| Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge risponde
all'intento di recuperare e valorizzare un patrimonio di
inestimabile valore culturale.
La città di Suessola e la Casina Spinelli sono ubicate a
due chilometri dalla stazione di Cancello Scalo (linea FF.SS.
NA-CE Cassino) della linea ferroviaria Napoli-Caserta-Cassino,
e a nord del comune di Acerra.
Suessola è una città antica, osca, poi etrusca ed infine
romana.
Insieme ad Acerra, Capua, Nola, Nocera e Pompei, faceva
parte delle dodici città etrusche dell'insediamento
campano.
Durante la denominazione romana alla città appartenne il
" Vicus Novanensis " (in vicinanza della quale doveva
trovarsi la stazione di Posta ad novas), la cui
ubicazione è indicata dalla chiesa di S. Maria a Vico,
all'ingresso della gola di Arpaia, nei pressi delle forche
Caudine.
Suessuola nell'antichità assunse grande importanza; essa
era attraversata dalla via Popilia, la strada antica più
importante del meridione dopo l'Appia, che collegava Capua con
Reggio Calabria.
Sul territorio di Suessola furono combattute molte
battaglie citate da Tito Livio più volte.
Nel 339 a.C., diviene " Civitas sine Sufragio "
ricevendo un'organizzazione municipale al pari di Capua. La
città di questo periodo si struttura secondo un modello urbano
più evoluto e più fastoso.
Suessola dopo il disastro di Canne rimane ancora fedele a
Roma, diventando base militare per le operazioni contro
Capua.
Silla vi condusse in seguito una colonia di veterani; così
cambiò la posizione giuridica della città.
Nell'anno 880 la città fu gravemente distrutta dai
Saraceni e così cominciò la sua decadenza. Infatti, fu esposta
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a continui saccheggi e lotte di dominio tra il Ducato di
Benevento, quello di Napoli e il Principato di Capua.
Nell'anno 1028 Suessola ha ancora una forma civile, è
presente ancora la figura del Notaio; nel 1054 è ancora sede
Vescovile.
Solo nell'alto medioevo con le continue inondazioni del
fiume Clanio, l'intero territorio, divenuto paludoso e
malsano, fu spopolato e la città fu abbandonata.
Negli anni tra il 1878 ed il 1886 la città di Suessola fu
sottoposta ad una campagna di scavi ad opera del Barone
Spinelli di Scalea; durante i lavori furono rinvenuti molti
oggetti (vasellame, lastre con scritte etrusche, monete).
Tutto ciò conferma l'origine etrusca dell'insediamento
urbano.
La Casina Spinelli, costruita sui resti del teatro della
città di Suessola o sui ruderi di un castello longobardo
(testimone è la torre inserita nella struttura della Casina)
fu eretta nel 1778 dal Conte di Acerra Ferdinando III De
Cardenas.
Tale edificio era sorto come residenza di campagna e
casino per la caccia e per le passeggiate del Re Ferdinando
IV.
Successivamente, alla Casina furono annessi altri edifici,
utilizzati per la produzione della mozzarella di bufala, dato
che nel bosco fu impiantato un allevamento. Durante la fine
dell'ottocento fu sede del museo della collezione Spinelli;
tutto il materiale della campagna di scavi fu custodito nelle
sale del piano nobile.
Nel corso della seconda guerra mondiale fu prima dimora
tedesca e poi di un comando americano. Nel 1945, la vedova
Spinelli, temendo per la collezione di oggetti antichi, li
donò allo Stato; essi ora sono depositati presso il Museo
nazionale archeologico di Napoli.
Negli anni sessanta il complesso architettonico fu sede di
una comunità di handicappati.
Oggi, in seguito al crollo del gennaio 1994, che ne ha
compromesso la struttura muraria, è lasciata in uno stato di
grande abbandono.
Allo stato è tutelata dalla legge 1^ giugno 1939, n. 1089,
ed è riconosciuta come bene di interesse storico-archeologico
ai sensi dell'articolo 1, quinto comma, lettera m) del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, e successive modificazioni.
La presente proposta di legge ha come oggetto la
valorizzazione e la promozione di uno dei siti collocato a
nord del comune di Acerra. Come è stato sommariamente in
precedenza illustrato esso è pieno di storia e testimonia le
vicende sociali e politiche, che nel corso dei secoli hanno
portato alla formazione del popolo campano.
La città di Suessola, il Bosco di Calabricito, la Casina
Spinelli, o Pagliara, sono un patrimonio culturale da
salvaguardare e da inserire in un itinerario turistico delle
città del Mezzogiorno. Per fare ciò è indispensabile tutelare
questa potenziale risorsa, stimolando progetti di studio,
affinché tutta l'area di interesse paesaggistico non sia
ulteriormente esposta ad un maggiore degrado.
Nel corso degli ultimi anni, alcuni scavi clandestini,
episodi di abusivismo edilizio, sbancamenti selvaggi, o di
recente (1994) il crollo di parte consistente della Casina
Spinelli, hanno compromesso l'equilibrio territoriale del
luogo cancellando tante tracce del passato. Solo facendo sì
che questo patrimonio diventi di interesse nazionale, si frena
il degrado e lo scempio.
Quindi promuovendo il recupero statico della Casina
Spinelli, istituendo il Parco Archeologico di Suessola, si
contribuisce a creare di fatto le condizioni di sviluppo
sociale, economico e culturale per la città di Acerra.
Con l'articolo 1 della presente proposta di legge si
provvede all'istituzione del Parco archeologico di Suessola,
l'individuazione delle cui aree è rinviata all'emanazione di
un decreto del Ministro per i beni culturali ed ambientali,
sentite le regioni e gli enti locali interessati.
L'articolo 2 stabilisce che il patrimonio del Parco sia
costituito da tutte le presenze emergenti, le riserve del
sottosuolo, nonché i resti, i beni e le tracce del patrimonio
storico-culturale del territorio rientrante nelle aree di
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pertinenza del Parco, sottoponendole al vincolo paesaggistico
previsto dall'articolo 82 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come integrato
dall'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431.
L'articolo 3 individua quale finalità del Parco la
salvaguardia del patrimonio archeologico attraverso la
conservazione ed il recupero dei beni esistenti, favorendo il
rilancio e la promozione turistico-culturale dell'area. Per il
perseguimento di tali finalità la soprintendenza, preposta
alla gestione del Parco, è autorizzata a stipulare appositi
contratti di programma, da definire d'intesa con le regioni e
gli enti locali, cui possono aderire, oltre a gli enti
territoriali, le istituzioni culturali, le università e gli
operatori privati.
Con l'articolo 4 si individuano le risorse finanziarie
messe a disposizione per la gestione del Parco, sulla quale,
per quanto concerne l'utilizzo di risorse pubbliche, è
chiamata a vigilare la Corte dei conti.
L'articolo 5 provvede alla copertura finanziaria degli
oneri relativi all'istituzione del Parco.
L'approvazione della presente proposta di legge risulterà
una tappa fondamentale per lo sviluppo socio-economico di una
realtà locale complessa, ma al tempo stesso ricca di
testimonianze del passato come Acerra, riportando alla luce un
pezzo di storia campana.
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