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Onorevoli Colleghi ! - Ambito di intervento
normativo. Il testo che viene presentato all'Assemblea è il
testo unificato delle proposte di legge Caveri C. 229,
Niccolini C. 3730, Di Bisceglie C. 3826 e Fontanini C. 3935,
il quale intende attuare integralmente l'articolo 6 della
Costituzione, che prevede la tutela delle minoranze
linguistiche. Per la verità in Friuli-Venezia Giulia esistono
varie forme di tutela nelle provincie di Trieste e di Gorizia,
mai estese alle minoranze slovene (da altri definite
slavofone) della provincia di Udine. Le disposizioni esistenti
adottate in vari periodi, anche in seguito a patti
internazionali, come il Trattato di Londra e quello di Osimo,
hanno bisogno di essere chiarificate ed unificate in un quadro
organico che dovrebbe essere assicurato dal provvedimento in
esame ed in particolare dall'adozione del testo unico previsto
dall'articolo 6.
Istruttoria legislativa- Audizioni informali. Nei mesi
di novembre e dicembre 1998 il Comitato ristretto ha proceduto
ad una serie di audizioni informali. In particolare, sono
stati ascoltati il Presidente del Consiglio regionale del
Friuli-Venezia Giulia e i rappresentanti dei gruppi consiliari
costituiti in seno al medesimo Consiglio, i Presidenti delle
province di Trieste, Gorizia e Udine, i sindaci di Gorizia e
Trieste, il Presidente della Giunta regionale del
Friuli-Venezia Giulia e i sindaci di alcuni comuni minori. Il
Comitato ristretto ha, inoltre, proceduto alle audizioni delle
associazioni slovene, delle associazioni italiane e dei
rappresentanti delle componenti slovene dei gruppi di forza
Italia e di alleanza nazionale del Consiglio regionale del
Friuli-Venezia Giulia.
Illustrazione del testo unificato delle proposte di legge
C. 229, C. 3730, C. 3826 e C. 3935.
L'articolo 1 fissa il principio cardine della legge,
dichiarando che la Repubblica riconosce e tutela i diritti dei
cittadini italiani che appartengono alla minoranza linguistica
slovena presente nelle province di Trieste, Gorizia ed Udine.
L'articolo 2 fissa gli agganci della legge alle convenzioni
europee ed ai principi di esse che si intendono puntualmente
applicare.
Gli articoli 3 e 4 prevedono l'istituzione di un Comitato
paritetico cui spetta il compito di definire l'ambito
territoriale in cui troverà applicazione la legge e le forme
con cui avverrà tale definizione.
L'articolo 5 considera la particolare situazione della Val
Canale in cui, accanto ad una minoranza slovena, risiede una
minoranza germanofona.
Gli articoli da 7 a 10 riguardano il ripristino dei nomi e
dei cognomi sloveni, il diritto di avere documenti bilingui,
l'uso dello sloveno nei consigli comunali, nonché disposizioni
in materia di toponomastica, mentre gli articoli da 11 a 14 si
occupano dell'istruzione in lingua slovena.
L'articolo 15 si occupa delle scuole slovene di educazione
musicale e l'articolo 16 di istituzioni ed attività della
minoranza. L'articolo 17 reca disposizioni in materia di
associazioni sportive slovene; l'articolo 18 contiene norme
per i rapporti transfrontalieri, mentre l'articolo 19 contiene
previsioni a proposito del Teatro stabile sloveno.
L'articolo 20 riguarda i palazzi da concedere in uso
totale o parziale alla minoranza slovena; l'articolo 21 reca
norme a tutela del patrimonio storico ed artistico; l'articolo
22 difende legittimi interessi sociali, economici ed
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ambientali, mentre l'articolo 23 detta norme sulla vita
sindacale.
L'articolo 24 punisce chi offende la minoranza linguistica
slovena, mentre l'articolo 25 prevede norme per la fase
transitoria. L'articolo 26 reca norme per possibili variazioni
future dell'ambito territoriale di applicazione della
legge.
Gli articoli 27 e 28 recano, infine, disposizioni finali
ed elettorali.
In complesso, si tratta di una applicazione particolare
della normativa generale contenuta nel nuovo testo della
proposta di legge C. 169, approvata dalla Camera ed
attualmente in corso di esame al Senato, recante norme a
tutela delle minoranze linguistiche storiche, tenendo anche
conto della particolare situazione della minoranza linguistica
slovena in una regione a statuto speciale.
Raccomando, in conclusione, l'approvazione del
provvedimento in esame.
Domenico MASELLI,
Relatore per la maggioranza.
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