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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


3372
DDL0175-0002
Progetto di legge Camera n. 175 - testo presentato - (DDL13-175)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C175. TESTIPDL
...C175.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC175 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - L'area del Conero, che si estende
  per circa ottomila ettari comprendendo 20 chilometri di costa,
  costituisce un ambiente naturale di grande rilievo ambientale
  per alcune peculiarità che la identificano rispetto alle
  caratteristiche della costa adriatica.
     Tale area, divenuta parco regionale, comprende l'ambiente
  di Portonovo caratterizzato dalla presenza di due stagni, o
  laghi costieri, denominati Lago Grande (o "Lago della Piazza")
  e Lago Piccolo (o "Lago Profondo" o "Lago della Chiesa").
     Tali laghi distano fra loro circa 650 metri e sono
  separati da un cordone costiero sul quale si è andata
  sviluppando la macchia mediterranea.
     I due laghetti sarebbero stati originati da una frana di
  crollo molto antica, da alcuni fatta risalire ad epoca
  preistorica.
     Il ritardo nella pianificazione di strutture e di vincoli
  limitanti l'afflusso e l'attività di utenti ed operatori ha
  portato ad una progressiva evoluzione degradante di tutta
  l'area di Portonovo.
     Tutto questo appare piuttosto evidente quando vengono
  presi in considerazione il Lago Profondo ed il Lago Grande,
  biotipi di estremo interesse ecologico, essendo gli unici
  laghi salmastri naturali lungo la costa medio-adriatica.
     Nella evoluzione di questi ambienti, due sono le
  caratteristiche che appaiono emergere in modo piuttosto
  eclatante.  La prima riguarda la variazione degli specchi
 
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  d'acqua.  Rispetto alle osservazioni di G. Cuminis (1936) il
  rilievo aerofotogrammetrico del 1972 consente di calcolare una
  diminuzione della superficie del Lago Profondo pari al 72 per
  cento, mentre il Lago Grande si contrae per un 37 per cento.
  Ciò lascia presupporre, se non si arresta immediatamente
  questa tendenza, un progressivo e rapido colmamento che
  porterà alla scomparsa dei due laghetti.  Questa fase è
  praticamente già in corso nel Lago Grande, che ha subìto le
  più forti pressioni e la più forte degradazione.  La
  facies  attuale è, infatti, quella di stagno per cui la
  denominazione di lago è del tutto fuori luogo.  La seconda è
  rappresentata dalla interruzione dei rapporti con il mare
  conseguente al colmamento ed alla modifica del tratto di costa
  utilizzato per la costruzione di strutture per la
  balneazione.
     Da quanto esposto scaturisce immediatamente che non è
  neanche proponibile l'ipotesi di un recupero, anche minimo, di
  questi due corpi d'acqua, se non si affrontano e si risolvono
  tutti i problemi ambientali delle aree circostanti che sono
  alla base del deterioramento degli stessi.
     I due laghetti devono, cioè, essere inseriti in un
  progetto globale volto al riassetto di tutta l'area di
  Portonovo, prefigurato dalla normativa per l'attuazione
  prevista dal piano territoriale paesistico adottato con legge
  della regione Marche.
     L'interesse alla salvaguardia di questi biotipi che
  rischiano l'estinzione è stato messo peraltro in rilievo in
  più studi ed in particolare in quelli ripetuti delle
  università di Camerino e di Perugia che hanno condotto diverse
  campagne di osservazione con i rispettivi istituti di
  botanica, idrobiologia, pescicoltura, zoologia.
     E' stato possibile osservare che nei laghi si sviluppano
  molteplici cenosi vegetazionali.  La variabilità biocenotica è
  considerata estremamente elevata in rapporto alla limitatezza
  degli attuali bacini.
     I campionamenti biologici hanno rilevato una notevole
  densità di batteri del ciclo dello zolfo e di rodotiobatteri
  che rigenerano, nei mesi estivi, ingenti fioriture con intense
  colorazioni di rosso vinoso, mentre abbondanti fioriture
  algali lungo i margini ne determinano una colorazione
  giallo-bruno in primavera ed autunno.  Dal punto di vista
  faunistico l'area risulta di estremo valore, oltre che per gli
  animali stanziali, per l'avifauna migratoria.
     In fase migratoria sono state osservate 27 specie di
  uccelli diversi delle famiglie dei ciconidi, anatidi,
  canapiglia, accipitridi, pandiomidi, ralladi, laridi,
  irundinidi, silvidi.
     Vi si riproducono il tuffetto, la gallinella d'acqua, il
  porciglione, il tarabusino, il cannareccione, la cannaiola, il
  pendolino ed il martin pescatore.
     E' stata infine rilevata nella zoocenosi planctonica la
  presenza di un raro copepode  (diacyclops biscupidatus
  odessarius).  Fra gli ostracodi è stata segnalata, per la
  prima volta in Italia, la presenza della  cypretta
  dubbiosa.
     Nel Lago Grande inoltre è stata effettuata anche la
  cattura di esemplari di odonati.  Il grande interesse
  scientifico e naturalistico richiede un urgente intervento per
  impedire la estinzione dei due "laghi" con l'attuazione di
  opere che garantiscano il ripristino del contatto con il mare
  per consentire la rivivificazione degli invasi, riducendo i
  tempi di ricambio delle acque, eliminando i carichi eccessivi
  eutrofizzanti e consentendo il naturale recupero delle zone
  attualmente colmate.
     Da un lato, l'alto rilievo ecologico dell'intervento
  (segnalato anche dal particolare valore
  paesaggistico-ambientale dell'area di Portonovo e dalla sua
  appartenenza al Parco regionale del Conero istituito con legge
  della regione Marche n. 21 del 23 aprile 1987); dall'altro, la
  modestia delle risorse economiche da impegnare per interventi
  non procrastinabili, sono elementi che rendono auspicabile e
  possibile una rapida approvazione della presente proposta di
  legge.
 
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