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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


4627
DDL0246-0002
Progetto di legge Camera n. 246 - testo presentato - (DDL13-246)
(suddiviso in 11 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C246. TESTIPDL
...C246.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC246 ZZ13 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - Sono passati quarantotto anni
  dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana, ma i
  princìpi di autonomia e di decentramento amministrativo
  solennemente affermati all'articolo 5 sono rimasti lettera
  morta, vittime di una prassi di governo che ha rivelato tante
  resistenze di stampo centralista.
     Anche l'istituto della provincia, pur riaffermato dalla
  Carta costituzionale agli articoli 114 e 133, è rimasto un
  involucro senza contenuto, un ente territoriale dalle
  competenze incerte e marginali, spesso subordinato alla sua
  origine storica e alla sua principale funzione di organo di
  decentramento dal potere statale sottoposto all'autorità del
  prefetto.
     Oggi che con la legge di riforma delle autonomie locali si
  tenta di rilanciare la funzione della provincia anche
  accrescendone e meglio definendone il ruolo e le competenze
  (come ben spiega l'articolo 14 della legge 8 giugno 1990, n.
  142), è venuto il momento di riformare le circoscrizioni
  territoriali che attualmente competono a ciascuna provincia,
  per meglio adattarle alle esigenze di una società che si è
  profondamente trasformata.
     In questa ottica appare ormai improcrastinabile
  l'istituzione della nuova provincia di Monza e della Brianza,
  con capoluogo Monza, comprendente i comuni dell'attuale
  provincia di Milano.
     La creazione della nuova provincia, che ospiterebbe una
  popolazione superiore ai 750.000 abitanti, risponde a tutti i
  requisiti richiesti dall'articolo 16 della legge 8 giugno
  1990, n.  142, per la istituzione di nuove province.
     Infatti la Bassa Brianza, come convenzionalmente si
  definisce il territorio della nuova provincia, possiede una
  sua unitarietà ed omogeneità storica, sociale, culturale ed
  economica che la distingue dal resto della provincia di
  Milano.
     L'importanza economica della Bassa Brianza e la solidità
  della sua struttura produttiva, che ha sempre superato bril
  lantemente, grazie alla sua ampia diversificazione, le
  ricorrenti crisi economiche nazionali, non si possono
 
                               Pag. 2
 
  comprendere senza aver prima considerato la storia industriale
  di questa zona.
     Le prime attività manifatturiere risalgono al basso medio
  evo, quando a Monza si iniziò la lavorazione della lana: dal
  XIII secolo in poi i "panni di Monza" furono conosciuti in
  tutta Europa.  Questa industria decadde verso la metà del
  seicento, ma fu prontamente sostituita dalla lavorazione della
  seta e del cotone, nonché dalla fabbricazione dei cappelli,
  che rese Monza famosa nel mondo intero.
     Nel 1892 la produzione dei cappellifici monzesi era
  stimata in 30.000 pezzi al giorno, in buona parte destinati
  all'esportazione.  Dopo la seconda guerra mondiale,
  l'espansione dell'economia brianzola è continuata con ritmo
  frenetico, attirando una forte ondata immigratoria
  (proveniente per oltre il 50 per cento dal meridione), che ha
  ulteriormente innalzato la densità abitativa della zona, pari
  oggi a circa 1.600 abitanti per chilometro quadrato.
     Gli abitanti della Bassa Brianza sono oltre 750.000, le
  aziende industriali e artigianali sono oltre 24.000 con più di
  190.000 addetti.  In totale l'occupazione industriale della
  zona rappresenta più del 9 per cento di quella lombarda.
     Le profonde ristrutturazioni aziendali, il miglioramento
  delle strutture tecnico-commerciali e progettuali hanno
  consentito un elevato incremento di settori produttivi già
  consistenti quali il tessile, l'abbigliamento, il mobile ed il
  settore meccanico.  A ciò si aggiunga che nel campo della
  produzione di fibre artificiali e sintetiche, gli addetti
  della zona sono oltre il 46 per cento degli addetti
  dell'intera Lombardia.  Gli occupati nella costruzione,
  installazione e riparazione delle macchine per ufficio sono il
  27 per cento dell'intero territorio regionale, mentre gli
  addetti all'industria del legno e del mobile salgono al 28 per
  cento.
     Notevole rilevanza ha la produzione di macchine utensili
  atte alla lavorazione del legno e di quelle atte alla
  lavorazione dei metalli mediante deformazione, senza
  dimenticare la presenza di alcune grandi industrie
  elettroniche nel Vimercatese.  Anche le attività del terziario
  avanzato, che offrono attività di servizio alle imprese per
  quanto riguarda la ricerca tecnologica, la formazione
  professionale, la commercializzazione, la consulenza contabile
  e amministrativa, sono in forte espansione.
     Per quanto concerne la città di Monza, che diverrebbe il
  capoluogo della nuova provincia, pochi dati sono sufficienti a
  dimostrare la sua importanza, non inferiore a quella di altre
  città capoluogo di provincia, anche di nuova costituzione.
     Un primo elemento è dato dall'entità demografica pari oggi
  ad oltre 121.000 abitanti.  A ciò si aggiunga un distretto
  militare che abbraccia una larga parte della regione ed è il
  più grande d'Italia dopo quello di Roma; un tribunale che ha
  giurisdizione su sessantadue comuni con quasi un milione di
  abitanti; un comando di gruppo dei Carabinieri che ha un
  raggio d'azione di novantuno comuni con due milioni di
  abitanti; un ospedale regionale multizonale che abbraccia
  tutti i settori sanitari, con un bacino di utenza di circa
  800.000 abitanti e dotato di 1.200 posti letto (presso
  l'ospedale ha sede altresì un polo universitario della facoltà
  di medicina e chirurgia dell'università di Milano); un ufficio
  delle imposte dirette, cui fa capo una popolazione di 600.000
  unità e che ha ricevuto, nel 1984, oltre 280.000 dichiarazioni
  dei redditi; un ufficio del registro che ha riscosso nel solo
  1984 ben 52 miliardi di lire.
     Vi sono inoltre ubicati gli uffici della camera di
  commercio, industria, artigianato e agricoltura, della Società
  italiana autori ed editori, le agenzie di tutti i principali
  istituti di credito, le sezioni dell'INAM, dell'INPS e
  dell'INAIL ai quali fanno capo numerosi centri del
  circondario.  Da pochi mesi è in funzione anche un ufficio
  IVA.
     Numerose associazioni quali quelle dei commercianti, degli
  artigiani e degli industriali hanno a Monza una loro sede.  Fra
  le più importanti in campo nazionale per il numero delle
  imprese aderenti è l'Associazione degli industriali di Monza e
  Brianza, la prima a nascere in Italia nel lontano 1902.
 
