Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


60403
DDL5040-0002
Relazione Camera n. 5040-A (DDL13-5040-A)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.5 dello stampato)
...C5040A, C5041A. TESTIPDL
...C5040A, C5041A.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNAVA ZZDDLC5040A ZZ13 ZZRL ZZRM
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                          RELAZIONE
                 SUL DISEGNO DI LEGGE N. 5040
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
               per l'esercizio finanziario 1997
 
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     Onorevoli Colleghi! - Il 1997 è stato l'anno che ha fatto
  registrare risultati assai importanti nel processo di
  risanamento della finanza pubblica e di convergenza sui
  parametri previsti dal Trattato di Maastricht per l'ingresso
  nell'Unione Economica e Monetaria.
     Con l'inflazione ai minimi storici e la stabilità della
  lira rientrata nello SME, l'andamento dei conti pubblici nel
  1997 evidenzia i miglioramenti assai consistenti che si sono
  conseguiti:
       l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche è
  diminuito di oltre 70 mila miliardi rispetto al 1996 (il 4 per
  cento del PIL) attestandosi intorno al 2,7 del PIL, ampiamente
  al di sotto dell'obiettivo del 3 per cento;
       l'avanzo primario ha raggiunto il 6,8 per cento del PIL,
  ben 4,3 punti sopra la media europea e oltre 6 punti
  percentuali sopra i livelli di Germania e Francia;
       il risparmio pubblico risulta positivo, (evento che non
  si verificava dal 1970) evidenziando la quota di risorse
  correnti da destinare al finanziamento delle spese in conto
  capitale;
       il rapporto debito-PIL, passato dal 124 al 121,6 per
  cento, si è ridotto per il terzo anno consecutivo;
       la spesa per interessi, diminuita di oltre l'8 per
  cento, evidenzia un'incidenza sul PIL poco superiore alla
  media europea, con una tendenza al rapido riassorbimento dello
  scarto, anche per gli attesi effetti ritardati della discesa
  dei tassi di interesse già conseguita;
       la spesa primaria, cresciuta più dell'inflazione è
  rimasta comunque, nel rapporto con il PIL (poco più del 41 per
  cento), oltre due punti al di sotto della media europea;
       la pressione fiscale è, invece, cresciuta di circa due
  punti percentuali collocando l'Italia in una posizione
  intermedia nel contesto europeo.
     Questi risultati hanno permesso al nostro Paese di
  prendere parte alla terza fase dell'UEM fin dal 1^ gennaio
  1999.
     Il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
  per l'esercizio finanziario 1997 documenta i risultati
  conseguiti sotto il profilo economico-finanziario con la
  manovra di finanza pubblica e la sua approvazione da parte del
  Parlamento consente di confermare i risultati della gestione e
  di passare, anche attraverso il provvedimento di assestamento
  del bilancio di previsione 1998, dalla precedente legge di
  bilancio al nuovo progetto di bilancio.
     Illustrerò di seguito, anche attraverso alcune tabelle, i
  dati più significativi che emergono dal Rendiconto 1997.
  La gestione di competenza.
     Il quadro complessivo della gestione di competenza delle
  entrate e delle spese è il seguente:
 
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                                                      Tavola A
                      ...  (omissis) ...
 
