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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


3874
DDL0209-0002
Progetto di legge Camera n. 209 - testo presentato - (DDL13-209)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C209. TESTIPDL
...C209.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC209 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - Nel campo dello smaltimento dei
  rifiuti si continua a registrare una persistente situazione di
  precarietà con intere aree del Paese costrette ad esportare
  addirittura fuori regione i propri rifiuti e con l'esercizio
  prevalente di impianti, soprattutto di discariche, non a
  norma, o, addirittura, non autorizzate.
     E' ormai il traffico dei rifiuti l'attività più
  conveniente e meno rischiosa per la criminalità organizzata,
  persino più redditizia del traffico degli stupefacenti
  (clamorosa la dichiarazione del  boss  Nunzio Pezzella ai
  magistrati napoletani).  Una vera e propria  holding
  dietro la quale si muovono faccendieri, massoni, camorra e
  politici corrotti.  A rimetterci per primo anche questa volta è
  l'ambiente.  Il fine è sempre lo stesso.
     Il "Libro Bianco" di Lega ambiente intitolato " Rifiuti
  SpA"  sullo smaltimento illegale dei rifiuti prevalentemente
  industriali e tossico-nocivi in alcune regioni del Mezzogiorno
  (Campania, Puglia e Basilicata) è un significativo
  riscontro.
     L'iniziativa tenutasi il 5 dicembre 1994 a Roma ha visto
  l'illustrazione di una ricerca dell'Eurispes insieme alla Lega
  ambiente, dalla quale è emersa l'esistenza di ben cinquantasei
  cosche "con le mani impastate nel verde".  Due aspetti
  specifici caratterizzano le "ecomafie"; un elevato livello di
 
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  imprenditorialità criminale, che ne fa uno degli anelli di
  congiunzione tra economia illegale ed economia legale; la
  sostanziale impunità di cui godono per il combinarsi di
  controlli amministrativi, spesso inesistenti, e la scarsa
  efficacia delle sanzioni previste, con la conseguenza che il
  Sud è diventato "la pattumiera" d'Italia.
     Secondo la ricerca, il  business  dei rifiuti si
  concentra per il 61 per cento nelle cinque regioni
  meridionali.
     La Campania ha il triste primato per il maggior numero di
  imprese fuori legge (136).  Dal 1992 al 1994 sono stati
  effettuati nella regione 1452 controlli, con una percentuale
  di illegalità dell'86 per cento.
     Seguono la Sicilia (1266 controlli, 77,3 per cento di
  illegalità), la Calabria (914 controlli e 85 per cento di
  illegalità), la Puglia (460 e 68,5 per cento di illegalità) e
  la Basilicata (96 controlli e l'84,7 per cento di
  illegalità).
     Insomma, un vero e proprio regno incontrastato con una
  potenzialità di mercato pari a 14.500 miliardi di lire.
     Nella ricerca citata sono anche elencate delle
  opere-simbolo che hanno devastato l'ambiente e si afferma,
  giustamente, come l'attività economica criminale impedisca lo
  sviluppo di una imprenditoria sana e come la distruzione
  dell'ambiente comporti il mancato sviluppo dell'attività
  economica più idonea al Sud: il turismo.
     Infatti, la criminalità organizzata ha individuato nella
  tutela del territorio l'anello più debole della legislazione
  italiana e in questo "buco nero", grazie al suo capillare
  controllo del territorio, si è saputa inserire per sfruttare
  al meglio l'incapacità dello Stato a difendere il patrimonio
  naturale.
     E non bisogna dimenticare mai che la devastazione
  dell'ambiente rappresenta una molla formidabile per creare
  quel degrado sociale e civile in cui la stessa criminalità
  pesca le sue leve.
     Una vera e propria "Rifiutopoli".  Un fenomeno ancora in
  fase di sviluppo che può contare su nuove autorizzazioni
  regionali allo smaltimento.  Una situazione caratterizzata da
  una diffusa illegalità nella gestione del "pianeta rifiuti"
  dove ha trovato spazio tutta una serie di soggetti.
     Si tratta di volumi impressionanti, pari ad oltre 25
  milioni di metri cubi di smaltimento nella sola provincia di
  Napoli tra disponibilità residua delle discariche esistenti,
  nuovi invasi già attrezzati senza alcuna autorizzazione e cave
  ancora da attrezzare.
     In Campania, per esempio, nel 1990 su 459 impianti
  esistenti ben 316 non avevano alcuna autorizzazione
  (discariche prevalentemente di 1^ categoria-dati Ministero
  dell'ambiente).  E il grande passaggio dalle cave alle
  discariche è proprio dettato dalla necessità di utilizzare in
  maniera sempre più redditizia e sempre meno controllata,
  porzioni di territorio.
     In generale, si possono stimare movimenti di centinaia di
  migliaia di tonnellate di rifiuti che attraversano la penisola
  con stime economiche (ultima quella elaborata dalla
  Confcommercio) che parlano di un giro d'affari per circa 1.200
  miliardi di lire l'anno.  Alla luce di quanto esposto si
  giudica, pertanto, positiva la decisione della Direzione
  nazionale antimafia di istituire un gruppo di lavoro sui
  traffici illegali di rifiuti.
     In questo quadro di malaffare è necessario che si
  intensifichino le azioni di prevenzione e repressione da parte
  delle Forze di polizia e della magistratura perché si
  colpiscano i responsabili, i mandanti e si dia, in questo
  modo, una possibilità concreta agli operatori economici onesti
  di potersi affermare nel settore, anche per evitare pericolose
  espansioni verso Nord delle attività economiche criminali.  Le
  dichiarazioni del Ministro dell'ambiente per ciò che sta
  accadendo in Piemonte ci preoccupano moltissimo (acquisto di
  terreni e cave da parte di società sospetta).
     Non è da trascurare, inoltre, la situazione che si verrà a
  creare a seguito della interdizione totale delle esportazioni
  di rifiuti pericolosi verso i Paesi non OCSE, deciso dai
  rappresentanti dei 54 Stati membri della Convenzione di
  Basilea, resa esecutiva con legge 18 agosto 1993, n. 340, che
  regola il trasporto transnazionale dei rifiuti.  Il divieto
 
                               Pag. 3
 
  entrerà in vigore a partire dal 1^ gennaio 1998, colpirà tutti
  i rifiuti pericolosi, compresi quelli "valorizzabili" (i dati
  OCSE per la Germania, ad esempio, sono rivelatori: il Paese
  produce 6 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti tossici
  contro i 3 milioni e 246 mila dell'Italia, e ne esporta
  522.000).
     La Commissione parlamentare di inchiesta che si vuole
  istituire con la presente proposta di legge avrà il compito di
  far luce sul ruolo della cosiddetta "Rifiuti SpA", sui suoi
  intrecci e di proporre soluzioni legislative efficaci perché
  lo Stato sia più incisivo nella lotta alle "ecomafie".
 
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