| Onorevoli Colleghi! - Il 9 aprile 1846 nasceva in
Ortona il musicista Francesco Paolo Tosti, considerato dalla
critica internazionale come il maggiore autore di musica
vocale da camera italiana dell'800.
Conoscitore di ogni aspetto della vocalità, ultimo grande
rappresentante della scuola di canto napoletana, compositore
raffinatissimo di circa 400 romanze italiane, canzoni
napoletane, francesi e inglesi, Francesco Paolo Tosti ha
rappresentato la cultura musicale liberty europea in uno
dei suoi aspetti più significativi: il salotto.
Incrocio di culture, predisposizioni artistiche,
creatività le più diverse, il salotto musicale per tutto
l'ottocento ha significato lo sbocco naturale di un consumo
musicale intimo e familiare cui non erano sconosciute,
tutt'altro anzi, peculiarità professionali di alto livello.
Tosti seppe interpretarne i sensi più profondi e dinamici,
affrancandone per il repertorio italiano tutti i
condizionamenti dell'imperante melodramma. Egli incarnò quel
personaggio composito di musicista militante attivo sui
diversi fronti della pratica quotidiana della musica.
Le citate quattrocento pagine di composizioni vocali da
camera costituiscono il massimo contributo di un musicista
italiano al genere, per quantità e qualità; nessun grande
cantante di questo secolo ha trascurato nel proprio repertorio
Francesco Paolo Tosti: da Caruso a Pavarotti, da Carreras a
Domingo, dalla Tetrazzini alla Tebaldi, da Cesare Siepi a
Ruggero Raimondi, a De Luca, Battistini, Bechi e Bruson.
Compositore ma anche organizzatore musicale. Come tale ha
legato la sua massima attività alla corte reale d'Inghilterra,
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curandone per circa trent'anni tutta l'attività musicale: per
questo, fra l'altro, ebbe la gratitudine e l'amicizia di
Puccini, Mascagni, Leoncavallo, e l'assoluta fiducia della
Casa Ricordi quale massimo curatore degli interessi della
musica italiana in Inghilterra, Paese che lo gratificò di
grandi riconoscimenti: dalla cattedra alla prestigiosa Royal
Academy of Music di Londra alla nomina a baronetto nel
1908.
Protagonista della cultura italiana ed europea del suo
tempo collaborò con grandi poeti per i testi delle sue
romanze, come Carducci, Panzacchi, Salvatore di Giacomo;
stabilendo, infine, un particolare sodalizio con Gabriele
d'Annunzio, del quale pose in musica oltre trenta poesie,
oltre ad esserne tra i più antichi e profondi amici: insieme a
F.P. Michetti i tre intellettuali abruzzesi avviarono
l'irripetibile esperienza del Convento di Francavilla,
cenacolo e crocevia di innumerevoli percorsi culturali.
Tosti morì a Roma il 2 dicembre 1926. Ricorrendo il 150^
anniversario della nascita è di fondamentale importanza
cogliere la ricorrenza per la programmazione di una serie di
iniziative volte all'approfondimento ed alla ulteriore
divulgazione della sua opera.
In attività dal 1982, su costituzione del comune di
Ortona, è attento custode della memoria storica e culturale
del Tosti, insieme ad una funzione divulgativa della sua
opera, l'Istituto nazionale tostiano che, con decreto n. 566
del 1994 del presidente della giunta regionale dell'Abruzzo,
ha avuto il riconoscimento della personalità giuridica.
L'Istituto nazionale tostiano sta curando con la Casa Ricordi
di Milano l'edizione integrale a stampa delle romanze per
canto e pianoforte del Tosti (in quattordici volumi, di cui
cinque già usciti) e con la casa discografica Nuova Era di
Torino l' opera omnia. Da anni sono aperti sia un museo,
sia una biblioteca musicale.
L'Istituto nazionale tostiano sta programmando una serie
di iniziative ad altissimo livello per celebrare degnamente
l'opera del musicista, attraverso convegni, mostre, concerti,
nelle città che è lecito definire "tostiane" per eccellenza:
Napoli, Roma, Milano e Londra.
Come ha scritto Francesco Sanvitale, direttore
dell'Istituto nazionale tostiano, "in tempi recenti, anche per
un più generalizzato risveglio musicologico nei confronti
della produzione italiana di musicisti e generi "minori",
Tosti è oggetto di uno studio più approfondito e di una più
equilibrata considerazione".
Per l'importanza storica e culturale di tale anniversario
e per la qualità delle manifestazioni realizzate nel 1995 e in
programma nel 1996, è stata inviata al Presidente della Camera
dei deputati una richiesta di patrocinio. Per le medesime
ragioni, la seguente proposta di legge stabilisce che lo Stato
debba intervenire con un contributo finanziario all'Istituto
nazionale tostiano.
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