| Onorevoli Colleghi! - Nel corso delle precedenti
legislature il Parlamento ha dovuto affrontare con frequenza
situazioni di crisi del funzionamento dell'Alitalia; ancor più
spesso ha dovuto constatare che la compagnia aerea di
bandiera, ancorché favorita oltre ogni lecita aspettativa
compatibile in un contesto di crescente liberalizzazione del
settore, non riusciva a raggiungere né l'obiettivo della
efficienza né quello della solidità economica.
L'Alitalia realizza il 30 per cento del suo fatturato in
regime di monopolio: una condizione di privilegio nell'uso
delle strutture aeroportuali nazionali, nei rapporti con i
fornitori dei servizi di handling, ma questa posizione
di privilegio non si è mai trasformata in strumento per
raggiungere il pareggio del proprio bilancio.
Da questo stato di fatto derivano due gravissime
conseguenze quali la necessità di interventi finanziari di
sostegno a carico della collettività, l'impossibilità di
procedere alla sua privatizzazione e quindi al suo ulteriore
sviluppo attraverso investimenti a carico dei privati.
A partire dal 1997 il regime dei voli nazionali non sarà
più soggetto ad alcun tipo di vincolo protezionistico; diverrà
quindi impossibile, a meno di non violare le regole della
Unione europea, procedere ad ulteriori interventi di
ricapitalizzazione da parte dell'IRI per ripianare i
deficit futuri perché si tratterebbe di una surrettizia
forma di sostegno ad una impresa attuato con erogazione di
fondi pubblici; ove perdurasse la scriteriata gestione degli
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ultimi anni, per far sopravvivere la nostra compagnia di
bandiera non resterebbe altra soluzione che la vendita o
l'incorporazione in compagnie straniere; non è un caso, del
resto, che proprio di recente si sia espressamente parlato di
una British Airways interessata ad acquisire una consistente
partecipazione a quote azionarie dell'Alitalia.
Occorre dunque una decisa azione per ottenere che questa
azienda che è patrimonio nazionale rimetta in fretta ordine
nei propri bilanci, ma questo scopo non sarà raggiunto se non
saranno integralmente chiariti i meccanismi perversi che hanno
determinato le ricorrenti perdite di bilancio; nessuna seria
azione di risanamento è possibile se non si comprende la
dinamica degli errori passati.
Non vi è alcun dubbio che l'Alitalia subisca e sconti da
molti anni i guasti di una pessima gestione attuata da
dirigenti indicati e nominati dalla Presidenza dell'IRI. Nel
1988 l'IRI, in seguito alle crescenti perdite di bilancio
della compagnia, affiancava ai vertici dell'azienda all'allora
amministratore delegato Nordio, Maspes e Sartoretti. Ma
l'obiettivo di risanare l'azienda non fu ottenuto. Così,
qualche tempo dopo, l'IRI affidò l'azienda a Principe e
Bisignani.
Ancora una volta la conduzione dell'azienda si rivelò
incapace di trovare solu- zioni e sbocchi al problema dello
squilibrato rapporto fra costi e ricavi.
Così nel 1994, l'IRI, azionista principale dell'Alitalia,
decideva di risolvere il problema del risanamento del bilancio
attraverso la scelta di nuovi manager da collocare al
vertice aziendale. L'IRI nominava pertanto Riverso e Schisano
rispettivamente presidente ed amministratore delegato.
Ma neppure questa nuova coppia di manager riusciva a
compiere il miracolo, tanto che si è provveduto ad allontanare
Schisano, forse anche con l'intento di non incontrare ostacoli
nel progetto di vendita dell'azienda.
E' opportuno adesso che si faccia chiarezza sugli ultimi
dieci anni di gestione Alitalia. Per troppo tempo è stato
impedito al Parlamento di comprendere le ragioni del
ricorrente deficit, i motivi che hanno portato l'azienda
ad attuare una politica nebulosa; quali siano state le ragioni
delle scelte dei manager e perché siano stati subito
sostituiti. Ed è opportuno sapere se questi manager sono
stati rimossi per la loro pretesa inadeguatezza, o invece
perché per essi era impossibile far valere la propria capacità
nel gestire l'azienda senza porsi in contrasto con i poco
chiari obiettivi dell'azionista IRI.
Con questa iniziativa legislativa si mira, attraverso
l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui
metodi con cui l'IRI ha gestito l'Alitalia, a mettere in luce
le eventuali responsabilità della sua ricorrente crisi
economica.
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