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     Prendendo in considerazione il saldo netto da finanziare e
  il ricorso al mercato finanziario si nota un peggioramento di
  entrambi nel passaggio dalle previsioni iniziali a quelle
  definitive di 16.527 miliardi per il primo e 11.448 miliardi
  per il secondo, anche rispetto ai limiti massimi consentiti
  dalla Legge Finanziaria per il 1997 fissati rispettivamente in
  108.254 e 368.700 miliardi.  Anche il risparmio pubblico
  evidenzia un lieve peggioramento attestandosi a 49.251
  miliardi.
     La relazione di accompagnamento al disegno di legge di
  Rendiconto evidenzia che il peggioramento verificatosi nel
  saldo netto da finanziare "risulta ascrivibile alle previsioni
  normative della legge n. 468 del 1978 ed in particolare è da
  ricollegare ai provvedimenti cosiddetti "slittati" alle
  riassegnazioni di entrata nonché al fondo ammortamento dei
  titoli di Stato.  Hanno agito in senso positivo, invece,
  l'attuazione di provvedimenti riguardanti misure urgenti per
  il risanamento della finanza pubblica e il provvedimento di
  assestamento di bilancio".
     Il saldo netto da finanziare ha risentito dell'andamento
  delle due grandezze, così sintetizzabile:
       Le entrate per operazioni finali  sono risultate pari
  a 643.655 miliardi in conto terzi, con una variazione positiva
  netta rispetto alle previsioni iniziali di 47.315 miliardi.  Le
  variazioni in aumento hanno riguardato sia il comparto delle
  entrate tributarie che quello delle entrate
  extratributarie.
         Le spese finali  si sono attestate in 768.393
  miliardi in competenza, con un aumento di 63.843 miliardi
  rispetto alle previsioni iniziali.  Tale andamento è stato
  determinato per 15.871 miliardi da maggiori spese correnti e
  per 47.971 miliardi da maggiori spesi in conto capitale.
     Come evidenziato nella Relazione illustrativa del disegno
  di legge, un miglioramento dell'andamento dei saldi di finanza
  pubblica rispetto alle previsioni definitive va registrato,
  invece, considerando i risultati della gestione:
       il ricorso al mercato si è ridotto a 259.961 miliardi,
  con un miglioramento di 116.147 miliardi rispetto alle
  previsioni definitive;
       il saldo netto da finanziare si è ridotto a 23.510
  miliardi con un miglioramento di 101.229 miliardi rispetto
  alle previsioni definitive;
       il risparmio pubblico si riduce di 5.549 miliardi
  rispetto alle previsioni definitive determinandosi in 43.702
  miliardi.
     Se si considerano gli stessi risultati differenziali, come
  sottolinea la Relazione al disegno di legge di Rendiconto,
  depurando i residui attivi e gli accertamenti degli effetti
  delle regolazioni contabili, così come è avvenuto per i
  residui passivi in applicazione dell'articolo 54, comma 16,
  della legge n. 449 del 1997 e della Direttiva del Presidente
  del Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 1998, si ottiene un
  ulteriore miglioramento:
       il ricorso al mercato si riduce a 278.517 miliardi;
       il saldo netto da finanziare si riduce a 42.066
  miliardi;
       il risparmio pubblico, divenuto positivo, si determina
  in 25.146 miliardi.
     Il miglioramento nella gestione dei saldi è dovuto ai
  seguenti fattori:
       a)  dal lato delle entrate, gli accertamenti per
  operazioni finali (670.710 miliardi) fanno registrare un
  incremento complessivo che ha interessato tutti i comparti
  (entrate tributarie e extratributarie, alienazione
  ammortamento beni patrimoniali, riscossione di crediti);
       b)  sul versante della spesa, le operazioni finali
  evidenziano una diminuzione degli impegni, attestandosi a
  694.220 miliardi.  La relazione del Governo evidenzia che
  "hanno inciso in senso attenuativo sul risultato complessivo
  della gestione finanziaria le reali economie di gestione per
  88.102 miliardi e le disponibilità acquisite ai sensi
 
                              Pag. 10
 
  dell'articolo 11-bis della legge n. 468 del 1978 per 2.462
  miliardi, a fronte delle quali si sono verificate eccedenze di
  spesa di vari stati di previsione per complessivi 1.552
  miliardi", per le quali viene proposta specifica sanatoria con
  l'articolo 7 del disegno di legge.
  La gestione di cassa.
     Il quadro complessivo della gestione di cassa delle
  entrate e delle spese è il seguente:
                                                      Tavola B
                      ...  (omissis) ...
 
