| Onorevoli Colleghi! - Le imprese di autotrasporto
aventi sede nella provincia di Udine e di Pordenone risultano
sempre più penalizzate da fattori interni ed esterni che, se
non troveranno una sollecita attenzione da parte del Governo e
del Parlamento nazionale, pongono serie minacce alla
prosecuzione della loro stessa attività.
La particolare collocazione geografica del Friuli-Venezia
Giulia determina, infatti, una pesante situazione di
concorrenza per i vettori locali, in virtù delle diverse
politiche e disposizioni amministrative che regolamentano i
trasporti negli Stati contermini: autorizzazioni
internazionali, pesi e dimensioni, tasse e pedaggi,
eccetera.
Ciò deriva soprattutto dalle scelte di politica economica
adottate dai suddetti Paesi nei confronti del sistema
trasportistico che, a differenza del nostro, viene considerato
strategico ai fini dello sviluppo della politica economica,
specie per quanto attiene ai conti della bilancia dei
pagamenti (noli).
Per quanto attiene, poi, alla realtà specifica dei Paesi
dell'area centro-europea e balcanica è noto che il
differenziale del costo del lavoro è tale da escludere i
vettori nazionali dalla competizione in tali mercati.
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A tali indicazioni va, altresì, aggiunto il sempre più
grave problema costituito dalla sicurezza dei vettori esteri
circolanti nel territorio nazionale, per la pressoché totale
mancanza di rispetto da parte loro delle norme che regolano
l'autotrasporto nazionale (ore di guida, velocità massime,
carico dei veicoli, regolarità dei titoli autorizzativi,
sicurezza degli automezzi, eccetera).
Né minori difficoltà si registrano nelle relazioni con la
Repubblica austriaca, per quanto facente parte dal 1^ gennaio
1995 dell'Unione europea, per le deroghe ad essa concesse nel
regime delle autorizzazioni per l'attraversamento del suo
territorio da parte dei vettori esteri (ecopunti) che, di
fatto, limitano fortemente l'operatività dei vettori
nazionali.
A tale situazione di carattere internazionale si aggiunge
un ulteriore fattore di turbativa della concorrenza
costituito, a livello nazionale, dalle agevolazioni per
l'acquisto del gasolio di cui da tempo godono le imprese
operanti nella provincia di Gorizia, alle quali si
aggiungeranno entro breve, in forza del decreto-legge 28
giugno 1995, n. 250, convertito con modificazioni, dalla legge
8 agosto 1995, n. 349, quelle operanti nell'intera provincia
di Trieste nonché in taluni comuni della provincia di Udine,
seppure con minori quantitativi.
Tali disposizioni introducono una forte disparità di
trattamento fra imprese appartenenti alla stessa provincia,
senza una logica precisa che non sia quella della casuale
circostanza della sede dell'impresa stessa, nonché nell'ambito
della medesima regione.
Le agevolazioni in parola consentono, in sostanza, agli
operatori che ne possono beneficiare di praticare tariffe
sensibilmente inferiori a quelle della concorrenza, con il
risultato che questa entro breve tempo viene estromessa dal
mercato.
Già più volte in passato è stata richiamata l'attenzione
su tali aspetti.
L'imminente operatività delle agevolazioni estese dal
decreto-legge n. 250 del 1995 inducono a segnalare attraverso
la presente proposta di legge la necessità di un intervento
del legislatore nazionale che consenta di limitare quanto meno
i danni dell'iniqua concorrenza che si verrà ad esercitare
entro i confini di una stessa provincia, assicurando parità di
condizioni fra le imprese che in essa risiedono.
La previsione dei contingenti assegnati alla provincia di
Udine ed a quella di Pordenone, che potrà, comunque, utilmente
essere riconsiderata in sede di analisi tecnica da parte di
competenti organi del Ministero delle finanze, si ritiene
possa essere idonea a graduare le agevolazioni tariffarie
secondo un criterio che tiene conto, da un lato, della
diffusione delle imprese di autotrasporto in ciascuna
provincia della regione Friuli-Venezia Giulia, dall'altro,
della collocazione geografica delle stesse, prevedendo
incentivi maggiori per quelle di Trieste e di Gorizia, più
periferiche rispetto al territorio nazionale.
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