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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


4704
DDL0251-0002
Progetto di legge Camera n. 251 - testo presentato - (DDL13-251)
(suddiviso in 7 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C251. TESTIPDL
...C251.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC251 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge risponde
  all'intento di recuperare e valorizzare un patrimonio di
  inestimabile valore culturale.
     La città di Suessola e la Casina Spinelli sono ubicate a
  due chilometri dalla stazione di Cancello Scalo (linea FF.SS.
  NA-CE Cassino) della linea ferroviaria Napoli-Caserta-Cassino,
  e a nord del comune di Acerra.
     Suessola è una città antica, osca, poi etrusca ed infine
  romana.
     Insieme ad Acerra, Capua,  Nola,  Nocera e Pompei, faceva
  parte delle dodici città etrusche dell'insediamento
  campano.
     Durante la denominazione romana alla città appartenne il
  " Vicus Novanensis " (in vicinanza della quale doveva
  trovarsi la stazione di Posta  ad novas),  la cui
  ubicazione è indicata dalla chiesa di S. Maria a Vico,
  all'ingresso della gola di Arpaia, nei pressi delle forche
  Caudine.
     Suessuola nell'antichità assunse grande importanza; essa
  era attraversata dalla via Popilia, la strada antica più
  importante del meridione dopo l'Appia, che collegava Capua con
  Reggio Calabria.
     Sul territorio di Suessola furono combattute molte
  battaglie citate da Tito Livio più volte.
     Nel 339 a.C., diviene " Civitas sine Sufragio "
  ricevendo un'organizzazione municipale al pari di Capua.  La
  città di questo periodo si struttura secondo un modello urbano
  più evoluto e più fastoso.
     Suessola dopo il disastro di Canne rimane ancora fedele a
  Roma, diventando base militare per le operazioni contro
  Capua.
     Silla vi condusse in seguito una colonia di veterani; così
  cambiò la posizione giuridica della città.
     Nell'anno 880 la città fu gravemente distrutta dai
  Saraceni e così cominciò la sua decadenza.  Infatti, fu esposta
 
