| GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, si sta parlando di
impianti di incenerimento e si attribuisce alle regioni e alle
province autonome la facoltà di dichiarare tecnicamente
inidonei gli impianti in questione. Vorrei ricordare ai
colleghi che esiste una normativa in materia di impianti di
incenerimento e in merito alla loro classificazione: si tratta
di impianti idonei a trattare rifiuti pericolosi.
A questo punto, delle due l'una: o vi sono in Italia
impianti che trattano rifiuti pericolosi senza averne la
capacità e senza avere l'autorizzazione a farlo oppure, visto
che probabilmente tutti gli impianti hanno l'autorizzazione a
smaltire tali rifiuti, non vedo per quale motivo le regioni o
le province autonome possano dichiararli inidonei.
Si parla di una inidoneità tecnica. Allora, i colleghi che
presumibilmente esprimeranno voto contrario al mio emendamento
1.3 mi spieghino in cosa consista l'inidoneità a smaltire le
farine animali, visto che esse si presentano come polvere da
bruciare.
Signor Presidente, ho la netta sensazione che si voglia
porre una serie di paletti già da ora, affinché la soluzione
del problema non vada a buon fine. Vorrei ricordare che il
Ministero della sanità ha emanato una circolare il 12 febbraio
1999, con la quale sono stati trasmessi ai comuni alcuni
modelli per verificare gli impianti in questione. Il Ministero
della sanità in questo momento (visto che la circolare è del
1999) dovrebbe disporre dei risultati dello screening
completo sugli impianti a disposizione dei comuni per trattare
i materiali a rischio specifico.
Signor Presidente, non vedo per quale motivo si sia voluta
introdurre tale norma da parte del Senato: se qualcuno
riuscisse a spiegarmelo, potrei cambiare idea; tuttavia,
poiché ho la netta sensazione che nessuno riuscirà a farlo,
resto delle mie idee.
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