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     Per quanto riguarda i risultati differenziali, si segnala
  che:
       il saldo netto da finanziare è attestato a 12.736
  miliardi (attribuibile per +42.508 miliardi alla gestione di
  competenza e per -29.772 miliardi a quella dei residui)
  determinato da 628.966 miliardi di pagamenti e da 641.702
  miliardi di incassi;
       il ricorso al mercato ammonta a 224.072 miliardi
  risultando inferiore di 101.608 miliardi rispetto a quello
  previsto;
       il risparmio pubblico risulta positivo di 56.115
  miliardi con un miglioramento di 87.031 miliardi.
     Gli incassi per operazioni finali hanno costituito il 102
  per cento delle corrispondenti previsioni definitive e
  raggiunto l'81,8 per cento della relativa massa acquisibile.
  Tale andamento va posto in relazione al verificarsi di residui
  di nuova formazione (64.250 miliardi) in misura leggermente
  superiore a quella del passato esercizio finanziario e
  all'aumento di quelli pregressi (106.169 miliardi, pari a
  +27,1 per cento rispetto al 1996).
     Dal lato della spesa si sono avuti pagamenti per
  operazioni finali pari all'85,8 per cento delle corrispondenti
  autorizzazioni e al 68,1 per cento della massa spendibile: il
  ritmo di realizzazione delle spese finali raggiunge il 78,2
  per cento inferiore al valore registrato nel 1996 (81,2 per
  cento).
     Risulta confermata anche per il 1997 una divaricazione
  nell'incidenza dei pagamenti considerando separatamente la
  gestione di competenza e quella dei residui: per la prima i
  pagamenti ammontano a 563.953 miliardi che corrispondono al
  73,4 per cento delle previsioni; per la seconda, invece, i
  pagamenti sono di 65.013 miliardi corrispondenti al 41,9 per
  cento delle somme spendibili.
  I residui.
     Il quadro finora esposto è influenzato dalle disposizioni
  di cui all'articolo 54, comma 16 della Legge n. 449 del 1997
  sui residui contabili e dalla direttiva del Presidente del
  Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 1998 sui residui di
  stanziamento, che hanno determinato l'eliminazione di circa 70
  mila miliardi di residui passivi.
     Al fine di rendere omogenei i dati, nella Relazione
  illustrativa del disegno di legge anche i residui attivi, pari
  a 170.419 miliardi, vengono depurati per oltre 22 mila
  miliardi delle regolazioni contabili e sono rideterminati in
  148.033 miliardi.  I dati che seguono, tratti dalla Relazione,
  si riferiscono pertanto ai residui passivi e attivi "al netto"
  degli effetti della legge n. 449 del 97.
     Il conto dei residui presentava al 1^ gennaio 1997 residui
  attivi per 141.014 miliardi e residui passivi per 156.159
  miliardi con una eccedenza passiva di 15.145 miliardi (40.556
  al 1^ gennaio 1996).
     Nel corso dell'esercizio la situazione si è modificata
  dando luogo ad accertamenti di residui attivi per 137.379
  miliardi (dei quali 35.240 miliardi incassati e 102.339
  miliardi da riscuotere e da versare) e di residui passivi per
  110.635 miliardi (dei quali 65.485 pagati e 45.150 rimasti da
  pagare).  Alla fine dell'esercizio finanziario 1997 il
  raffronto tra i residui attivi e passivi provenienti da
  esercizi precedenti evidenzia una eccedenza passiva di 15.145
  miliardi.  L'inversione di tendenza derivante dalla legge n.
  449 del 1997 ha fatto successivamente registrare un risultato
  positivo pari a 26.944 miliardi.
     Per quanto riguarda i residui lasciati dalla gestione di
  competenza dell'esercizio finanziario 1997 (residui di nuova
  formazione) la Relazione evidenzia come, tenuto conto degli
  effetti della legge n. 449 del 1997, per i residui attivi le
  somme rimaste da riscuotere e da versare ammontano a 45.694
  miliardi e per i passivi le somme rimaste da pagare
  raggiungono i 130.383 miliardi.
     Complessivamente il conto dei residui al 31 dicembre 1997
  presenta residui attivi per 148.033 miliardi (170.418 non
  tenendo conto degli effetti della legge n. 449 del 1997) e
  residui passivi per 175.533 miliardi con una eccedenza passiva
 