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  a continui saccheggi e lotte di dominio tra il Ducato di
  Benevento, quello di Napoli e il Principato di Capua.
     Nell'anno 1028 Suessola ha ancora una forma civile, è
  presente ancora la figura del Notaio; nel 1054 è ancora sede
  Vescovile.
     Solo nell'alto medioevo con le continue inondazioni del
  fiume Clanio, l'intero territorio, divenuto paludoso e
  malsano, fu spopolato e la città fu abbandonata.
     Negli anni tra il 1878 ed il 1886 la città di Suessola fu
  sottoposta ad una campagna di scavi ad opera del Barone
  Spinelli di Scalea; durante i lavori furono rinvenuti molti
  oggetti (vasellame, lastre con scritte etrusche, monete).
  Tutto ciò conferma l'origine etrusca dell'insediamento
  urbano.
     La Casina Spinelli, costruita sui resti del teatro della
  città di Suessola o sui ruderi di un castello longobardo
  (testimone è la torre inserita nella struttura della Casina)
  fu eretta nel 1778 dal Conte di Acerra Ferdinando III De
  Cardenas.
     Tale edificio era sorto come residenza di campagna e
  casino per la caccia e per le passeggiate del Re Ferdinando
  IV.
     Successivamente, alla Casina furono annessi altri edifici,
  utilizzati per la produzione della mozzarella di bufala, dato
  che nel bosco fu impiantato un allevamento.  Durante la fine
  dell'ottocento fu sede del museo della collezione Spinelli;
  tutto il materiale della campagna di scavi fu custodito nelle
  sale del piano nobile.
     Nel corso della seconda guerra mondiale fu prima dimora
  tedesca e poi di un comando americano.  Nel 1945, la vedova
  Spinelli, temendo per la collezione di oggetti antichi, li
  donò allo Stato; essi ora sono depositati presso il Museo
  nazionale archeologico di Napoli.
     Negli anni sessanta il complesso architettonico fu sede di
  una comunità di handicappati.
     Oggi, in seguito al crollo del gennaio 1994, che ne ha
  compromesso la struttura muraria, è lasciata in uno stato di
  grande abbandono.
     Allo stato è tutelata dalla legge 1^ giugno 1939, n. 1089,
  ed è riconosciuta come bene di interesse storico-archeologico
  ai sensi dell'articolo 1, quinto comma, lettera  m)  del
  decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
  616, e successive modificazioni.
     La presente proposta di legge ha come oggetto la
  valorizzazione e la promozione di uno dei siti collocato a
  nord del comune di Acerra.  Come è stato sommariamente in
  precedenza illustrato esso è pieno di storia e testimonia le
  vicende sociali e politiche, che nel corso dei secoli hanno
  portato alla formazione del popolo campano.
     La città di Suessola, il Bosco di Calabricito, la Casina
  Spinelli, o Pagliara, sono un patrimonio culturale da
  salvaguardare e da inserire in un itinerario turistico delle
  città del Mezzogiorno.  Per fare ciò è indispensabile tutelare
  questa potenziale risorsa, stimolando progetti di studio,
  affinché tutta l'area di interesse paesaggistico non sia
  ulteriormente esposta ad un maggiore degrado.
     Nel corso degli ultimi anni, alcuni scavi clandestini,
  episodi di abusivismo edilizio, sbancamenti selvaggi, o di
  recente (1994) il crollo di parte consistente della Casina
  Spinelli, hanno compromesso l'equilibrio territoriale del
  luogo cancellando tante tracce del passato.  Solo facendo sì
  che questo patrimonio diventi di interesse nazionale, si frena
  il degrado e lo scempio.
     Quindi promuovendo il recupero statico della Casina
  Spinelli, istituendo il Parco Archeologico di Suessola, si
  contribuisce a creare di fatto le condizioni di sviluppo
  sociale, economico e culturale per la città di Acerra.
     Con l'articolo 1 della presente proposta di legge si
  provvede all'istituzione del Parco archeologico di Suessola,
  l'individuazione delle cui aree è rinviata all'emanazione di
  un decreto del Ministro per i beni culturali ed ambientali,
  sentite le regioni e gli enti locali interessati.
     L'articolo 2 stabilisce che il patrimonio del Parco sia
  costituito da tutte le presenze emergenti, le riserve del
  sottosuolo, nonché i resti, i beni e le tracce del patrimonio
  storico-culturale del territorio rientrante nelle aree di
 
                               Pag. 3
 
  pertinenza del Parco, sottoponendole al vincolo paesaggistico
  previsto dall'articolo 82 del decreto del Presidente della
  Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come integrato
  dall'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431.
     L'articolo 3 individua quale finalità del Parco la
  salvaguardia del patrimonio archeologico attraverso la
  conservazione ed il recupero dei beni esistenti, favorendo il
  rilancio e la promozione turistico-culturale dell'area.  Per il
  perseguimento di tali finalità la soprintendenza, preposta
  alla gestione del Parco, è autorizzata a stipulare appositi
  contratti di programma, da definire d'intesa con le regioni e
  gli enti locali, cui possono aderire, oltre a gli enti
  territoriali, le istituzioni culturali, le università e gli
  operatori privati.
     Con l'articolo 4 si individuano le risorse finanziarie
  messe a disposizione per la gestione del Parco, sulla quale,
  per quanto concerne l'utilizzo di risorse pubbliche, è
  chiamata a vigilare la Corte dei conti.
     L'articolo 5 provvede alla copertura finanziaria degli
  oneri relativi all'istituzione del Parco.
     L'approvazione della presente proposta di legge risulterà
  una tappa fondamentale per lo sviluppo socio-economico di una
  realtà locale complessa, ma al tempo stesso ricca di
  testimonianze del passato come Acerra, riportando alla luce un
  pezzo di storia campana.
 
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