| Onorevoli Colleghi! - E' ancora lontana la
chiusura della vicenda della ricostruzione delle zone
terremotate in Campania e Basilicata.
Purtroppo i fondi assegnati dalla legge n. 32 del 1992
alle zone terremotate per il triennio 1992-1994 non sono stati
sufficienti.
Come ha accertato la stessa Commissione parlamentare di
inchiesta, "presumibilmente" occorrono ancora dai 4.000 ai
10.000 miliardi di lire per chiudere la fase della
ricostruzione.
Si rende necessaria una nuova legge di rifinanziamento,
che nel rispetto di rigorosi princìpi di spesa e di tempo
determinati dalla Commissione prima, e dalla legge n. 32 del
1992 poi, possa essere una certezza per quanti ancora non sono
riusciti a costruire una casa.
Oggetto della presente proposta di legge saranno pertanto
tutti coloro che abbiano fatto richiesta, entro il 31 marzo
1984, in un ambito territoriale che il Governo dovrà
ridefinire con lo scopo di ridurre le aree di intervento ai
soli territori rimasti ancora danneggiati.
In questo modo si vuole proporre di ricondurre al nucleo
vero le zone terremotate e tagliare drasticamente l'elenco
degli aventi diritto.
Solo così sarà possibile in sede ministeriale accertare il
danno residuo ancora da risarcire ed agire veramente in
direzione dei bisogni della gente ed in via definitiva.
Gli articoli 9, 10 e 11 della presente proposta di legge
affrontano nuovamente il problema del prosieguo delle attività
industriali previste agli articoli 27 e 39 del testo unico
emanato con decreto legislativo 30 marzo 1990, n. 76.
Anche in questo caso si tratta di dare continuità ad un
processo ancora in corso con la individuazione di una
responsabilità di coordinamento di tipo ministeriale che possa
assumere decisioni sul futuro del processo industriale.
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