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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


4975
DDL0260-0002
Progetto di legge Camera n. 260 - testo presentato - (DDL13-260)
(suddiviso in 23 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C260. TESTIPDL
...C260.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC260 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che
  presentiamo intende porre rimedio alla situazione di palese
  disagio nella quale versa attualmente la famiglia italiana.  Al
  tempo stesso, questa proposta vuole sanare le condizioni di
  diseguaglianza tra il sistema familiare ed altri sistemi (come
  ad esempio l'individuo, l'impresa, eccetera) della nostra
  società civile.
     Dagli anni '70 i mutamenti che hanno interessato la
  struttura e le funzioni della famiglia nelle società
  occidentali sono stati molteplici.  Possiamo ricordare, tra gli
  altri, il decremento delle nascite, la diminuzione del numero
  dei matrimoni e l'aumento delle convivenze, l'aumento delle
  separazioni e dei divorzi, l'ingresso delle donne nel mercato
  del lavoro, l'aumento della speranza di vita a tutte le età.
  Questi fattori, insieme ad altri, hanno trasformato
  profondamente la famiglia italiana in un modo che, però, è
  assai diverso dalle altre società occidentali.
     Possiamo affermare, senza timore, che attualmente la
  famiglia italiana si trova in una situazione paradossale.  Da
  un lato essa esprime caratteristiche tipicamente occidentali
  in modo anche esasperato: il tasso di natalità, che è il più
  basso del mondo (1,21 figli per ogni donna), ne è l'esempio
  più vistoso.
     D'altro lato, la famiglia italiana mantiene in positivo
  una configurazione che potremmo chiamare tradizionale, nel
  senso che la quota di divorzi e separazioni e di figli nati
  fuori dal matrimonio è contenuta se confrontata a quella di
  altri Paesi, e non ne ha intaccato la struttura (in Svezia, ad
  esempio, circa la metà delle nascite avvengono al di fuori del
 
