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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


3376
DDL0176-0002
Progetto di legge Camera n. 176 - testo presentato - (DDL13-176)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C176. TESTIPDL
...C176.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC176 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - Il problema della qualità
  dell'aria, soprattutto nei grandi centri urbani, sta assumendo
  sempre più rilevanza: gli anni '90, dal punto di vista
  ambientale, saranno probabilmente ricordati come gli anni
  dell'emergenza-aria (le ordinanze dei Ministri dell'ambiente e
  per le aree urbane, le targhe alterne, le limitazioni
  all'accensione degli impianti di riscaldamento, eccetera) in
  città come Milano, Torino, Napoli, Roma, in tutte le altre
  aree metropolitane, e non solo.
     Questo fatto evidenzia in modo drammatico il ritardo con
  il quale il nostro Paese si appresta ad affrontare quella che
  sarà probabilmente l'emergenza dei prossimi mesi e dei
  prossimi anni.
     Le misure finora assunte sono insufficienti e
  frammentarie:
       la legge 13 luglio 1966, n. 615;
       il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28
  marzo 1983, pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale  n. 145
  del 28 maggio 1983, stabilisce i limiti massimi di
  accettabilità degli inquinanti per l'ambiente esterno;
       il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
  1988, n. 203, modifica alcuni dei limiti del decreto del
  Presidente del Consiglio dei ministri del 1983 ed introduce il
  concetto di valore guida;
       il Ministro dell'ambiente, di concerto con altri
  Ministri, ha emesso, in successione, l'ordinanza del 20
 
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  novembre 1991 e la modifica della medesima con il decreto 15
  aprile 1994, cui successivamente, con decreto 24 novembre
  1994, il Ministro ha dettato limiti e procedure di misurazione
  rigorose.
     L'elevato numero di interventi testimonia sia la diffusa
  preoccupazione per il fenomeno dell'inquinamento atmosferico,
  che la mancanza di una legislazione organica e di soluzioni
  convincenti capaci di portare ad una riduzione
  dell'inquinamento stesso, sia pure nell'arco del medio
  periodo.
     I provvedimenti succeduti alla legge 13 luglio 1966, n.
  615, non hanno portato sostanziali miglioramenti; infatti, pur
  essendo stati introdotti limiti, controlli e monitoraggio del
  territorio, c'è ancora assoluta carenza di interventi
  strutturali, di norme ed atti in grado di incidere sulle fonti
  e sulle cause dell'inquinamento da traffico autoveicolare.  Con
  la conseguenza che i pur necessari blocchi temporanei del
  traffico privato nelle grandi metropoli vengono visti dai
  cittadini come rituali fastidiosi che non affrontano né
  risolvono il problema.
     Fin dalla scorsa legislatura abbiamo avviato proposte,
  suggerito soluzioni in grado di portare ad una sensibile
  diminuzione l'emissione di sostanze inquinanti.
     Ricordiamo la proposta di legge che reca norme sulle
  caratteristiche merceologiche dei carburanti (atto Camera n.
  301, XII legislatura), presentata il 20 aprile 1994, con
  l'obiettivo principale di ridurre le percentuali di benzene e
  di aromatici contenute nelle benzine "verdi" entro limiti di
  sicurezza.
     Anche la presente proposta di legge si propone come
  contributo, parziale ma necessario, alla "bonifica" dell'aria:
  incentivare l'uso di autovetture e di autoveicoli alimentati a
  GPL o a metano.
     L'esenzione dal pagamento della tassa speciale per tutti i
  mezzi circolanti si propone di rendere economicamente più
  attraente per i cittadini l'uso del GPL o dal gas metano,
  anche per i bassi chilometraggi e per i percorsi cittadini.
  L'attuale tassa, infatti, tende, paradossalmente, a
  scoraggiare l'uso di questi carburanti - poco o nulla
  inquinanti - nei veicoli normalmente o prevalentemente
  utilizzati per gli spostamenti urbani, mentre proprio nelle
  aree urbane siamo maggiormente esposti a fenomeni che
  provocano un sensibile aumento delle concentrazioni degli
  inquinanti.  Basta verificare come, sempre più spesso, i comuni
  debbano ricorrere al blocco temporaneo del traffico per
  renderci conto di come siano, logicamente, proprio le aree
  urbane i punti di maggiore crisi e nei quali sarebbe urgente
  incentivare l'uso di carburanti a basso tasso
  d'inquinamento.
     Gli investimenti nella ricerca sull'auto elettrica e sui
  motori e carburanti del futuro non devono essere alibi per
  trascurare le potenzialità di miglioramento delle
  performances  ambientali delle auto, già oggi possibili e
  disponibili con tecnologie e carburanti ben conosciuti.
     Senza entrare qui nel dettaglio della discussione sul
  reale livello di pericolosità delle benzine verdi, occorre
  sottolineare l'incongruenza di una politica fiscale che ha
  privilegiato un carburante la cui effettiva innocuità è
  perlomeno discutibile e, invece, penalizzato carburanti,
  presenti sul mercato da molti anni, che già realizzano, almeno
  parzialmente, l'obiettivo che andiamo ricercando.
     Provvedimenti improvvisati, quali, l'esenzione per tre
  anni a favore degli impianti di nuova installazione non
  affrontano seriamente la questione.  Questo approccio, infatti,
  ha un costo fiscale elevato per lo Stato, ma permane
  incertezza e precarità per gli utenti, che pure potrebbero
  essere disponibili e impegnarsi stabilmente per consumi più
  ecologici.
     Lo stesso discorso vale per l'industria automobilistica la
  quale, ove GPL e metano fossero normalmente utilizzabili dagli
  automobilisti, potrebbe produrre direttamente auto già
  predisposte al loro uso.
     Questo provvedimento legislativo aiuterà a togliere dalla
  marginalità nella quale sono attualmente confinati il GPL ed
  il gas metano per autotrazione, incoraggiandone una più
  capillare distribuzione sul territorio e contribuendo così a
 
                               Pag. 3
 
  renderne più appetibile l'utilizzazione, anche dal punto di
  vista del servizio, da parte di un maggior numero di
  automobilisti.
     Si tratta di un provvedimento che, di per sé, non risolve
  il problema dell'inquinamento atmosferico ma la cui
  approvazione (che non comporta oneri per lo Stato essendo la
  manovra proposta fiscalmente neutra) porterebbe indubbi
  vantaggi alla vivibilità delle nostre città e delle nostre
  aree metropolitane.
 
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