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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


3563
DDL0189-0002
Progetto di legge Camera n. 189 - testo presentato - (DDL13-189)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C189. TESTIPDL
...C189.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC189 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - Già nella precedente legislatura,
  e precisamente nel settembre 1995, l'onorevole Cornacchione,
  rappresentante del partito socialdemocratico italiano in seno
  al gruppo parlamentare progressista federativo, ha presentato
  una analoga proposta di legge relativa all'abolizione delle
  tasse sulla prima casa di abitazione.
     Il Tribunale costituzionale tedesco ha emesso una sentenza
  con la quale sono state cancellate le imposte sulla prima
  casa: dal 1997 in Germania non si pagherà più l'imposta sulla
  casa abitata dai proprietari; il Parlamento tedesco ha tempo
  fino a tutto il 1996 per adeguare il sistema fiscale alle
  nuove direttive del Tribunale costituzionale.
     Appare opportuno che anche il Parlamento italiano si
  occupi, in via prioritaria, di questo problema che ha grande
  rilevanza sociale nel nostro Paese.
     Del resto l'articolo 53 della Costituzione afferma che
  "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in
  ragione della loro capacità contributiva.  Il sistema
  tributario è informato a criteri di progressività".  Quindi, la
  tassazione di ciascun soggetto dipende dall'entità del proprio
  reddito.
     Ora va osservato che il proprietario residente in una casa
  non consegue redditi reali dal proprio appartamento e pertanto
  non c'è alcuna ragione per tassazioni al riguardo.
 
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     D'altra parte, è davvero significativo che la stessa
  Costituzione, all'articolo 47, secondo comma, reciti
  testualmente che la Repubblica "favorisce l'accesso del
  risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione...".  Ed in
  effetti tutta una serie di leggi è venuta, in questo
  dopoguerra, a sostenere e ad incentivare l'edilizia economica
  e popolare.
     Quindi, se allo Stato ed agli altri enti locali occorre
  denaro, si facciano pagare le tasse secondo equità,
  recuperando con ogni possibile mezzo l'evasione fiscale, ma
  certamente non appare giusto continuare a colpire masse di
  italiani che si sono sobbarcati penosi mutui e sacrifici vari
  per conseguire la proprietà di un bene essenziale e primario,
  la casa, secondo quanto dettato dalla Costituzione.  Tanto più
  che ogni persona ha diritto ad un minimo di spazio vitale.
     Ed allora un criterio potrebbe essere quello di escludere
  ogni tassazione sulla casa in ragione di 50 metri quadrati di
  superficie utile per persona (50 metri quadrati che potrebbero
  rappresentare un parametro di sufficiente vivibilità per ogni
  individuo).
     Pertanto, ad esempio, una famiglia di quattro componenti
  avrebbe una esenzione dalle tasse sulla prima casa per
  complessivi 200 metri quadrati.  Qualora tale famiglia avesse,
  in ipotesi, un'abitazione di 230 metri quadrati, pagherebbe le
  tasse sulla casa solo per 30 metri quadrati di differenza.
     Questo criterio avrebbe il pregio di evitare possibili
  furberie, come l'eventuale intestazione di una casa per ogni
  componente di una stessa famiglia, con l'aberrante conseguenza
  di più prime case non tassabili.  Inoltre, risponderebbe
  all'esigenza di uguaglianza tra i cittadini, portando in
  sostanza ad un abbattimento generalizzato delle tasse sulla
  prima casa.
     Ma non sempre all'uguaglianza corrisponde l'equità; ed
  allora, anche per tener conto, almeno parzialmente, del
  bisogno assoluto da parte dello Stato di denaro, forse
  potrebbe essere più opportuna una legge che tendesse ad
  abolire le tasse sulla prima casa, con la sola esclusione
  delle cosiddette case di lusso (abitazioni signorili, ville,
  castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici,
  eccetera).
     Ciò premesso, sul piano pratico il criterio distintivo più
  equo sembra essere quello di eliminare le tasse sulla casa
  effettivamente abitata dai proprietari limitatamente alle
  seguenti categorie catastali:
     A/2 - Abitazioni di tipo civile.
     A/3 - Abitazioni di tipo economico.
     A/4 - Abitazioni di tipo popolare.
     A/5 - Abitazioni di tipo ultrapopolare.
     A/6 - Abitazioni di tipo rurale.
     A/7 - Abitazioni in villini.
     Pertanto, le abitazioni appartenenti alle categorie
  catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7 verrebbero a godere
  dell'integrale esenzione dall'IRPEF (testo unico delle imposte
  sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
  Repubblica n. 917 del 1986) e dall'ICI (decreto legislativo n.
  504 del 1992), ovviamente a condizione che queste abitazioni
  siano destinate, e limitatamente al periodo di destinazione, a
  prima casa effettivamente utilizzata a tale scopo.  Analoga
  integrale esenzione ovviamente riguarderebbe anche le imposte
  relative all'acquisto della prima casa (decreto-legge 22
  maggio 1993, n. 155, convertito, con modificazioni, dalla
  legge 19 luglio 1993, n. 243).
     La presente proposta di legge non ha certo la presunzione
  di essere al riguardo la migliore possibile in assoluto, ma
  comunque vuole almeno porre con decisione a tutte le altre
  forze politiche il problema, non più sopportabile, della
  palese iniquità delle tassazioni sulla prima casa di
  abitazione.  Vengono avanzati, come si è visto, due possibili
  criteri di applicazione, con un'opzione verso il secondo, ma
  con l'auspicio che il dibattito possa portare eventualmente ad
  una soluzione ancora migliore.
 
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