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  matrimonio; gli Stati Uniti all'inizio del secolo avevano
  percentuali di divorzi pari all'incirca a quelle dell'Italia
  di oggi).
     Possiamo dunque affermare che, al tempo stesso, la
  famiglia italiana "tiene" e si trova in una condizione di
  disagio.  Tanto più tiene, quanto più aumenta il suo disagio,
  nel senso che un figlio è un investimento che mette in moto
  risorse economiche, affettive e strategie familiari complesse.
  Come in tutti i Paesi occidentali, ogni figlio è portatore di
  suoi personalissimi bisogni e di un suo destino individuale
  che sta ai genitori sostenere e sviluppare in modo altrettanto
  individuale.  Ma, diversamente dagli altri Paesi occidentali,
  il contesto in cui la famiglia italiana assolve le sue
  funzioni - e cioè nell'assenza di una politica organica di
  sostegno - la costringe a reggere da sola l'impatto di questo
  investimento, a sopportare senza aiuto i costi della
  riproduzione.  Anche se poi è soprattutto la società che
  usufruisce dei benefìci che derivano dall'assolvimento delle
  funzioni familiari.
     Nella nostra Costituzione è scritto che "La Repubblica
  riconosce i diritti della famiglia come società naturale
  fondata sul matrimonio" ed inoltre che la "Repubblica agevola
  con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della
  famiglia e l'adempimento dei compiti relativi".
     Se confrontiamo il dettato costituzionale con l'attuale
  situazione italiana in tema di politiche della famiglia, la
  situazione è sconfortante.  Valga per tutti, ma molti esempi
  potrebbero essere citati, la situazione degli assegni
  familiari più volte denunciata.  Solo un terzo dei contributi
  versati dai lavoratori con questa specifica destinazione
  vengono poi erogati; i restanti due terzi vengono dirottati
  per finanziare l'INPS.
     Se poi confrontiamo il dettato costituzionale con quanto è
  stato fatto nelle precedenti legislature, la situazione non è
  solo sconfortante, ma grave.  A fronte di innumerevoli proposte
  di legge presentate a sostegno della famiglia da parte di
  tutte le forze politiche, nessuna è stata approvata sino ad
  ora.
     Lo scopo di questa legge quadro consiste nel dettare i
  princìpi ispiratori per una politica organica a sostegno e
  difesa di quella "società naturale" che è la famiglia.
     Come si noterà, l'articolazione della legge è stata
  organizzata in maniera da seguire lo sviluppo del
  "soggetto-famiglia" in tutte le sue fasi: dalla costituzione
  di nuovi nuclei alla tutela della scelta di paternità e di
  maternità, ai servizi all'infanzia, eccetera.
     Passiamo ora all'analisi dell'articolato della presente
  proposta di legge.
     Nel capo I si definiscono i princìpi e gli obiettivi con
  riferimento agli articoli 2, 3, 29, 30, 31, 37, 38 e 47 della
  Costituzione.
     Nel capo II, in coerenza con quanto disposto dall'articolo
  31 della Costituzione, sono previsti interventi a favore della
  formazione di nuove famiglie, concedendo mutui agevolati per
  l'acquisto o il recupero di alloggi.
     Nel capo III sono individuati gli interventi integrati a
  sostegno della maternità e della paternità, riconoscendone il
  pieno valore sociale: quindi tutela della gravidanza mediante
  l'organizzazione di servizi sanitari efficienti e
  diversificati; corresponsione dell'indennità di maternità alle
  donne che non lavorano a partire dalle fasce di reddito
  familiare più basse; concessione di incentivi fiscali alle
  aziende che tutelano praticamente la maternità delle
  dipendenti, attraverso la creazione in sede di asili nido
  gestiti in forma cooperativa ed attraverso la flessibilità
  dell'orario di lavoro.
     Nel capo IV sono disciplinati gli interventi economici e
  tributari a favore della famiglia.  In primo luogo la
  rivalutazione dell'importo degli assegni familiari, in misura
  tale da ripristinare il potere d'acquisto che gli assegni
  stessi avevano all'atto della loro istituzione.  E' inoltre
  disciplinata la concessione di agevolazioni ficali a quelle
  famiglie che versano in particolari situazioni di disagio
  (famiglie con un componente portatore di  handicap,
  composte da un solo genitore con figli minori a carico, con
  un componente di oltre 75 anni di età o di 65, se non
  autosufficiente, eccetera).  E' inoltre demandato al Governo il
 
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  compito di adottare provvedimenti che consentano
  l'introduzione del concetto di quoziente familiare, ovvero di
  un metodo equivalente che nel tassare il reddito familiare
  tenga conto del numero dei componenti.
     Il capo V riguarda i servizi alla famiglia riconosciuta
  come soggetto dell'educazione, dell'assistenza e del sistema
  di servizi sociali.
     Nell'ambito del sistema integrato dei servizi, è prevista
  la realizzazione di strutture flessibili allo scopo di
  rispondere alle diverse esigenze sociali delle famiglie con
  particolare attenzione a quelle monoparentali ed a quelle
  numerose.
     La presente proposta di legge prevede all'articolo 13
  anche il completamento della rete consultoriale e
  l'incentivazione del ricorso al consultorio per una più
  efficace azione di prevenzione dell'aborto, attraverso
  l'elaborazione, da parte delle amministrazioni centrali
  competenti, di piani di sviluppo e di coordinamento dei
  consultori, secondo i princìpi delle leggi 29 luglio 1975, n.
  405, e 22 maggio 1978, n. 194.
     Il capo VI riguarda l'organizzazione degli interventi,
  attribuendo al Ministro per la famiglia e la solidarietà
  sociale il compito di promuovere queste e altre iniziative
  programmatiche.
     La presente proposta di legge è un atto dovuto ai
  cittadini italiani e rafforza l'impegno a favore delle
  famiglie.
  Vorremmo qui ribadire che il sostegno e la creazione di
  condizioni favorevoli alle famiglie italiane sono azioni di
  altissimo valore sociale.  Il nucleo familiare è infatti in
  assoluto il luogo migliore per la buona formazione e la
  crescita dei cittadini italiani del domani.
 
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