| Onorevoli Colleghi! - Il personale delle ferrovie dello
Stato è stato sottoposto durante la guerra mondiale 1940-45 a
notevoli continuativi disagi che hanno richiesto immani
sacrifici con un tributo di sangue elevato e quanto mai
comprovante il senso del dovere che ha sempre animato detto
personale.
Da qui l'esigenza morale di assegnare un riconoscimento
concreto alla categoria; riconoscimento che nell'attuale
momento si intravede nel rendere possibile l'accesso ai
benefici della legge 24 maggio 1970, n.336.
La richiesta dell'estensione ai ferrovieri dei benefici
contenuti nella citata legge deriva da considerazioni semplici
e quanto mai ortodosse, e soprattutto parte dal presupposto
che i compiti affidati alla categoria ed i conseguenti rischi
e sacrifici possono benissimo essere posti sullo stesso piano
dei compiti, e dei rischi e sacrifici conseguenti, assegnati
alle Forze armate.
Tanto è vero che i ferrovieri ex militarizzati erano
considerati a tutti gli effetti soldati cui spettavano
mansioni delicate e vitali per l'efficienza militare del
Paese.
Del resto, a conferma di ciò e dei conseguenti diritti
maturati, basta ricordare come e quanto il personale delle
Ferrovie abbia attuato in occasione degli ordini della nazione
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in guerra, espressi nel regio decreto 10 giugno 1940, n.566,
relativo all'applicazione della legge di guerra sul territorio
dello Stato, nel regio decreto 4 agosto 1943, n.714, che
dichiarava in stato di guerra tutto il territorio dello Stato,
nel regio decreto-legge 30 marzo 1943, n.123, riguardante la
disciplina della militarizzazione, nella circolare n.13
contenuta nel Bollettino Ufficiale delle Ferrovie dello
Stato n.31 del 5 agosto 1943 per l'applicazione delle norme
relative alla militarizzazione del personale addetto ai
servizi ferroviari, inoltre negli ordini del giorno e nei
messaggi a carattere ufficiale, intesi tutti a ribadire
l'importanza del compito assegnato alle ferrovie durante lo
stato di guerra.
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