| GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, vorrei sapere dal
Governo come si possa fare riferimento all'ammasso pubblico
del latte scremato in polvere; si sono previsti una serie di
indennizzi ed abbiamo sentito prima il sottosegretario citare
i vari prodotti: cuoi, pelli, zoccoli, penne, piume, lane,
pellame. Si danno quindi i soldi per il latte scremato in
polvere. Sapete perché? Perché il regolamento comunitario sul
latte scremato in polvere prevede emolumenti molto superiori
rispetto ad altri come, ad esempio, quello zootecnico o
vitivinicolo. Si è voluto proprio ricercare il riferimento al
latte scremato in polvere. Si danno 245 mila lire per
tonnellata più altre 490 mila lire per tonnellata, aumentando
di una certa percentuale con riferimento al tasso proteico -
mi piacerebbe sapere come sia possibile fare riferimento al
tasso proteico per la pelle, come è tutto da verificare il
tasso proteico degli zoccoli: sarebbe interessante conoscerlo,
anche dal punto di vista tecnico-scientifico - con il
risultato che tutta una serie di emolumenti è risultata
raddoppiata rispetto alla stesura del primo decreto. Se il
primo decreto prevedeva lo stanziamento di una certa cifra per
tonnellata per l'ammasso pubblico dei prodotti a basso
rischio, ora, con queste modifiche, la cifra è raddoppiata. Mi
chiedo come mai ciò sia avvenuto: o prima era previsto un
valore troppo basso, per cui si è ritenuto di aumentarlo
oppure, visto che tutto questo materiale andrà venduto dallo
Stato, visto il deprezzamento che avrà e vista anche la
pericolosità della sua immissione sul mercato, non penso che
vi sia una partita di giro.
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