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Onorevoli Colleghi! - Ambito dell'intervento
normativo e istruttoria legislativa svolta. Il testo
unificato, approvato dalla I Commissione affari
costituzionali, delle proposte di legge costituzionale C. 4979
Tremaglia, C. 5187 Pisanu e C. 5733 Pezzoni, rappresenta un
altro tassello importante del processo riformatore che mira ad
introdurre nel nostro ordinamento la possibilità per i
cittadini italiani residenti all'estero di esercitare il
diritto di voto per l'elezione dei membri del Parlamento
italiano.
Come è noto, il progetto di legge costituzionale C. 5186
Tremaglia ed altri, che ha avviato questo importante processo
normativo - approvato dai due rami del Parlamento ed
attualmente oggetto di esame in via definitiva da parte del
Senato - ha istituito per i cittadini residenti all'estero la
circoscrizione Estero, cioè un'apposita circoscrizione
elettorale alla quale vengono attribuiti alcuni collegi
elettorali da determinarsi con legge. Ne deriva che tali
elettori non votano nell'ambito delle circoscrizioni
elettorali nelle quali sono compresi i comuni cui essi sono
iscritti anagraficamente, bensì nell'ambito della
circoscrizione Estero. Lo stesso testo, che modifica
l'articolo 48 della Costituzione, stabilisce che i requisiti e
le modalità di esercizio del voto da parte dei residenti
all'estero (voto per corrispondenza, voto per procura, presso
i consolati, eccetera) saranno definiti con legge ordinaria,
non essendovi una riserva di legge costituzionale al riguardo.
A tale proposito, si ricorda che sono in corso di esame da
parte della I Commissione alcune proposte di legge (C. 104 ed
abbinate) sulle modalità di esercizio del diritto di voto dei
cittadini residenti all'estero, e recentemente sono stati
presentati alcuni ulteriori progetti (C. 5404, C. 5958, C.
6017 e C. 6080), il cui esame è strettamente necessario per
completare il quadro normativo al fine di assicurare un
effettivo esercizio del diritto di voto da parte dei nostri
connazionali residenti all'estero.
Inoltre, lo stesso progetto di legge rinvia ad una norma
costituzionale la determinazione del numero dei seggi
elettorali da assegnare alla circoscrizione Estero. A tal fine
sono stati presentati tre progetti di legge costituzionale,
che il testo proposto unifica, di modifica degli articoli 56 e
57 della Costituzione, concernenti il numero dei deputati e
dei senatori in rappresentanza degli italiani all'estero.
Le soluzioni avanzate sono due: la prima prevede un numero
fisso di deputati e senatori ricompreso nel numero complessivo
di parlamentari stabilito dalla Costituzione, mentre la
seconda indica un numero percentuale variabile di seggi da
attribuire alla circoscrizione Estero in relazione al numero
complessivo di parlamentari fissato nella Costituzione.
In particolare, la proposta di legge costituzionale
Tremaglia (C. 5187) e quella Pisanu (C. 5733), sostanzialmente
identica alla prima, stabiliscono che 20 dei componenti della
Camera e 10 senatori siano eletti dai cittadini italiani
residenti all'estero in un'unica circoscrizione.
Differentemente, la proposta di legge costituzionale
Pezzoni C. 5733 contiene un criterio di determinazione
completamente diverso, stabilendo, infatti, che il numero dei
seggi da attribuire alla circoscrizione Estero sia determinato
in base alla percentuale del 2 per cento corretta per
approssimazione al numero intero superiore; e il numero
risultante da tale calcolo si andrebbe ad aggiungere al numero
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dei membri che compongono le due Assemblee. Il che
significherebbe, sulla base dell'attuale numero dei
parlamentari, 13 deputati e 7 senatori. Inoltre, tutte le
proposte rinviano alla legge ordinaria la definizione dei
criteri di ripartizione dei seggi.
Il testo elaborato dal Comitato ristretto, che ha trovato
un consenso generale e ampiamente maggioritario tra le forze
politiche, nonché da parte del Consiglio generale degli
italiani all'estero (CGIE), rappresenta una mediazione tra le
due proposte. La I Commissione, senza apportare alcuna
modifica al testo, ha, infatti, individuato in 16 deputati e 8
senatori il numero dei parlamentari assegnati alla
circoscrizione Estero, ritenendo, quindi, opportuno inserire
"numeri secchi" nella Costituzione. Si è preferito operare una
tale scelta perché con il criterio percentuale, in caso di
mutamento del numero dei senatori e dei deputati nazionali, in
fase di riforme istituzionali, automaticamente si sarebbe
ridotto il numero di parlamentari eletti nella circoscrizione
Estero; mentre il numero dei rappresentanti degli italiani
all'estero, già decisamente basso in rapporto all'entità
numerica, non necessariamente deve adeguarsi in maniera
automatica al numero complessivo dei parlamentari. Sul testo
della Commissione è stato, infine, acquisito il parere
favorevole della Commissione affari esteri.
Ritengo che l'approvazione della modifica costituzionale
proposta, parte essenziale del processo riformatore in atto,
il quale ha suscitato grande interesse e grande collaborazione
da parte di tutte le forze politiche, costituisca un punto
avanzato di democrazia e di civiltà giuridica. Si auspica,
pertanto, una sua approvazione per procedere il più
rapidamente possibile alla definizione di un quadro normativo
che garantisca la piena effettività di esercizio del diritto
di voto da parte dei nostri connazionali all'estero.
Vincenzo CERULLI IRELLI, Relatore.
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