| Onorevoli Colleghi! - L'attentato che ha colpito la
città di Firenze il 27 maggio 1993 ha profondamente
danneggiato il grande patrimonio storico ed artistico del
nostro Paese.
E' opportuno, a tal fine, prevedere che uno dei più grandi
musei d'Italia, se non il più grande, abbia risorse
sufficienti a consentire il più rapido e qualificato
intervento di restauro affinché si possa quanto prima tornare
al riutilizzo della Galleria nonché all'esposizione delle
opere ivi contenute e consentire, altresì, ai numerosi
appassionati che confluiscono da tutto il mondo di tornare ad
ammirare nel suo originario splendore la Galleria degli
Uffizi.
Come è ben noto, l'edificio nel quale hanno sede la
Galleria degli Uffizi e l'Archivio fu costruito tra il 1560 ed
il 1580, per commissione di Cosimo I, su progetto del Vasari e
terminato sotto la direzione di Alfonso Parigi e Bernardo
Buontalenti.
Quest'ultimo, per incarico di Francesco I de' Medici,
trasformò il loggiato superiore per consentire la costruzione
di apposite sale in cui accogliere tutte le opere già
conservate in Palazzo Vecchio ed appartenute a Cosimo il
Vecchio, Lorenzo il Magnifico e Cosimo I.
Sempre al Buontalenti si deve - nei primi anni del 1600 -
la costruzione della tribuna per incarico di Ferdinando I, che
volle così creare spazi per arricchire la collezione con la
propria raccolta conserata a Villa Medici a Roma, mentre
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Ferdinando II fece aggiungere due sale per potervi ospitare le
opere della raccolta dei Della Rovere, pervenutegli in
eredità.
La raccolta delle opere conservate nella Galleria degli
Uffizi è sicuramente la più importante esistente in Italia.
Infatti, la originaria collezione di dipinti della scuola
toscana, è stata arricchita con gemme, medaglie, monete e
sculture celebri e con la famosa Venere Medici per
interessamento di Cosimo III; il cardinale Leopoldo vi
aggiunse la sua collezione di autoritratti e di disegni fino
ad Anna Maria Lodovica, ultima erede dei Medici, che contribuì
con raccolte di opere fiamminghe e tedesche e che nel 1737, a
condizione che la collezione rimanesse sempre a Firenze, la
donò allo Stato toscano.
Anche i Lorena, per parte loro, hanno contribuito ad
aumentare il patrimonio artistico della Galleria, tra l'altro,
riunendo tutto il patrimonio dei Medici sparso tra la Toscana
e Roma (ad esempio il gruppo di statue delle Niobidi sistemate
in una apposita sala).
La collezione, già depauperata ad opera di Napoleone e nel
corso dell'invasione nazista, nel dopoguerra è stata
ricostituita nella sua completezza e ricollocata nella
Galleria degli Uffizi, da cui era uscita - per ovvi motivi di
sicurezza - durante il secondo conflitto mondiale.
Il decreto-legge 31 maggio 1993, n. 165, convertito dalla
legge 9 luglio 1993, n. 218, ha già previsto lo stanziamento,
per il solo anno 1993, per dar luogo, tra l'altro, agli
interventi di consolidamento e restauro del complesso
monumentale della Galleria degli Uffizi e del Corridoio
vasariano.
Detto stanziamento, in considerazione del grande
patrimonio culturale che si intende recuperare, si è rilevato
insufficiente, atteso che è stato destinato anche ad altri
interventi connessi con il restauro dei danni causati
dall'esplosione del 27 maggio 1993.
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