| Onorevoli Colleghi! - Scopo della presente proposta di
legge è quello di riordinare ed aggiornare le norme sulla
trasparenza e sulla pubblicità della situazione patrimoniale
di tutti coloro che svolgono attività politica ovvero siano
investiti di una carica o funzione pubblica di particolare
rilievo.
Le numerose inchieste giudiziarie che hanno impegnato le
procure di quasi tutta Italia hanno messo in luce l'esistenza
di una diffusa corruzione che, partendo dal mondo politico, ha
gradualmente corroso la credibilità dell'intera pubblica
amministrazione. Gli scandali hanno però, se si ha la capacità
di trarre insegnamenti da essi, molti aspetti positivi. Prime
conseguenze delle inchieste giudiziarie e del clamore
suscitato sulla stampa dalla cosiddetta "Tangentopoli" sono
state il cambiamento della mentalità di coloro che vogliono
fare politica; è mutato anche l'atteggiamento dei cittadini
nei confronti dei pubblici amministratori e non esiste più
alcun tipo di indulgenza o di tacita sopportazione per talune
forme di malversazioni. Inoltre la constatazione che per anni
la classe politica abbia malgovernato ha indotto i cittadini a
chiedere ad essa, attraverso i referendum, di farsi da
parte, ovvero di cambiare
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i modi per la ricerca del consenso e comunque di porre un
freno agli sprechi di denaro durante le campagne
elettorali.
Infine è apparsa evidente l'inadeguatezza delle leggi che
a suo tempo erano state emanate per assicurare trasparenza ai
finanziamenti dei partiti e per dare pubblicità alla
situazione patrimoniale degli uomini politici. Inadeguatezza
legislativa che ha consentito l'occultamento di illeciti
arricchimenti dei titolari delle cariche elettive e di Governo
e di molti fra coloro che, in un modo o nell'altro, maneggiano
risorse economiche dello Stato o che, per la loro funzione,
esercitano, sotto qualsiasi forma, il potere o il controllo
pubblico sulle attività private.
Questa proposta di legge si propone di razionalizzare le
norme in materia di accertamenti patrimoniali, ampliando il
numero di coloro che debbono essere controllati e prevedendo
sistemi di verifica semplici ma efficaci (come indicato
nell'articolo 3) delle dichiarazioni dei soggetti obbligati.
Drastiche sono le sanzioni previste per il solo fatto della
inosservanza degli obblighi previsti. La proposta di legge
integra la legge 5 luglio 1982, n. 441, e successive
modificazioni, una legge che, come abbiamo visto, non è
riuscita che in minima parte ad attuare i fini che si era
proposti.
L'opinione pubblica ha sete di verità e di giustizia;
stiamo attraversando un periodo delicato: il rallentamento
della attività giudiziaria che per oltre quattro anni ha dato
vita alla cosiddetta operazione "mani pulite" è un fatto
fisiologico. Scandali hanno investito tutti i settori della
pubblica amministrazione e persino settori non marginali della
stessa magistratura. Da più parti si richiede una soluzione
"politica" del problema. Nessuna seria soluzione potrà essere
proposta se non si creeranno prima le nuove regole, premesse
indispensabili perché scandali analoghi non possano
verificarsi ancora in futuro.
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