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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


3768
DDL0202-0002
Progetto di legge Camera n. 202 - testo presentato - (DDL13-202)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C202. TESTIPDL
...C202.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC202 ZZ13 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - Il problema del traffico pesante
  sulla strada statale n.  16 "Adriatica" (SS16) che interessa
  le regioni Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, è fin
  troppo conosciuto, non solo alla opinione pubblica, primi fra
  tutti i cittadini che risiedono e convergono per motivi di
  lavoro o turistico nelle zone interessate, ma anche allo
  stesso Parlamento ed al Governo.  Esso ha una rilevanza
  nazionale e costituisce un problema di pubblica utilità.  Vanno
  ricordati i numerosi articoli di stampa, le proposte di legge
  che si sono susseguite nella X, XI e XII legislatura, le
  innumerevoli iniziative dei comitati unitari, dei gruppi
  ambientalisti, delle associazioni, dei sindaci, degli
  autotrasportatori, il tutto finalizzato ad ottenere lo
  spostamento del traffico pesante (autotreni, autoarticolati,
  autosnodati) dalla SS16 alla autostrada A-14 prioritariamente
  per motivi di sanità e sicurezza pubblica.  L'ostacolo
  principale a qualsiasi soluzione ipotizzata è stato
  rappresentato dalla modalità e dai criteri da perseguire per
  la copertura finanziaria.  Con l'inizio della XIII legislatura
  si ripropone con forza l'importanza di questo provvedimento se
  si pensa che l'attuale SS16 "Adriatica" è diventata una vera e
  propria "arteria urbana" che crea numerosi problemi ai centri
  urbani che attraversa, per la loro vita comunitaria,
  l'ambiente e l'economia, soprattutto quella turistica.  Infatti
  sempre più numerosi sono gli incidenti, anche mortali che si
  verificano e che segnalano la elevata pericolosità del
  tracciato soprattutto in alcuni tratti in corrispondenza dei
  centri urbani.  Inoltre il traffico provoca un grave
 
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  inquinamento acustico ed atmosferico, oltre i limiti di
  sicurezza di legge, rilevati da tempo dai controlli effettuati
  dalle locali unità sanitarie locali e da alcune province.  Si
  calcola che su ogni chilometro della SS16 vengono scaricate
  ogni anno 60 tonnellate di biossido di azoto, veleno puro per
  i polmoni di chi vive lungo l'asta viaria.  Sono infatti in
  costante aumento le malattie a carico dell'apparato
  respiratorio, le malattie dell'udito, cardiovascolari, nervose
  e neurovegetative che colpiscono gli abitanti della costa
  adriatica.  Le regioni Marche, Abruzzo e Molise, dal 1979,
  hanno adottato provvedimenti per dirottare il traffico
  pesante, in alcune settimane estive, onde salvaguardare,
  almeno in parte, l'attività turistico-balneare.  Alcuni
  benefìci si sono riscontrati con l'emanazione da parte di
  alcuni sindaci sensibili al problema, sin dal 1988, di
  apposite ordinanze di divieto di transito ai mezzi pesanti.
  Questi provvedimenti di per sé positivi, perché finalizzati
  alla tutela della salute dei cittadini sono stati svuotati o
  da ricorsi al tribunale amministrativo regionale, che ha
  sospeso la loro validità o per mancanza di continuità dei
  controlli da parte delle forze dell'ordine nelle ventiquattro
  ore soprattutto per carenze di personale e di mezzi.  La
  conseguenza è che molti autotrasportatori per aggirare la
  legge transitano soprattutto nelle ore notturne: da mezzanotte
  all'alba, con punte sino alle sette del mattino.  Si calcola
  siano 12.000 i mezzi pesanti che transitano nel tratto
  abruzzese della SS16 e della A-14.  Si ricordano anche momenti
  di tensione che si sono avuti tra autotrasportatori, cittadini
  e forze dell'ordine nei luoghi prescelti per la deviazione
  obbligatoria: l'ex Ministro dei lavori pubblici Merloni, nella
  XI legislatura, dopo numerosi incontri con amministratori di
  regioni, province, comuni ed associazioni, propose un
  provvedimento amministrativo per la deviazione permanente del
  traffico pesante nei tratti della SS16 che vanno da Cattolica
  ad Ancona Nord (72 Km) e da Ancona Sud ad Ortona (175 Km).
  L'onere relativo, calcolato in circa 20 miliardi, veniva
  ripartito tra le regioni (25 per cento), le province (5 per
  cento), i comuni (15 per cento), la Società Autostrade (15 per
  cento) e gli autotrasportatori (40 per cento).  La direttiva
  Merloni incontrò numerosissimi ostacoli di natura burocratica
  e finanziaria.  Infatti per alcuni comuni la quota di propria
  spettanza fu ritenuta eccessiva rispetto alle condizioni
  finanziarie del proprio bilancio ed inoltre gli
  autotrasportatori ritennero la quota del 40 per cento troppo
  elevata.  Il decreto-legge relativo agli interventi nel settore
  dei trasporti ha previsto una riduzione dei pedaggi
  autostradali per i veicoli appartenenti alle classi B3, 4 e 5,
  che svolgono servizi di autotrasporto di coase per conto di
  terzi, a partire dal 1^ febbraio 1996 fino al 31 dicembre
  1996.  La riduzione compensata viene applicata secondo
  percentuali e scaglioni di fatturato annuo.  Il decreto-leggge
  rappresenta un importante incentivo per un'organica
  riorganizzazione del settore e per l'utilizzo delle arterie
  autostradali da parte degli autotrasportatori e si inquadra
  perfettamente come "un segmento funzionale" alla proposta che
  si avanza.
     Onorevoli colleghi, urge una soluzione definitiva, oltre
  le misure parziali, rivelatesi inadeguate.  La strada statale
  n.  16 "Adriatica" è stata un grande fattore di sviluppo per
  le regioni che attraversa; adesso paradossalmente, proprio per
  l'eccessivo carico del traffico pesante, è diventata una vera
  diseconomia per le attività produttive.  C'è quindi la
  necessità e l'urgenza di risolvere questo problema per avere
  un ritorno positivo sia per le condizioni ambientali e di
  sicurezza dei luoghi, sia per la difesa e la valorizzazione
  delle attività economiche costiere.
     Con questo provvedimento non si prevedono esborsi da parte
  dello Stato a differenza di alcune proposte precedenti.  C'è la
  necessità di garantire il diritto alla salute dei cittadini
  della costa adriatica, un bene primario, sancito dalla nostra
  Costituzione.  C'è l'obbligo da parte di noi tutti di garantire
  la vivibilità dei centri urbani, la qualità della vita dei
  cittadini, che non può essere uno  slogan  vuoto ma deve
  essere un reale programma di lavoro.
 
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