                              Pag. 12
 
  di 27.290 miliardi.  Quest'ultimo dato segna un aumento
  rispetto all'inizio dell'esercizio di 12.145 miliardi dovuto
  ad un aumento del volume dei residui attivi per 7.019 miliardi
  e ad un incremento del volume di quelli passivi per 19.374
  miliardi.
     Secondo la Relazione l'evoluzione riscontrata per i
  residui attivi risulta attribuibile per 45.694 miliardi a
  quelli di nuova formazione e per 102.139 miliardi a quelli
  pregressi.  Per i residui passivi, invece, va segnalato un
  aumento del processo di formazione dei nuovi residui ed una
  ripresa del processo di smaltimento di quelli pregressi,
  palesando un decremento nel grado di eliminazione della
  consistenza iniziale (41,9 per cento contro il 56,2 del 1996).
  L'aumento registrato nei residui passivi di nuova formazione
  va riferita al volume raggiunto dagli impegni che sono
  aumentati rispetto al precedente esercizio finanziario di
  circa 24 mila miliardi e da una diminuzione dei pagamenti in
  conto competenza pari a 12 mila miliardi circa.
  La decisione della Corte dei Conti sul rendiconto
  finanziario per il 1997.
     Con la decisione del 24 giugno 1998 la Corte dei Conti, a
  sezioni riunite, ha disposto la parificazione del rendiconto
  generale dello Stato per l'esercizio finanziario 1997, con le
  seguenti riserve ed osservazioni:
       a)  indicazione dei capitoli del bilancio dello
  Stato sui quali si sono verificate delle eccedenze;
        b)  indicazione dei capitoli del bilancio dello
  Stato per i quali non è stato possibile ultimare il giudizio
  di parificazione in quanto i relativi decreti di accertamento
  residui non sono stati vistati e registrati dalla Corte per la
  mancata conclusione del procedimento di controllo o perché i
  decreti medesimi non sono pervenuti;
        c)  rilevazione dell'impossibilità di eseguire il
  prescritto riscontro per numerosi capitoli dello stato di
  previsione dell'entrata per i quali sono stati trasmessi
  alcuni conti periodici nella versione definitiva, nonchè
  alcuni riassunti generali, relativi a riscossioni e
  versamenti, elencati negli allegati A e B;
        d)  individuazione di anomalie dovute alla
  presenza di residui attivi di valore negativo (Allegato D) che
  alterano le risultanze aggregate.
     Per quanto riguarda in particolare il primo punto,
  eccedenze nei conti della competenza e dei residui o rispetto
  alle autorizzazioni definitive di cassa sono state riscontrate
  dalla Corte nella gestione dei seguenti capitoli di
  bilancio:
       Presidenza del Consiglio dei Ministri: capitoli 7831;
       Ministero del tesoro: capitoli 4512, 4675, 6173,
  9521;
       Ministero delle finanze: capitoli 1015, 1091, 3432,
  3433, 3514, 3584, 5381;
       Ministero di grazia e giustizia: capitoli 1494, 1497,
  1502, 1995, 2084;
       Ministero della pubblica istruzione: capitoli 1030,
  1042, 3201;
       Ministero dell'interno: capitoli 1013, 1096, 1115, 1291,
  2614, 2761, 2790, 3133, 3157;
       Ministero dei lavori pubblici: capitoli 7594, 8007,
  8233, 8243, 8707;
       Ministero dei trasporti e della navigazione: capitoli
  1019, 1498, 1999, 3281, 7703, 7704, 7709;
       Ministero delle poste e delle telecomunicazioni:
  capitolo 1010;
       Ministero della difesa: capitoli 1013, 1115, 5006, 7510,
  7549, 7628, 8284;
       Ministero del lavoro e della previdenza sociale:
  capitolo 1096;
       Ministero dell'università: capitolo 1265;
       Amministrazione dei monopoli di Stato: capitolo 3001;
 
