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Onorevoli Colleghi! - Il decreto-legge 17 giugno 1998, n.
186, è stato emanato dal Governo per l'urgente necessità di
adeguare la normativa vigente alla sentenza della Corte
costituzionale n. 185 del 26 maggio 1998 che ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale del combinato disposto
dell'articolo 2, comma 1, ultimo periodo, e dell'articolo 3,
comma 4, del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, recante
disposizioni urgenti in materia di sperimentazioni cliniche in
campo oncologico e altre misure in materia sanitaria,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n.
94, "nella parte in cui non prevede l'erogazione a carico del
Servizio sanitario nazionale dei medicinali impiegati nella
cura delle patologie tumorali, per le quali è disposta la
sperimentazione di cui all'articolo 1, a favore di coloro che
versino in condizioni di insufficienti disponibilità
economiche, secondo criteri stabiliti dal legislatore, nei
limiti oggettivi, soggettivi e temporali" indicati nella
motivazione della sentenza stessa.
La sentenza della Corte ha poi precisato che l'erogazione
a carico del Servizio sanitario nazionale riguarda soltanto i
farmaci inclusi nei protocolli sottoposti a sperimentazione,
limitatamente al periodo della sperimentazione stessa, ed ha
segnalato l'esigenza di un celere intervento legislativo in
ragione della particolare urgenza.
Il Governo ha dato puntuale attuazione alla richiamata
sentenza della Corte costituzionale, pur discutibile nel
merito, in quanto impone alla sanità pubblica di erogare
farmaci la cui efficacia non è ancora dimostrata, con l'unico
strumento a sua disposizione, cioè con l'emanazione di un
decreto-legge. A tal fine ha ritenuto opportuno non definire
una soglia di reddito o di situazione patrimoniale alla quale
ancorare il diritto alla erogazione gratuita dei farmaci, al
fine di escludere alla radice ogni possibilità di
contenzioso.
E' stato quindi liberalizzato l'accesso di tutti i
pazienti, pur nei limiti oggettivi, soggettivi e temporali
precisati dalla Consulta, agli studi osservazionali già
attivati in tutte le regioni italiane presso i vari centri
oncologici che eseguono la sperimentazione del
"multitrattamento Di Bella".
A seguito di un approfondito e proficuo esame preliminare,
che ha visto il fattivo contributo di tutte le forze
politiche, sia della maggioranza che dell'opposizione, nonché
la disponibilità del Governo ad accettare le proposte di
modifica maturate nel corso della discussione, la Commissione
ha apportato alcune modifiche al testo del decreto-legge sia
in accoglimento della condizione e dell'osservazione espresse
dal parere favorevole del Comitato della legislazione, sia per
la necessità di trovare una copertura finanziaria diversa
rispetto a quella prevista dai commi 6 e 7 dell'articolo 1 del
decreto-legge n. 186.
In particolare, in accoglimento del parere del Comitato
per la legislazione, la Commissione ha integrato l'articolo 1,
comma 1, specificando che il termine per la conclusione della
sperimentazione del "multitrattamento Di Bella" verrà reso
pubblico dal Ministro della sanità con comunicato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale; ha inoltre modificato la
lettera b), del comma 1 dell'articolo 1, al fine di
renderne uniforme la formulazione rispetto a quella già
impiegata nell'articolo 3, comma 2, del citato decreto-legge
n. 23 del 1998.
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Per quanto riguarda il problema della copertura
finanziaria dei maggiori oneri derivanti dal decreto-legge,
quantificati nella relazione tecnica in 36 miliardi, da molte
parti sono state espresse perplessità o contrarietà rispetto
ai commi 6 e 7 del decreto che prevedono un incremento dei
tickets, seppur per un importo modesto e per un periodo
limitato. Anzitutto devo rilevare che non appare condivisibile
la tesi espressa da alcuni colleghi che le maggiori spese
verrebbero compensate dai risparmi sui medicinali
chemioterapici o su altri trattamenti, atteso che l'articolo
1, comma 1, del decreto, in coerenza con la sentenza della
Consulta, prevede tra le condizioni per l'ammissione dei
pazienti interessati al multitrattamento l'inefficacia, nel
caso specifico, di medicinali o trattamenti già autorizzati o
sperimentati per tale patologia.
La Commissione ha poi accolto un emendamento che modifica
la fonte della copertura finanziaria, spostandola sui fondi
speciali. A tal fine risulta anzitutto indispensabile far
salvi gli effetti del decreto-legge fino alla sua conversione
in legge, non essendo praticamente gestibile una restituzione
ad personam del lieve incremento del contributo sulle
prescrizioni farmaceutiche. Ipotizzando una possibile
conversione in legge non prima della fine del mese di luglio,
risulta pertanto necessario provvedere ad una copertura di
lire 26 miliardi per i quali potranno essere utilizzati gli
accantonamenti di fondo speciale sia della Presidenza del
Consiglio dei ministri, per lire 8 miliardi, sia del Ministero
della pubblica istruzione, per lire 10 miliardi, sia del
Ministero della sanità, per lire 8 miliardi. Devo rilevare che
il Governo ha mostrato alcune perplessità sull'emendamento
approvato, non relativamente al superamento del tipo di
copertura previsto dalla formulazione originaria dei commi 6 e
7 dell'articolo 1 del decreto, ma per motivi squisitamente
tecnici, relativi all'effettiva disponibilità delle risorse
indicate. Sono pertanto disponibile fin d'ora, qualora dovesse
risultare necessario, a proporre una modificazione della norma
di copertura finanziaria prevedendo l'utilizzazione di diverse
voci dei fondi speciali.
Infine non posso sottacere il fatto che il decreto-legge
n. 186 rappresenta l'epilogo di una serie di situazioni,
quantomeno anomale, che hanno fatto sì che alcune componenti
istituzionali si siano di fatto sostituite alla comunità
scientifica. Siamo tutti interessati a conoscere finalmente i
risultati della sperimentazione; è tuttavia opportuno tenere
estranei ai fattori emozionali gli atti di governo in favore
della ragionevolezza, di scelte equilibrate e del fondamentale
interesse della persona ammalata che è, e deve restare, al
centro di tutto e che ha bisogno di reale rispetto, di
effettiva considerazione e di vedere compiuti atti che la
aiutino ad affrontare meglio la sua difficile situazione.
Dino SCANTAMBURLO, Relatore.
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