| Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che presentiamo
in materia di lavori pubblici contiene il testo approvato in
sede redigente dalla Commissione ambiente e lavori pubblici
della Camera nella XII legislatura.
Assumiamo l'iniziativa di una proposta di modifica della
materia dei lavori pubblici disciplinata dalla legge n. 109
del 1994, perché il settore delle opere pubbliche abbia
finalmente una disciplina che dia certezze alla pubblica
amministrazione e agli operatori.
Rimangono fermi i princìpi cardine della legge quadro, e
cioè l'ambito di applicazione della legge ai settori
cosiddetti esclusi; la rigorosa programmazione delle opere da
parte della pubblica amministrazione; la divisione netta tra
progettazione ed esecuzione; la riduzione drastica della
trattativa privata e delle varianti in corso d'opera;
l'affidamento a procedura aperta e a prezzo chiuso;
l'abolizione progressiva dell'Albo nazionale dei costruttori e
la previsione di una qualificazione delle imprese tramite la
certificazione di qualità; l'istituzione dell'Autorità e
dell'Osservatorio.
Alle esigenze più urgenti da più parti avanzate di
maggiore flessibilità e di maggiore gradualità
nell'applicazione della legge n. 109 del 1994, il Parlamento
ha già risposto con la conversione nella legge 2 giugno 1995,
n. 216, del decreto-legge 3 aprile 1995, n. 101.
Tale legge ha infatti introdotto:
una norma transitoria che prevede l'applicazione
graduale delle norme relative alla programmazione, alla
progettazione, al coordinatore unico e alle garanzie
fideiussorie;
la disciplina dell'offerta anomala;
l'appalto integrato;
l'accelerazione delle procedure per la definizione del
contenzioso.
Ora si tratta di completare il quadro normativo,
assicurando le condizioni perché il settore delle opere
pubbliche ritrovi una sana vitalità, basata su una ritrovata
capacità di programmazione e di governo del territorio da
parte della pubblica amministrazione e su un mercato vero e
trasparente.
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