| Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che
presentiamo intende porre rimedio alla situazione di palese
disagio nella quale versa attualmente la famiglia italiana. Al
tempo stesso, questa proposta vuole sanare le condizioni di
diseguaglianza tra il sistema familiare ed altri sistemi (come
ad esempio l'individuo, l'impresa, eccetera) della nostra
società civile.
Dagli anni '70 i mutamenti che hanno interessato la
struttura e le funzioni della famiglia nelle società
occidentali sono stati molteplici. Possiamo ricordare, tra gli
altri, il decremento delle nascite, la diminuzione del numero
dei matrimoni e l'aumento delle convivenze, l'aumento delle
separazioni e dei divorzi, l'ingresso delle donne nel mercato
del lavoro, l'aumento della speranza di vita a tutte le età.
Questi fattori, insieme ad altri, hanno trasformato
profondamente la famiglia italiana in un modo che, però, è
assai diverso dalle altre società occidentali.
Possiamo affermare, senza timore, che attualmente la
famiglia italiana si trova in una situazione paradossale. Da
un lato essa esprime caratteristiche tipicamente occidentali
in modo anche esasperato: il tasso di natalità, che è il più
basso del mondo (1,21 figli per ogni donna), ne è l'esempio
più vistoso.
D'altro lato, la famiglia italiana mantiene in positivo
una configurazione che potremmo chiamare tradizionale, nel
senso che la quota di divorzi e separazioni e di figli nati
fuori dal matrimonio è contenuta se confrontata a quella di
altri Paesi, e non ne ha intaccato la struttura (in Svezia, ad
esempio, circa la metà delle nascite avvengono al di fuori del
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matrimonio; gli Stati Uniti all'inizio del secolo avevano
percentuali di divorzi pari all'incirca a quelle dell'Italia
di oggi).
Possiamo dunque affermare che, al tempo stesso, la
famiglia italiana "tiene" e si trova in una condizione di
disagio. Tanto più tiene, quanto più aumenta il suo disagio,
nel senso che un figlio è un investimento che mette in moto
risorse economiche, affettive e strategie familiari complesse.
Come in tutti i Paesi occidentali, ogni figlio è portatore di
suoi personalissimi bisogni e di un suo destino individuale
che sta ai genitori sostenere e sviluppare in modo altrettanto
individuale. Ma, diversamente dagli altri Paesi occidentali,
il contesto in cui la famiglia italiana assolve le sue
funzioni - e cioè nell'assenza di una politica organica di
sostegno - la costringe a reggere da sola l'impatto di questo
investimento, a sopportare senza aiuto i costi della
riproduzione. Anche se poi è soprattutto la società che
usufruisce dei benefìci che derivano dall'assolvimento delle
funzioni familiari.
Nella nostra Costituzione è scritto che "La Repubblica
riconosce i diritti della famiglia come società naturale
fondata sul matrimonio" ed inoltre che la "Repubblica agevola
con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della
famiglia e l'adempimento dei compiti relativi".
Se confrontiamo il dettato costituzionale con l'attuale
situazione italiana in tema di politiche della famiglia, la
situazione è sconfortante. Valga per tutti, ma molti esempi
potrebbero essere citati, la situazione degli assegni
familiari più volte denunciata. Solo un terzo dei contributi
versati dai lavoratori con questa specifica destinazione
vengono poi erogati; i restanti due terzi vengono dirottati
per finanziare l'INPS.
Se poi confrontiamo il dettato costituzionale con quanto è
stato fatto nelle precedenti legislature, la situazione non è
solo sconfortante, ma grave. A fronte di innumerevoli proposte
di legge presentate a sostegno della famiglia da parte di
tutte le forze politiche, nessuna è stata approvata sino ad
ora.
Lo scopo di questa legge quadro consiste nel dettare i
princìpi ispiratori per una politica organica a sostegno e
difesa di quella "società naturale" che è la famiglia.
Come si noterà, l'articolazione della legge è stata
organizzata in maniera da seguire lo sviluppo del
"soggetto-famiglia" in tutte le sue fasi: dalla costituzione
di nuovi nuclei alla tutela della scelta di paternità e di
maternità, ai servizi all'infanzia, eccetera.
Passiamo ora all'analisi dell'articolato della presente
proposta di legge.
Nel capo I si definiscono i princìpi e gli obiettivi con
riferimento agli articoli 2, 3, 29, 30, 31, 37, 38 e 47 della
Costituzione.
Nel capo II, in coerenza con quanto disposto dall'articolo
31 della Costituzione, sono previsti interventi a favore della
formazione di nuove famiglie, concedendo mutui agevolati per
l'acquisto o il recupero di alloggi.
Nel capo III sono individuati gli interventi integrati a
sostegno della maternità e della paternità, riconoscendone il
pieno valore sociale: quindi tutela della gravidanza mediante
l'organizzazione di servizi sanitari efficienti e
diversificati; corresponsione dell'indennità di maternità alle
donne che non lavorano a partire dalle fasce di reddito
familiare più basse; concessione di incentivi fiscali alle
aziende che tutelano praticamente la maternità delle
dipendenti, attraverso la creazione in sede di asili nido
gestiti in forma cooperativa ed attraverso la flessibilità
dell'orario di lavoro.
Nel capo IV sono disciplinati gli interventi economici e
tributari a favore della famiglia. In primo luogo la
rivalutazione dell'importo degli assegni familiari, in misura
tale da ripristinare il potere d'acquisto che gli assegni
stessi avevano all'atto della loro istituzione. E' inoltre
disciplinata la concessione di agevolazioni ficali a quelle
famiglie che versano in particolari situazioni di disagio
(famiglie con un componente portatore di handicap,
composte da un solo genitore con figli minori a carico, con
un componente di oltre 75 anni di età o di 65, se non
autosufficiente, eccetera). E' inoltre demandato al Governo il
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compito di adottare provvedimenti che consentano
l'introduzione del concetto di quoziente familiare, ovvero di
un metodo equivalente che nel tassare il reddito familiare
tenga conto del numero dei componenti.
Il capo V riguarda i servizi alla famiglia riconosciuta
come soggetto dell'educazione, dell'assistenza e del sistema
di servizi sociali.
Nell'ambito del sistema integrato dei servizi, è prevista
la realizzazione di strutture flessibili allo scopo di
rispondere alle diverse esigenze sociali delle famiglie con
particolare attenzione a quelle monoparentali ed a quelle
numerose.
La presente proposta di legge prevede all'articolo 13
anche il completamento della rete consultoriale e
l'incentivazione del ricorso al consultorio per una più
efficace azione di prevenzione dell'aborto, attraverso
l'elaborazione, da parte delle amministrazioni centrali
competenti, di piani di sviluppo e di coordinamento dei
consultori, secondo i princìpi delle leggi 29 luglio 1975, n.
405, e 22 maggio 1978, n. 194.
Il capo VI riguarda l'organizzazione degli interventi,
attribuendo al Ministro per la famiglia e la solidarietà
sociale il compito di promuovere queste e altre iniziative
programmatiche.
La presente proposta di legge è un atto dovuto ai
cittadini italiani e rafforza l'impegno a favore delle
famiglie.
Vorremmo qui ribadire che il sostegno e la creazione di
condizioni favorevoli alle famiglie italiane sono azioni di
altissimo valore sociale. Il nucleo familiare è infatti in
assoluto il luogo migliore per la buona formazione e la
crescita dei cittadini italiani del domani.
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