                               Pag. 3
 
     Le aziende industriali e artigianali monzesi sono ben
  1.140 con 26.000 addetti.  A queste vanno aggiunte 2.450
  aziende commerciali con oltre 10.000 persone addette.
     A Monza è presente, inoltre, un mercato ortofrutticolo
  all'ingrosso, al servizio di tutta la Brianza.  Il mercato del
  bestiame equino è il più rinomato di tutto il Nord.
     Per quanto riguarda il settore scolastico, Monza è davvero
  capoluogo brianteo dell'istruzione.  Nelle sue scuole superiori
  di ogni tipo (classico, scientifico, artistico, commerciale,
  industriale) sia pubbliche che private, sia diurne che serali,
  vi sono oltre 33.000 alunni.
     Quanto mai opportuna appare l'apertura a Monza di una sede
  del provveditorato agli studi.
     A Monza troviamo altresì la Biblioteca italiana dei
  ciechi, a servizio dell'intero territorio nazionale.
     I monumenti che abbelliscono Monza, dal Duomo,
  all'Arengario e alla villa reale, sono la testimonianza della
  sua storia ultramillenaria, durante la quale la città fu
  capitale del regno dei Longobardi e in seguito sede imperiale
  con Berengario e con gli Ottoni.  Dopo avere a lungo
  rivaleggiato per importanza con la stessa Milano, fu da questa
  inglobata nei propri territori al tempo dei Visconti.
     Nei secoli successivi conobbe però altri momenti di
  splendore, quando diversi sovrani la prescelsero come propria
  sede estiva, da Eugenio Beauharnais fino a Umberto I di
  Savoia.
     Nel parco di Monza, che ha una superficie di oltre sette
  milioni di metri quadri, e che è il più grande parco cintato
  di tutta Europa, ha sede il celeberrimo autodromo nazionale,
  costruito nel 1922 e teatro delle massime competizioni
  motoristiche.
     Un'ultima considerazione: la creazione della provincia di
  Monza avrebbe benefici effetti non solo per l'area
  interessata, che si troverebbe svincolata dall'eccessiva
  dipendenza, ormai anacronistica, dal capoluogo della regione,
  ma anche per la stessa città di Milano, ormai prossima al caos
  viabilistico, poiché verrebbe in qualche misura ridotta la
  mobilità veicolare proveniente dalla Bassa Brianza.
     Pare dunque evidente da questa breve analisi che l'area
  geografica della Bassa Brianza ed il suo capoluogo hanno avuto
  ed hanno tuttora uno sviluppo diversificato rispetto al
  capoluogo lombardo andando a costituire una realtà
  distinta.
     Considerando poi le nuove funzioni che la legge n.  142
  del 1990 intende attribuire all'ente provincia, si rende
  necessaria la costituzione della provincia di Monza, anche ai
  fini di un effettivo equilibrio delle funzioni amministrative
  nell'area milanese.
 
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