                              Pag. 13
 
       Ex Azienda di Stato per le foreste demaniali: capitolo
  132.
     In particolare si segnala l'eccedenza di spesa in mancanza
  di stanziamento in bilancio sul cap. 9521/Tesoro per un
  importo di 1.550 miliardi, in relazione all'effettuazione di
  operazioni di rimborso anticipato di prestiti contratti dalle
  Ferrovie dello Stato S.p.A. che peraltro costituisce una
  violazione dell'articolo 11.  (Procedimento del controllo
  preventivo di ragioneria)  del decreto del Presidente della
  Repubblica n. 367 del 1994.
     Per tutti questi capitoli, l'articolo 7 del disegno di
  legge richiede la sanatoria per le eccedenze di impegni e
  pagamenti risultate in sede di consuntivo 1997.
  Il controllo dei flussi di cassa.
     La Corte dei Conti, oltre alla decisione con cui ha
  disposto la parificazione del Rendiconto generale dello Stato,
  nella sua relazione ha espresso approfondite considerazioni
  che offrono importanti motivi di riflessione sia per il
  Governo che per il Parlamento.  Riprendo, tra le molteplici
  osservazioni formulate, quelle di carattere generale riferite
  al controllo della cassa e ai residui, entrambe già da tempo
  all'attenzione del Parlamento.
     Nel prendere atto dei risultati positivi conseguiti nella
  gestione di cassa, la Corte esprime il proprio apprezzamento
  sul complesso meccanismo dei controlli attuati con la manovra
  1997, rivelatosi alla prova dei fatti "assai efficace" e
  sottolinea come "a tale successo hanno contribuito procedure
  di monitoraggio e di negoziazione con gli enti decentrati,
  alle quali il Tesoro ha affidato la funzione di indurre gli
  amministratori ad una maggiore sensibilità gestionale".
     La preoccupazione espressa dalla Corte, nell'ambito di una
  valutazione complessivamente positiva, è riferita al divario
  accentuato tra competenza e cassa e al rischio che potrebbe
  comportare nel medio periodo per la tenuta degli equilibri di
  finanza pubblica ove non si intervenisse anche sulle dotazioni
  di competenza.  L'aumento dei residui passivi, infatti, è
  strettamente collegato al mantenimento sostanziale delle
  dotazioni di competenza e alla riduzione delle autorizzazioni
  di cassa.
     La Corte dei Conti aveva già trasmesso al Parlamento uno
  specifico referto nell'aprile scorso elaborando un
  preconsuntivo 1997 che già offriva spunti di rilevante
  interesse.  La Relazione sul Rendiconto offre il quadro
  definitivo dell'andamento dei residui.  Per quelli passivi la
  Relazione segnala i seguenti principali risultati:
       i residui relativi alle spese finali risultano a fine
  1997 pari a circa 175 mila miliardi; a "normativa invariata"
  il livello di fine 1997 sarebbe pari a circa 245 mila miliardi
  (90 mila miliardi più che a fine 1996);
       le misure di riduzione in materia di residui contabili,
  di residui di stanziamento e di annualità relative ai limiti
  di impegno, determinano "economie di spesa" di circa 70 mila
  miliardi che, secondo le preesistenti regole contabili,
  sarebbero stati iscritti in conto residui;
       i residui propri risultano pari a 158 mila miliardi,
  quelli di stanziamento di poco superiori a 17 mila
  miliardi;
       poco più di 130 mila miliardi di residui passivi,
  pressoché per intero residui propri, sarebbero concentrati
  sulle categorie dei trasferimenti correnti e in conto
  capitale.
     E' interessante osservare che la Corte dei Conti condivide
  la valutazione del Tesoro secondo il quale l'aumento dei
  residui passivi sul bilancio statale (concentrati sulla
  categoria dei trasferimenti) di per sé non rappresenta un
  indicatore di rinvii di pagamenti degli enti esterni, in
  quanto all'espansione dei residui passivi corrisponde la
  diminuzione delle giacenze di tesoreria, passate nel corso del
  1997 da 124 mila miliardi a 80 mila miliardi per il complesso
  degli enti sottoposti ai controlli di cassa.
     Le preoccupazioni espresse dalla Corte, riguardano
  piuttosto le dimensioni e la qualità dei residui passivi
 
