| Onorevoli Colleghi! - Si va sempre più accentuando un
pericoloso fenomeno di abuso del ricorso alla decretazione
d'urgenza da parte dell'Esecutivo.
Ciò è tanto più pericoloso in un sistema elettorale di
tipo maggioritario dove, se la maggioranza vuole, potrebbe
essere espresso parere favorevole alla sussistenza dei
requisiti di necessità ed urgenza su tutti i decreti-legge,
determinando un grave squilibrio di poteri tra Governo e
Parlamento.
Di fatto, si assiste alla sistematica violazione di quanto
stabilito dalla normativa vigente; intendiamo l'articolo 77
della Costituzione e l'articolo 15 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, che insistono, rispettivamente, sulla straordinarietà
del ricorso alla decretazione d'urgenza e sull'impossibilità
di rinnovare disposizioni cui sia stata negata la conversione
dalle Camere.
Ancora più inaccettabile appare, sul piano costituzionale,
l'indiscriminato ricorso alla reiterazione di decreti non
convertiti, cui va posto un argine anche sulla base della
sentenza della Corte costituzionale n. 302 del 1988, la quale
ha affermato che "tale prassi crea squilibri tanto più gravi
allorché gli effetti sorti in base al decreto reiterato sono
praticamente irreversibili o allorché gli stessi effetti sono
fatti salvi, nonostante l'intervenuta decadenza, ad opera di
decreti successivamente riprodotti".
A fronte di tali argomenti, crediamo si renda
assolutamente necessaria una revisione del succitato articolo
77, al fine di ristabilire l'alterato equilibrio tra Esecutivo
e Parlamento e il corretto svolgimento dell'attività
legislativa.
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