| Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
affronta il grave problema dello sfruttamento sessuale di
soggetti in età minore. La violenza sui bambini e sulle
bambine, nelle sue diverse forme, è una delle realtà più
drammatiche del nostro tempo. Lo sfruttamento sessuale di
soggetti in età minore, fenomeno che interessa tutti i
continenti, coinvolge milioni di bambini e bambine anche in
tenerissima età. Cresce la "domanda" di bambine e fanciulli
sempre più giovani, anche come prevenzione nei riguardi
dell'AIDS: ciò spiega sia l'incremento massiccio del fenomeno,
sia l'abbassarsi progressivo dell'età di inizio della
prostituzione. Moderne tecnologie consentono l'utilizzazione
di bambini e bambine per riprese pornografiche che, realizzate
anche su supporto elettronico, possono molto più facilmente
essere prodotte e messe in commercio. La pornografia infantile
perpetua la violenza fatta sul minore, trasformandosi in
un'ulteriore violazione della dignità dei bambini stessi.
In questo quadro emerge il nuovo inquietante fenomeno del
cosiddetto "turismo sessuale" di cui i nostri connazionali
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sono discreti "fruitori", privilegiando paesi come la
Tailandia, il Nord-Est del Brasile, Cuba. Il fenomeno, che
fino a pochi anni fa era circoscritto alla sola Asia,
coinvolge ormai milioni di bambini, essendosi esteso
all'America latina, all'Africa, all'Est Europa.
Un rapporto pubblicato dal Dipartimento pastorale sociale
del CELAM (Conferenza dei vescovi latino americani) testimonia
ad esempio come nei grandi centri urbani del Nord-Est del
Brasile lo sfruttamento sessuale delle bambine e dei bambini
giunge al punto che agenzie di turismo includono nei programmi
"una notte con le bambine del Brasile".
Senza dubbio alla base di tale fenomeno c'è la povertà.
Essa colpisce duramente larghi strati delle popolazioni di
paesi in via di sviluppo, che hanno visto negli ultimi lustri
accentuarsi, per molteplici motivi, la situazione di crisi e
le già profonde differenze rispetto ai paesi sviluppati
(debito estero, aggiustamenti strutturali, arretratezza delle
zone rurali, esodo dalle campagne alle città, eccetera). Ma
accanto alla povertà, causa primaria, si aggiunge una causa di
natura soggettiva, che investe la concezione di vita e il modo
di pensare di coloro che hanno un ruolo attivo nel promuovere
tale sfruttamento: una totale assenza del rispetto dei diritti
umani. Nel 1991 è nata in Tailandia l'ECPAT (End Child
Prostitution In Asian Tourism), una campagna internazionale
promossa dalle organizzazioni non governative locali,
rappresentanti di chiese ecumeniche, singoli individui che
avevano colto il nesso tra crescita del turismo e vertiginoso
aumento della prostituzione infantile. L'intuizione della
campagna ECPAT è stata quella di attivarsi sia nei paesi dove
il fenomeno è sviluppato sia nei paesi produttori di turismo
sessuale.
Nel 1994 la campagna ECPAT è nata anche in Italia con la
partecipazione di numerose organizzazioni. Tra i suoi
obiettivi quello di denunciare il legame tra prostituzione
infantile e turismo, di sensibilizzare e coinvolgere agenzie
turistiche e tour operator perché operino nel rispetto
della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti
dell'infanzia adottata nel 1989 e ratificata dall'Italia nel
1991 e di sollecitare iniziative legislative che affrontino
tali problemi. Attualmente la Campagna internazionale ECPAT è
presente in trenta paesi.
Anche il Sommo Pontefice (5 gennaio 1995) ha lanciato
l'allarme sul traffico della prostituzione e sul commercio di
bambini, sull' import di organi umani ottenuti in
situazioni molto poco chiare, se non con la violenza o
l'assassinio. Ha usato parole durissime per denunciare il
turismo sessuale diventano un business fiorente.
Il tribunale permanente dei popoli, che ha sancito lo
sfruttamento sessuale come una violazione dei diritti
fondamentali di soggetti in età minore, ha preso atto con
soddisfazione che in alcune legislazioni nazionali i cittadini
che commettono tali reati all'estero sono ugualmente
perseguibili ed ha invitato i parlamentari a definire in tal
senso adeguati provvedimenti legislativi.
La presente proposta di legge fa riferimento:
allo Statuto delle Nazioni Unite (1945);
alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
(1948);
alla dichiarazione dei diritti del fanciullo (1959);
alla convenzione internazionale sui diritti
dell'infanzia (1989);
alla raccomandazione NR(91) 11 adottata dal Comitato dei
Ministri del Consiglio d'Europa;
alla risoluzione 1992/72 della Commissione dei diritti
umani (ONU) "Programma d'azione sulla vendita di bambini,
sulla prostituzione, sulla pornografia infantile".
La proposta di legge è costituita da un solo articolo che
introduce l'articolo 604- bis, da collocare dopo
l'articolo 604 al capo terzo (dei diritti contro la libertà
individuale) del titolo XII del codice penale.
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L'articolo consta di sette commi:
il primo relativo allo sfruttamento sessuale di minori
di anni diciotto;
il secondo relativo alla perseguibilità di tali reati
anche nel caso in cui siano compiuti da italiani all'estero
secondo l'articolo 9 del codice penale;
il terzo alla produzione e commercio di materiali
pornografici concernenti minori di anni diciotto;
il quarto prevede l'aggravante del reato qualora la
produzione e il commercio di materiali pornografici siano
connessi con il reato di sfruttamento sessuale di minore;
il quinto riguarda la chiusura per la durata minima di
un anno per tutte le attività che risultino connesse con lo
sfruttamento sessuale di minori;
il sesto riguarda la confisca "delle cose che servirono
o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne
sono il prodotto o il profitto", ai sensi dell'articolo 240
del codice penale;
il settimo stabilisce che i proventi relativi ai reati
di cui al primo comma, vengano versati in un fondo gestito dal
Ministero di grazia e giustizia, finalizzato alla
riabilitazione di minori.
Le pene proposte sono conformi a quelle previste per i
reati di violenza sessuale, considerato lo sfruttamento
sessuale di soggetti in età minore di pari gravità.
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