                              Pag. 14
 
  formatisi nel 1997, che potrebbero determinare, in un sistema
  di finanza di trasferimento, la loro trasformazione in
  maggiori spese finali.
     Il tema è già stato dibattuto all'interno della
  Commissione Bilancio ed ha costituito l'oggetto anche di
  recenti audizioni del Sottosegretario Giarda.  Si tratta di
  approfondire e dare contenuto operativo alle indicazioni
  contenute nel DPEF 1999-2001, in particolare nel capitolo 5.6
  che affronta in termini innovativi il problema della gestione
  di competenza e cassa del Bilancio dello Stato.  Si prevede,
  infatti, che già l'impostazione complessiva del bilancio dello
  Stato per il 1999 risponda al criterio generale di minimizzare
  la differenza tra il saldo finanziario della gestione di
  competenza e quello della gestione di cassa.  Inoltre, si
  lancia l'ipotesi di un "patto di stabilità interno" che
  coinvolga tutti i soggetti pubblici:  Stato, Regioni, Enti
  locali ed Enti pubblici, nella definizione delle scelte con
  cui i vincoli esterni sui saldi di finanza pubblica vengono
  tradotti in interventi concreti di politica di bilancio.
     Per quanto concerne quest'ultimo punto, ancora
  recentemente il Sottosegretario Giarda ha dichiarato a questa
  Commissione che "la nozione di patto di stabilità interno ha
  bisogno di essere approfondita perché solleva questioni dal
  punto di vista tecnico, istituzionale e politico" ma che
  presto il Governo sarà in condizione di avanzare proposte al
  Parlamento per la sua operatività a partire dal prossimo
  esercizio finanziario.
     In ogni caso va ricordato, come peraltro sottolinea la
  stessa Corte dei conti, che le autorizzazioni di cassa
  costituiscono comunque oggetto di approvazione parlamentare e
  che, conseguentemente, è politica la decisione del "quanto" e
  del "quando" trasformare in pagamenti la massa dei residui
  passivi accumulatisi negli anni.  Ovviamente dovranno essere
  evitati contraccolpi negativi sugli enti decentrati, mettendo
  in campo una più accentuata capacità di controllo non solo
  degli equilibri finanziari complessivi, ma anche dei singoli
  settori delle pubbliche amministrazioni.
  Il Conto generale del patrimonio.
     Ai sensi dell'articolo 22 della legge n. 468 del 1978, il
  Rendiconto generale dello Stato è costituito, oltre che dal
  Conto del bilancio, anche dal Conto generale del patrimonio.
  Quest'ultimo documento fornisce la situazione patrimoniale
  dello Stato, quale risulta in chiusura di esercizio per
  effetto delle variazioni e delle trasformazioni prodotte nei
  suoi componenti attivi e passivi dalla gestione del bilancio e
  da qualunque altra causa.
     Il Conto generale del patrimonio si articola in cinque
  Conti generali (1.  Attività finanziarie; 2.  Crediti e
  partecipazioni; 3.  Beni patrimoniali; 4.  Passività
  finanziarie; 5.  Passività patrimoniali) che espongono la
  consistenza all'inizio e alla fine dell'esercizio finanziario,
  nonché le variazioni in aumento e in diminuzione delle varie
  attività e passività.
     La presentazione al Parlamento del Conto del patrimonio
  unitamente a quello del bilancio costituisce una novità
  assoluta, da considerare con estremo favore in quanto si
  inserisce in un quadro di maggiore conoscenza dei dati non
  solo finanziari ma anche economici e patrimoniali delle
  Amministrazioni dello Stato.
     La gestione dell'esercizio finanziario 1997 presenta al 31
  dicembre un totale di attività finanziarie pari a 1.382.166
  miliardi e un totale di passività finanziarie pari a 3.261.933
  miliardi che ha determinato una eccedenza passiva di 1.879.827
  miliardi.
     Rispetto al primo gennaio 1997, la gestione dell'esercizio
  finanziario 1997 ha prodotto un miglioramento patrimoniale
  complessivo di circa 62.042 miliardi, come evidenziato dalla
  tabella che segue:
 
                              Pag. 15
 
                                                      Tavola C
                      ...  (omissis) ...
     Il saldo di 62.042 miliardi deriva:
       da un miglioramento apportato al patrimonio dalla
  gestione del bilancio con l'avanzo accertato pari a 114.743
  miliardi (rispetto ai 25.750 nel 1996);
       da un peggioramento di 118.292 miliardi dipendente dalle
  operazioni patrimoniali che hanno avuto riflesso sul bilancio
  (-138.674 miliardi nel 1996);
       dall'incremento netto verificatosi negli elementi
  patrimoniali per 65.590 miliardi (rispetto ai -37.662 miliardi
  nel 1996).
     Tale saldo evidenzia inoltre una inversione di tendenza
  rispetto al risultato patrimoniale dei cinque anni precedenti
  che hanno registrato saldi di valore negativo.
     Per quanto riguarda infine i singoli elementi attivi e
  passivi del patrimonio, le variazioni che hanno determinato il
  suddetto miglioramento, sono state le seguenti:
       elementi attivi per un totale di 249.051 miliardi di
  cui:
         residui attivi di bilancio, crediti di tesoreria e
  conto di cassa per 234.298 miliardi;
         crediti per 4.335 miliardi;
         partecipazioni per 1.529 miliardi;
         beni immobili per 3.979 miliardi;
         beni considerati immobili agli effetti inventariali
  per 380 miliardi;
         beni mobili per 4.530 miliardi;
       elementi passivi per un totale di 187.012 miliardi di
  cui:
         residui passivi di bilancio e debiti di tesoreria per
  73.636 miliardi;
         debiti pubblici consolidati e redimibili per 112.728
  miliardi;
         debiti vari per 101 miliardi;
         monete in circolazione per 145 miliardi;
         residui passivi perenti per 400 miliardi.
 
