiuto, alla luce del fatto che è
stata respinta la proposta di legge Balocchi ed altri sul
demanio dello Stato, che prevedeva una serie di procedure più
snelle e meno farraginose, il gruppo di Forza Italia, nel
ribadire tutte le considerazioni espresse dai deputati della
Casa delle libertà, si asterrà non omettendo di ribadire che
la legge assume un valore che può portare, con ulteriori
provvedimenti, a un miglioramento nel settore.
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