| Onorevoli Colleghi! - La situazione ambientale in
Italia, come in gran parte del mondo, viene ormai considerata,
non solo dagli esperti del settore, sempre più insostenibile.
Il degrado del territorio, causato dall'intervento irrazionale
dell'uomo, ha provocato e continua a provocare conseguenze
negative che, oltre a compromettere varie forme di vita
animale e vegetale, minaccia sempre di più la salute dei
cittadini. Basta pensare al pericolo di incidente chimico,
alla dispersione di radiazioni, al dissesto idrogeologico,
all'inquinamento delle acque superficiali e di falda, alla
proliferazione delle discariche incontrollate di rifiuti ed
alla progressiva distruzione dell'ambiente naturale.
La tutela dell'ambiente e la gestione del territorio
possono avere successo solo se affrontate su scala adeguata,
sulla base di bacini fisici e geografici piuttosto che
storico-amministrativi. Nello stesso tempo i singoli problemi
ambientali per essere controllati devono essere affrontati e
gestiti localmente da una popolazione consapevole,
protagonista e responsabile.
Tutti devono essere informati, senza censure ed in tempo
reale, sullo stato dell'ambiente e sulla pericolosità
dell'inquinamento che si determina attorno alla propria casa.
Tutti devono sapere cosa potrebbero fare per migliorare le
condizioni ambientali e quindi la qualità della vita nella
propria realtà. A queste esigenze si può dare risposta
attraverso il lavoro svolto dai gruppi e dalle associazioni di
volontariato, fenomeno che coinvolge in Italia almeno 10
milioni di cittadini e che è in continua espansione. I
volontari svolgono attività in molti campi, dalla sanità alla
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protezione civile, dall'assistenza agli anziani alla
prevenzione ed alla cura delle tossicodipendenze,
dall'assistenza nelle carceri alla difesa dell'ambiente. Il
volontariato ecologico, in particolare, sta diventando un
fenomeno sempre più diffuso nel nostro Paese. Diverse regioni
d'Italia si sono dotate o si stanno dotando di specifiche
leggi per l'istituzione di servizi regionali di vigilanza
ecologica volontaria.
Tra queste deve essere sottolineata l'importanza della
legge regionale della Lombardia, che è stata la prima legge
organica in materia e che ha aperto la strada alle diverse
esperienze oggi esistenti o in via di realizzazione. La legge
della Lombardia ha proposto le guardie ecologiche volontarie
come un servizio civico dove i cittadini in quanto tali, nel
nome e per conto di un interesse collettivo - la salvaguardia
dell'ambiente - possono volontariamente ed individualmente
contribuire allo svolgimento di alcune specifiche attività dei
pubblici servizi preposti. Si tratta
dell'istituzionalizzazione del diritto-dovere per ogni persona
di pretendere il rispetto delle leggi dello Stato e in senso
lato delle leggi ecologiche che determinano, regolano e
qualificano la vita sulla terra.
Il relativo successo delle guardie ecologiche forestali è
in gran parte dovuto alla qualità dell'attività svolta che
sollecita un'idea di volontariato molto concreta ed operativa.
Una forma collettiva del fare direttamente orientata all'agire
solidale. La moderna guardia ecologica volontaria possiede già
una ben definita ed originale identità, è in crescita numerica
ed è presente, direttamente o indirettamente, in circa un
terzo del territorio italiano. Oggi appare vitale affermare
con decisione l'autonomia da possibili condizionamenti e da
interessi particolari. Le guardie ecologiche volontarie
operano motivate da valori di onestà, di solidarietà e di
giustizia che sono alla base della civile convivenza e del
patrimonio storico e culturale del volontariato.
L'attività volontaria non può mai confondersi con quella
di lavoro dipendente e ancor meno con quella di lavoro
dipendente non pagato. Le guardie ecologiche volontarie non
possono essere chiamate a sopperire alle carenze di personale
degli enti in un ruolo subordinato: non servono per sostituire
analoghe figure dipendenti, ma per affrancare queste al fine
di svolgere un intervento più capillare e puntuale. Da questo
punto di vista la presenza delle guardie ecologiche volontarie
avrebbe una ricaduta positiva sull'occupazione in quanto
l'attività di segnalazione e accertamento svolta eleva
notevolmente gli input che giungono agli uffici
preposti, sollecitando un adeguamento degli organici. Questo
ruolo delle guardie ecologiche volontarie non appesantirebbe
il bilancio economico pubblico in quanto oltre alla ricaduta
(inestimabile) in termini di un ambiente maggiormente protetto
vi sarebbero le entrate derivanti dalle sanzioni
pecuniarie.
Le guardie ecologiche volontarie sono dei semplici
cittadini che hanno frequentato appositi corsi di formazione
organizzati dalla provincia, hanno superato l'esame di
idoneità e sono stati nominati, di concerto con la prefettura,
guardie giurate particolari. Tra loro c'è lo studente che
cerca di qualificarsi in previsione di un lavoro, il
pensionato che vuole continuare l'impegno sociale e il
lavoratore che ha scelto di fare la guardia ecologica nel
proprio tempo libero, uniti tutti da un profondo amore per
l'ambiente e per la vita. Cittadini responsabili che operano
disarmati, ma all'occorrenza assumono la qualifica di pubblici
ufficiali, nell'esercizio delle funzioni cui sono incaricati,
ed hanno il potere di contestare, accertare e sanzionare gli
illeciti amministrativi in materia di tutela dell'ambiente. Si
tratta dunque di volontari ed operatori ambientali a tutto
campo ai quali sono inoltre attribuiti compiti di protezione
civile.
La valorizzazione di azioni individuali e collettive
finalizzate al recupero di aree degradate, all'informazione e
alla formazione dei cittadini sui temi ambientali e sul
rispetto dell'ambiente, al soccorso in caso di emergenza o in
caso di disastri di carattere ecologico, alla tutela e alla
valorizzazione dei parchi, impone la predisposizione di una
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normativa quadro che fornisca direttive alle regioni perché si
dotino di un servizio ecologico volontario.
La presente proposta di legge si compone di sei articoli:
l'articolo 1 enuncia le finalità e l'oggetto della legge;
l'articolo 2 individua le competenze dei diversi livelli
istituzionali, stabilendo che i compiti di indirizzo e
coordinamento sono esercitati dal Ministro dell'ambiente, di
concerto con il Ministro dell'interno; gli articoli 3 e 4 si
occupano dei compiti e dell'organizzazione delle guardie
ecologiche volontarie; l'articolo 5 istituisce il
coordinamento provinciale delle guardie ecologiche volontarie;
l'articolo 6 indica i requisiti necessari per diventare
guardie ecologiche volontarie, disciplina la formazione, la
nomina, la sospensione e la revoca dell'incarico ed istituisce
l'albo regionale delle guardie ecologiche volontarie.
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