                              Pag. 16
 
     La struttura del Conto del patrimonio, come peraltro
  quella del Conto del bilancio, rispecchia l'impostazione
  prevista dalla legge n. 468 del 1978.  Con l'anno finanziario
  1998 si è realizzata la nuova impostazione prevista dalla
  legge 3 aprile 1997 n. 94 e dal decreto legislativo di
  attuazione 7 agosto 1997 n. 279.  In particolare l'articolo 5,
  comma 2, della legge n. 94 del 1997 prevede l'introduzione nel
  Conto del patrimonio di un livello di classificazione che
  fornisca l'individuazione dei beni dello Stato suscettibili di
  utilizzazione economica, anche ai fini di una analisi
  economica della gestione patrimoniale.  Inoltre l'articolo 14
  del decreto legislativo n. 279 del 1997 dispone che, ai fini
  dell'analisi economica della gestione dei beni dello Stato, al
  Conto generale del patrimonio, sia allegato un documento
  contabile in cui sono rappresentati anche gli indici di
  redditività della gestione stessa.
     Sarà quindi possibile con il Rendiconto generale
  dell'esercizio finanziario 1998 avere un quadro più
  trasparente e significativo anche della situazione
  patrimoniale dello Stato e superare nel nuovo contesto
  normativo le osservazioni avanzate dalla Corte dei Conti sul
  Conto del patrimonio dell'esercizio 1997.
  Il Disegno di Legge sul Rendiconto.
     L'articolo 1 reca l'approvazione del conto consuntivo
  generale delle Amministrazioni dello Stato e dei rendiconti
  delle Aziende Autonome per l'esercizio 1997 nelle risultanze
  specificate negli articoli successivi.
     Al Rendiconto generale delle Amministrazioni dello Stato
  sono dedicati i successivi articoli da 2 a 5, relativi ai
  valori accertati nel 1997 per la competenza propria
  dell'esercizio, rispettivamente, delle entrate (articolo 2),
  delle spese (articolo 3), dell'avanzo o disavanzo della
  gestione di competenza (articolo 4) e della situazione
  finanziaria (articolo 5).
     Nel corso dell'esame del provvedimento da parte della
  Commissione, è stato approvato un emendamento presentato dal
  Governo con il quale si approvano i risultati generali della
  gestione patrimoniale (articolo 8).
     Gli articoli 6 e 7 recano disposizioni speciali relative
  all'approvazione degli allegati prescritti per legge (articolo
  6) e alla sanatoria per le eccedenze di impegni e di pagamenti
  risultati in sede di consuntivo rispettivamente sul conto
  della competenza, sul conto dei residui e sul conto della
  cassa, relative agli indicati capitoli degli stati di
  previsione della spesa dei ministeri (articolo 7).
     Gli articoli da 8 a 20 si riferiscono all'approvazione dei
  conti consuntivi delle aziende autonome per l'esercizio 1997.
  Sono ricompresi la gestione dell'ex Azienda di Stato per le
  Foreste Demaniali (artt. 8-10), l'Istituto Agronomico per
  l'oltremare (artt. 11 e 12) l'Amministrazione Autonoma dei
  Monopoli di Stato (artt. 13-16) gli archivi notarili (articolo
  17) e il Fondo per gli edifici di culto (artt. 18-20).
     Per quanto riguarda tali amministrazioni:
       la gestione dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli
  di Stato presenta un saldo attivo di 200 miliardi;
       la gestione dell'ex Azienda di stato per le foreste
  demaniali presenta un saldo attivo di 59,7 miliardi;
       il bilancio degli Archivi Notarili presenta un saldo
  attivo di 61 miliardi;
       la gestione del Fondo per gli edifici di culto presenta
  un avanzo di 5 miliardi;
       la gestione dell'istituto agronomico per l'Oltremare
  presenta un bilancio in pareggio.
     In conclusione, si chiede all'Assemblea di esprimersi
  favorevolmente sul disegno di legge concernente il Rendiconto
  generale della amministrazioni dello Stato per l'esercizio
  finanziario 1997.
  Roberto DI ROSA,  Relatore.
 
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