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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


4402
DDL0240-0002
Progetto di legge Camera n. 240 - testo presentato - (DDL13-240)
(suddiviso in 11 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C240. TESTIPDL
...C240.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC240 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - Nel corso delle precedenti
  legislature il Parlamento ha dovuto affrontare con frequenza
  situazioni di crisi del funzionamento dell'Alitalia; ancor più
  spesso ha dovuto constatare che la compagnia aerea di
  bandiera, ancorché favorita oltre ogni lecita aspettativa
  compatibile in un contesto di crescente liberalizzazione del
  settore, non riusciva a raggiungere né l'obiettivo della
  efficienza né quello della solidità economica.
     L'Alitalia realizza il 30 per cento del suo fatturato in
  regime di monopolio: una condizione di privilegio nell'uso
  delle strutture aeroportuali nazionali, nei rapporti con i
  fornitori dei servizi di  handling,  ma questa posizione
  di privilegio non si è mai trasformata in strumento per
  raggiungere il pareggio del proprio bilancio.
     Da questo stato di fatto derivano due gravissime
  conseguenze quali la necessità di interventi finanziari di
  sostegno a carico della collettività, l'impossibilità di
  procedere alla sua privatizzazione e quindi al suo ulteriore
  sviluppo attraverso investimenti a carico dei privati.
     A partire dal 1997 il regime dei voli nazionali non sarà
  più soggetto ad alcun tipo di vincolo protezionistico; diverrà
  quindi impossibile, a meno di non violare le regole della
  Unione europea, procedere ad ulteriori interventi di
  ricapitalizzazione da parte dell'IRI per ripianare i
  deficit  futuri perché si tratterebbe di una surrettizia
  forma di sostegno ad una impresa attuato con erogazione di
  fondi pubblici; ove perdurasse la scriteriata gestione degli
 
                               Pag. 2
 
  ultimi anni, per far sopravvivere la nostra compagnia di
  bandiera non resterebbe altra soluzione che la vendita o
  l'incorporazione in compagnie straniere; non è un caso, del
  resto, che proprio di recente si sia espressamente parlato di
  una British Airways interessata ad acquisire una consistente
  partecipazione a quote azionarie dell'Alitalia.
     Occorre dunque una decisa azione per ottenere che questa
  azienda che è patrimonio nazionale rimetta in fretta ordine
  nei propri bilanci, ma questo scopo non sarà raggiunto se non
  saranno integralmente chiariti i meccanismi perversi che hanno
  determinato le ricorrenti perdite di bilancio; nessuna seria
  azione di risanamento è possibile se non si comprende la
  dinamica degli errori passati.
     Non vi è alcun dubbio che l'Alitalia subisca e sconti da
  molti anni i guasti di una pessima gestione attuata da
  dirigenti indicati e nominati dalla Presidenza dell'IRI.  Nel
  1988 l'IRI, in seguito alle crescenti perdite di bilancio
  della compagnia, affiancava ai vertici dell'azienda all'allora
  amministratore delegato Nordio, Maspes e Sartoretti.  Ma
  l'obiettivo di risanare l'azienda non fu ottenuto.  Così,
  qualche tempo dopo, l'IRI affidò l'azienda a Principe e
  Bisignani.
     Ancora una volta la conduzione dell'azienda si rivelò
  incapace di trovare solu- zioni e sbocchi al problema dello
  squilibrato rapporto fra costi e ricavi.
     Così nel 1994, l'IRI, azionista principale dell'Alitalia,
  decideva di risolvere il problema del risanamento del bilancio
  attraverso la scelta di nuovi  manager  da collocare al
  vertice aziendale.  L'IRI nominava pertanto Riverso e Schisano
  rispettivamente presidente ed amministratore delegato.
     Ma neppure questa nuova coppia di  manager  riusciva a
  compiere il miracolo, tanto che si è provveduto ad allontanare
  Schisano, forse anche con l'intento di non incontrare ostacoli
  nel progetto di vendita dell'azienda.
     E' opportuno adesso che si faccia chiarezza sugli ultimi
  dieci anni di gestione Alitalia.  Per troppo tempo è stato
  impedito al Parlamento di comprendere le ragioni del
  ricorrente  deficit,  i motivi che hanno portato l'azienda
  ad attuare una politica nebulosa; quali siano state le ragioni
  delle scelte dei  manager  e perché siano stati subito
  sostituiti.  Ed è opportuno sapere se questi  manager  sono
  stati rimossi per la loro pretesa inadeguatezza, o invece
  perché per essi era impossibile far valere la propria capacità
  nel gestire l'azienda senza porsi in contrasto con i poco
  chiari obiettivi dell'azionista IRI.
     Con questa iniziativa legislativa si mira, attraverso
  l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui
  metodi con cui l'IRI ha gestito l'Alitalia, a mettere in luce
  le eventuali responsabilità della sua ricorrente crisi
  economica.
 
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