| 1. Nelle scuole materne dei comuni indicati nel decreto
del presidente della giunta regionale di cui all'articolo 3,
l'educazione linguistica prevede l'apprendimento della lingua
locale e l'uso della stessa per lo svolgimento delle attività
educative proprie della scuola materna; nelle scuole
elementari deve essere garantito l'insegnamento bilingue
italiano-lingua minoritaria a parità di opportunità didattiche
e di condizioni orarie e strumentali, nonché l'insegnamento
delle forme espressive dell'infanzia, la lettura e le
esercitazioni relative agli argomenti concernenti gli usi, i
costumi e le tradizioni delle comunità locali.
2. Nelle scuole medie dell'obbligo dei comuni di cui al
comma 1 e di quelle che per necessità di organizzazione
scolastica accolgono gli alunni degli stessi comuni è previsto
l'insegnamento della lingua della minoranza su richiesta degli
interessati.
3. I programmi e gli orari relativi alla educazione
linguistica sono fissati con decreto adottato dal provveditore
agli studi, sentito il consiglio scolastico provinciale e
tenuto conto dei criteri di gradualità in relazione alla
disponibilità di personale insegnante e di materiale
didattico.
4. Il decreto di cui al comma 3 è adottato di intesa con
le regioni e sentite le istituzioni, anche di natura
associativa, interessate alla valorizzazione della lingua e
della cultura da tutelare, nonché previa acquisizione del
parere degli organi collegiali della scuola, costituiti negli
ambiti territoriali delimitati ai sensi dell'articolo 3.
5. Lo stesso decreto di cui al comma 3 prevede, altresì,
forme e modalità sia per l'esonero degli alunni i cui genitori
non intendono avvalersi delle misure di cui al comma 1, sia
per la richiesta di cui al comma 2.
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6. Con il decreto di cui al comma 3 sono inoltre definiti
i requisiti, fermo restando il possesso della cittadinanza
italiana ovvero di uno Stato membro dell'Unione europea, per
la nomina degli insegnanti.
7. L'attuazione del presente articolo avviene entro i
limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio e utilizzando
in via prioritaria il personale in servizio.
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