| Onorevoli Colleghi! - La bolletta per l'uso del metano
che periodicamente milioni di italiani ricevono a domicilio è
un esempio della confusione tributaria che vige nel nostro
Paese. A prescindere dai continui rincari che il prezzo del
metano conosce, vi sono almeno tre aspetti paradossali ed
iniqui che la presente proposta di legge intende superare.
L'articolo 1 della proposta di legge prende in
considerazione l'IVA sul metano che oggi viene applicata su un
corrispettivo calcolato senza la decurtazione dall'imponibile
del corrispettivo di alcune tasse. In pratica si paga la tassa
sulla tassa. Si propone quindi di evitare questa assurdità.
L'articolo 2 pone fine ad una vergognosa discriminazione
di natura razzista. Infatti l'aliquota IVA sul metano
utilizzato per il riscaldamento domestico è fissata al 19 per
cento per il Centro-Nord, dove la spesa per il riscaldamento è
elevata, al 9 per cento per il Sud. La nostra proposta
parifica l'aliquota al 9 per cento a tutto il territorio
nazionale.
L'articolo 3 riguarda l'imposta erariale di consumo che,
in caso di contatore unico, viene applicata per tutto l'anno e
per tutto il consumo nella tariffa prevista per l'uso
promiscuo. Ciò è profondamente iniquo perché l'imposta è molto
più cara (258 lire al metro cubo contro 12 lire) ed
ingiustificata visto che nessuno d'estate accende il
riscaldamento, anche perché sarebbe vietato dalla legge. Viene
quindi attribuito al Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato il compito di porre in essere un metodo di
calcolo che eviti quanto evidenziato.
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