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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


3566
DDL0190-0002
Progetto di legge Camera n. 190 - testo presentato - (DDL13-190)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C190. TESTIPDL
...C190.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC190 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - L'attentato che ha colpito la
  città di Firenze il 27 maggio 1993 ha profondamente
  danneggiato il grande patrimonio storico ed artistico del
  nostro Paese.
     E' opportuno, a tal fine, prevedere che uno dei più grandi
  musei d'Italia, se non il più grande, abbia risorse
  sufficienti a consentire il più rapido e qualificato
  intervento di restauro affinché si possa quanto prima tornare
  al riutilizzo della Galleria nonché all'esposizione delle
  opere ivi contenute e consentire, altresì, ai numerosi
  appassionati che confluiscono da tutto il mondo di tornare ad
  ammirare nel suo originario splendore la Galleria degli
  Uffizi.
     Come è ben noto, l'edificio nel quale hanno sede la
  Galleria degli Uffizi e l'Archivio fu costruito tra il 1560 ed
  il 1580, per commissione di Cosimo I, su progetto del Vasari e
  terminato sotto la direzione di Alfonso Parigi e Bernardo
  Buontalenti.
     Quest'ultimo, per incarico di Francesco I de' Medici,
  trasformò il loggiato superiore per consentire la costruzione
  di apposite sale in cui accogliere tutte le opere già
  conservate in Palazzo Vecchio ed appartenute a Cosimo il
  Vecchio, Lorenzo il Magnifico e Cosimo I.
     Sempre al Buontalenti si deve - nei primi anni del 1600 -
  la costruzione della tribuna per incarico di Ferdinando I, che
  volle così creare spazi per arricchire la collezione con la
  propria raccolta conserata a Villa Medici a Roma, mentre
 
                               Pag. 2
 
  Ferdinando II fece aggiungere due sale per potervi ospitare le
  opere della raccolta dei Della Rovere, pervenutegli in
  eredità.
     La raccolta delle opere conservate nella Galleria degli
  Uffizi è sicuramente la più importante esistente in Italia.
  Infatti, la originaria collezione di dipinti della scuola
  toscana, è stata arricchita con gemme, medaglie, monete e
  sculture celebri e con la famosa Venere Medici per
  interessamento di Cosimo III; il cardinale Leopoldo vi
  aggiunse la sua collezione di autoritratti e di disegni fino
  ad Anna Maria Lodovica, ultima erede dei Medici, che contribuì
  con raccolte di opere fiamminghe e tedesche e che nel 1737, a
  condizione che la collezione rimanesse sempre a Firenze, la
  donò allo Stato toscano.
     Anche i Lorena, per parte loro, hanno contribuito ad
  aumentare il patrimonio artistico della Galleria, tra l'altro,
  riunendo tutto il patrimonio dei Medici sparso tra la Toscana
  e Roma (ad esempio il gruppo di statue delle Niobidi sistemate
  in una apposita sala).
     La collezione, già depauperata ad opera di Napoleone e nel
  corso dell'invasione nazista, nel dopoguerra è stata
  ricostituita nella sua completezza e ricollocata nella
  Galleria degli Uffizi, da cui era uscita - per ovvi motivi di
  sicurezza - durante il secondo conflitto mondiale.
     Il decreto-legge 31 maggio 1993, n. 165, convertito dalla
  legge 9 luglio 1993, n. 218, ha già previsto lo stanziamento,
  per il solo anno 1993, per dar luogo, tra l'altro, agli
  interventi di consolidamento e restauro del complesso
  monumentale della Galleria degli Uffizi e del Corridoio
  vasariano.
     Detto stanziamento, in considerazione del grande
  patrimonio culturale che si intende recuperare, si è rilevato
  insufficiente, atteso che è stato destinato anche ad altri
  interventi connessi con il restauro dei danni causati
  dall'esplosione del 27 maggio 1993.
 
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