| Onorevoli Colleghi! - La sindrome della morte
improvvisa del lattante (meglio nota come "morte in culla" o
col termine inglese SIDS), rappresenta certamente uno dei
principali problemi socio-sanitari e scientifici della
medicina moderna.
Si tratta della morte improvvisa ed inaspettata di un
neonato apparentemente sano di età compresa tra una settimana
ed un anno di vita.
La SIDS, vero enigma della medicina, è di gran lunga la
più frequente causa di morte nel primo anno di vita (anzi, per
esattezza statistica, nei primi quattordici anni!). Essa
colpisce un bambino ogni 500 nati, percentuale in progressivo
aumento in Italia come in molti Paesi. Le conseguenze emotive
per i familiari sono devastanti. I costi sociali per le
terapie di sostegno medico-psicologico sono rilevantissimi,
soprattutto se sommati all'immatura perdita di un numero
elevato di potenziali individui produttivi. D'altro canto,
sarebbero incommensurabili le ricadute scientifico-finanziarie
che deriverebbero dalle accresciute conoscenze su questa
sindrome, conoscenze proprio centrate su quel periodo
neonatale ancora così oscuro eppur scrigno, secondo moltissimi
scienziati, di molte risposte alle patologie dell'adulto e
persino dell'anziano.
Questa sindrome si configura come un problema
multifattoriale che, non avendo ancora trovato sul piano
clinico una sistemazione univoca, vede quindi coinvolta
l'anatomia patologica come una componente fondamentale della
problematica nosologica. Sulla guida dei rilievi
clinico-fisiologici sui lattanti in generale e su quelli
cosiddetti "a rischio" (cioè scampati ad episodi apneici o
simili, potenzialmente mortali), si rendono necessari
approfondimenti di ordine microscopico (istologico,
immunoistochimico ed ultrastrutturale) di
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grande delicatezza che possono essere svolti solo in grandi
centri altamente specializzati.
La necessità di sottoporre le piccole vittime ad autopsia
è palese, ma la possibilità di prevenire la SIDS si basa
soprattutto sulla migliore conoscenza delle alterazioni
riscontrabili nei vari organi e sulla individuazione dei
meccanismi che ne stanno alla base. Essendo tale problematica
di alta complessità scientifica, si palesa la necessità di
stilare norme legislative che impongano le autopsie ed
individuino le strutture assistenziali pubbliche in grado di
praticarle, stabilendone le specifiche competenze. Allo stesso
modo è estremamente importante, ai fini del completamento
diagnostico e per finalità scientifiche, un accurato ed
attento esame delle situazioni ambientali e familiari in cui
si è verificato il decesso, facendo riferimento, nelle
modalità d'esecuzione, ad un protocollo internazionale di
recentissima adozione.
Per quanto sopra, occorre, quindi, prevedere che le
autopsie scientifiche dei casi di SIDS siano effettuate negli
istituti universitari e nei servizi ospedalieri di anatomia ed
istologia patologica, autorizzati quali centri di riferimento
regionale secondo un protocollo predisposto a tale fine. In
ciascuna regione verranno poi individuati, con apposito
decreto del Ministro della sanità, gli istituti ed i servizi
di anatomia ed istologia patologica che fungeranno da centri
di riferimento. Questi centri avranno il compito di esaminare
il materiale e sviluppare l'attività di ricerca scientifica
sull'argomento.
Dovranno, infine, essere tenuti corsi di aggiornamento per
i medici operanti negli istituti e nei servizi ospedalieri di
anatomia ed istologia patologica.
Questi corsi saranno rivolti ad assicurare l'uniformità e
la riproducibilità delle tecniche autoptiche, secondo il
protocollo predisposto e le modalità di prelievo e
conservazione del materiale destinato alla ricerca. La
formulazione del protocollo di indagine autoptica e lo
svolgimento dei corsi saranno affidati alla prima cattedra
dell'istituto di anatomia patologica dell'università di
Milano, in quanto struttura riconosciuta idonea e competente
in materia. Sarà perseguita un'attenta opera di
sensibilizzazione dell'opinione pubblica al tema SIDS,
predisponendo l'appropriato materiale divulgativo e l'accesso
ai mezzi di comunicazione di massa.
Il nostro Paese è ormai rimasto l'ultimo tra i Paesi ad
economia avanzata a non aver ancora regolamentato per legge le
autopsie scientifiche sulle piccole vittime della SIDS.
Abbiamo però qui l'occasione di porre presto rimedio ad una
situazione ormai insostenibile, facendo, anzi, dei seguenti
semplici quattro articoli che, sottolineo, non comportano
alcun onere per l'erario, un testo normativo all'avanguardia
in campo internazionale.
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