| Onorevoli Colleghi! - Ormai da tempo assistiamo
impotenti al drammatico fenomeno delle "stragi del sabato
sera", al moltiplicarsi degli incidenti mortali che colpiscono
i giovani che escono dalle discoteche e dalle sale da ballo a
tardissima ora.
Qualche giornale ha definito questi avvenimenti
giustamente come "l'ecatombe del sabato sera", e, nonostante
alcune campagne di stampa che sensibilizzano alla prudenza,
gli incidenti e le morti non accennano a diminuire, con danni
e lutti di gravità eccezionale. In Italia, gli incidenti
stradali sono la prima causa di mortalità giovanile!
La Federazione europea delle vittime della strada ha
condotto una inchiesta in tutta Europa attraverso 10 mila
questionari distribuiti a famiglie che hanno perso un figlio o
un parente stretto o che hanno avuto un congiunto ferito
gravemente.
L'impatto psicologico per le famiglie è drammatico: il 91
per cento non riesce più a godersi la vita, il 70 per cento
non riesce più a guidare; sono sempre più numerosi separazioni
e divorzi. Il 50 per cento dei sopravvissuti a gravi incidenti
presenta danni cerebrali e nei primi tre anni il 78 per cento
la perdita della memoria, il 72 per cento ha difficoltà nello
svolgere i lavori quotidiani ed il 50 per cento problemi di
linguaggio.
In Europa abbiamo il primato di essere il fanalino di coda
in materia di prevenzione verso chi causa incidenti.
Oltre che in termini umani, quindi, il costo sociale di
questi incidenti sta diventando tragico e non possiamo
sottrarci alla necessità di cercare una soluzione che aiuti a
prevenire, o almeno a contenere, il fenomeno delle stragi del
sabato sera.
Il non intervenire in tal senso sarebbe una omissione
gravissima da parte delle istituzioni.
L' iter seguito nella elaborazione di questa proposta
Pag. 2
di legge è stato quello di analizzare le cause principali
degli incidenti.
Una ricerca scientifica condotta dall'università di Tor
Vergata, in collaborazione con quelle di Genova e di New York,
ha provato come la musica assordante della discoteca produca
una situazione molto simile all'epilessia, in quanto il
cervello entra in risonanza, e lo stimolo stroboscopico ed i
rumori contribuiscono a danneggiarlo, provocando solo dopo
cinque minuti di esposizione al rumore tachicardia,
sudorazione ed affanno. Di pari passo, aumenta il rischio di
incidenti stradali. In primo luogo, quindi, occorre limitare
una prolungata esposizione al rumore.
A questo proposito è necessario agire tempestivamente per
limitare l'orario di chiusura delle discoteche.
E' innegabile che l'apertura di questi locali fino
all'alba sta introducendo l'abitudine da parte dei giovani di
entrare nelle discoteche dopo la mezzanotte e di uscirne
all'alba, in condizioni psicofisiche notevolmente debilitate,
con la tendenza ad assopirsi e comunque con una sensibile
diminuzione dei riflessi che favorisce gli incidenti
stradali.
La motivazione del ricorso alla legge per regolare
l'orario massimo di apertura dei locali risiede nell'esigenza
di avere un limite omogeneo per tutto il Paese, evitando
diversificazioni pericolose per la concorrenza tra gli
operatori del settore ed il fenomeno della peregrinazione alla
ricerca dei locali aperti, magari anche in altre regioni.
Altra causa frequente degli incidenti è l'elevato ricorso a
bevande alcoliche e superalcoliche distribuite nelle sale da
ballo senza limiti di orario.
Fatte le dovute premesse, veniamo ad una lettura
dell'articolato.
L'articolo 1 fissa il limite massimo di chiusura degli
esercizi alle ore 2,30 antimeridiane. Impone, altresì, il
divieto dell'utilizzo a qualsiasi titolo dei locali prima
delle nove antimeridiane per evitare le cosiddette
afternight o afterhour, causa di situazioni
devastanti per la psiche ed il fisico di giovani che non
dormono tutta la notte e vanno alla ricerca di locali che
effettuano orari mattutini.
L'articolo 2 prevede deroghe consentite solo in casi
eccezionali.
Nell'articolo 3 vengono indicate le sanzioni per
l'inosservanza dei limiti d'orario, fino alla revoca della
licenza, in caso di recidiva. In particolare la sanzione della
chiusura dell'esercizio dovrebbe rappresentare un forte
deterrente, visto che le sole sanzioni pecuniarie potrebbero
divenire un fatto di monetizzazione sistematica dell'illecito,
in forza degli incassi rilevanti.
L'articolo 4 impone il divieto della vendita di bevande
superalcoliche, con sanzioni, in caso di inosservanza,
analoghe a quelle previste dall'articolo 3.
L'articolo 5 contiene le norme relative all'esposizione al
rumore. La gravità degli effetti che da tale esposizione
possono derivare impone una rigida regolamentazione.
L'articolo 6 prevede che, dopo 30 giorni dall'entrata in
vigore della legge, la Presidenza del Consiglio dei ministri
avvii una campagna di prevenzione e di sensibilizzazione
rivolta ai giovani.
L'articolo 7 traccia le direttive per rendere effettiva
un'attività di vigilanza.
L'articolo 8, infine, nel richiamare l'articolo 117 della
Costituzione, fissa i princìpi a cui dovranno ispirarsi le
legislazioni regionali.
Questa proposta di legge non intende assolutamente
limitare il libero dispiegarsi delle attività dei giovani, non
vuole essere punitiva; si propone solo di dare un effettivo
contributo alla corretta convivenza, alla prevenzione di
incidenti, molte volte purtroppo mortali, e ad un utilizzo del
tempo libero che non comprometta in modo devastante le energie
psicofisiche dei giovani.
E' anche una risposta alle ansie della maggior parte dei
genitori che aspettano da tempo un segnale forte delle
istituzioni. Gli stessi giovani, alla fine, comprenderanno che
la normativa proposta è a tutela esclusiva dei loro
interessi.
| |