Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


60404
DDL5040-0003
Relazione Camera n. 5040-A (DDL13-5040-A)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.3 (che inizia a pag.17 dello stampato)
...C5040A, C5041A. TESTIPDL
...C5040A, C5041A.
Pag. 17 DISEGNO DI LEGGE N. 5040
RENDICONTO GENERALE DELL'AMMINISTRAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNAVA ZZDDLC5040A ZZ13 ZZPD ZZRM
         DELLO STATO PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1997
 
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  Agli allegati n. 1 e n. 2 richiamati dall'articolo 6 del
  disegno di legge la Commissione non ha apportato
  modificazioni.  Si riporta pertanto il testo dei medesimi
        allegati come contenuto nel disegno di legge.
 
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                          RELAZIONE
                 SUL DISEGNO DI LEGGE N. 5041
  Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e
  dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno
                       finanziario 1998
 
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     Onorevoli colleghi! - Occorre innanzitutto sottolineare
  che il disegno di legge di assestamento del bilancio 1998 si
  inserisce in un quadro normativo profondamente modificato
  dalla riforma del bilancio attuata dalla legge n. 94 del 1997
  e dal decreto legislativo n. 279 del 1997.
     Il bilancio 1998, cui il disegno di legge di assestamento
  è riferito, riflette infatti la  nuova struttura dei conti
  pubblici.  Non è peraltro mutata la configurazione
  tecnico-giuridica propria del provvedimento: l'assestamento è
  diretto infatti solo ad aggiornare, nell'ambito della
  legislazione vigente, la dotazione delle unità previsionali di
  base in tutto o in parte determinate per legge.
     Per quanto riguarda poi il contenuto del provvedimento in
  esame, esso attesta un  impatto positivo sui conti
  pubblici.
     A seguito delle variazioni introdotte con atto
  amministrativo, più che compensate dal miglioramento derivante
  da quelle proposte con il disegno di legge, i valori finali
  del saldo netto da finanziare e del risparmio pubblico,  al
  netto delle regolazioni debitorie,  presentano infatti
  valori inferiori rispetto alle previsioni iniziali.
     L'articolo 1, comma 1, della legge finanziaria per il 1998
  (legge n. 450 del 1997) fissa a 87.800 miliardi in termini di
  competenza il limite massimo del saldo netto da finanziare
  (pari alla differenza tra entrate finali e spese finali,
  correnti ed in conto capitale); conseguentemente la legge di
  bilancio per il 1998 (legge n. 453 del 1997) indica il
  saldo netto da finanziare  in 87.740 miliardi.  Il disegno
  di legge di assestamento prevede un valore pari a 84.040
  miliardi, con un miglioramento di 3.700 miliardi.
     Il  risparmio pubblico,  pari alla differenza  (di
  segno algebrico negativo)  tra entrate correnti (tributarie
  ed extratributarie) e spese correnti, presenta un lieve
  miglioramento rispetto alle previsioni iniziali (pari a
  -15.279 miliardi) riducendosi a -9.284 miliardi, al netto
  delle regolazioni debitorie.
     Questi risultati, espressi in termini di competenza e
  riferiti al bilancio dello Stato, sono coerenti con la
  determinazione del  fabbisogno del settore statale:
  quest'ultimo saldo di cassa è stato ristimato in occasione
  della presentazione del Documento di programmazione
  economico-finanziaria 1999-2001 in 52.700 miliardi.  Su tale
  valore si attesta quindi la nuova autorizzazione all'emissione
  netta di titoli di Stato, contenuta nell'articolo 2, comma 5,
  del disegno di legge di assestamento.
     A loro volta, i dati relativi al bilancio dello Stato
  (saldo netto da finanziare) e al settore statale (fabbisogno)
  concorrono alla determinazione dei risultati di un diverso e
  più vasto aggregato costituito dalle  Pubbliche
  Amministrazioni,  ed in particolare dell'indebitamento
  netto, preso come riferimento ai fini del controllo dei
  criteri di convergenza previsti dal Trattato di Maastricht e
  dal Patto di stabilità: il valore per il 1998 indicato nel
  DPEF è, come noto, pari a 52.500 miliardi (2,6 per cento del
  PIL).
     L'evoluzione dei conti 1998 quale emerge dal disegno di
  legge di assestamento conferma gli  obiettivi  a suo tempo
  indicati in occasione della manovra approvata nel dicembre
  1997 e rafforzati dal  Documento di programmazione,  che
  reca un'apposita sezione dedicata al bilancio dello Stato.
     A tale proposito, durante l'esame dell'assestamento in
  Commissione bilancio il rappresentante del Governo ha
  sottolineato come non vi siano motivi per prevedere tensioni
 
                              Pag. 84
 
  relativamente all'andamento delle entrate.  Il gettito
  dell'IRAP ha fatto registrare, alla fine di giugno, un
  introito di 7.000 miliardi complessivi, conseguenti ad una
  massa di versamenti corrispondente al 25 per cento dei
  contribuenti; il che porta a ritenere che la previsione
  iniziale di un gettito annuo pari a 26.000 miliardi possa
  essere raggiunta o addirittura superata di circa 2.000
  miliardi.
     Analogamente il Governo non prevede tensioni
  sull'andamento della spesa ed in particolare di quella
  relativa alla finanza decentrata: gli enti che rientrano in
  tale aggregato presentavano a inizio anno elevate
  disponibilità di tesoreria, per cui non hanno risentito della
  nuova politica di contenimento del fabbisogno e, a parte forse
  il settore della sanità, non sono prevedibili effetti negativi
  sugli effettivi flussi di spesa degli enti locali.
  Il bilancio dello Stato dopo la riforma della legge n. 94
  del 1997.
     Il bilancio di previsione dello Stato costituisce
  l'autorizzazione giuridica all'esercizio finanziario
  coincidente con l'anno solare successivo (1^ gennaio-31
  dicembre).  La struttura tradizionale è stata profondamente
  modificata, come si è detto, dalla legge 3 aprile 1997 n. 94 e
  dal decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279.
     Ferma restando la precedente ripartizione del bilancio per
  stati di previsione dell'entrata e della spesa
  (corrispondenti, questi ultimi, ai vari Ministeri), l'aspetto
  più innovativo è da individuarsi nell'articolazione del
  bilancio in  funzioni-obiettivo,  individuate con riguardo
  all'esigenza di definire le politiche pubbliche di settore, e
  in  unità previsionali di base,  oggetto della decisione
  parlamentare.
     Secondo quanto stabilito dal comma 1 dell'articolo 4 della
  legge n. 94 del 1997 (che sostituisce i primi sei commi
  dell'articolo 6 della legge n. 468 del 1978), per quanto
  riguarda le  entrate,  nel bilancio per il 1998 la
  precedente classificazione per titoli, categorie, rubriche e
  capitoli è sostituita da una ripartizione per:
         titoli  (distinti secondo la natura delle entrate:
  tributaria, extra-tributaria, ammortamento o alienazione di
  beni patrimoniali, riscossione di crediti o accensione di
  prestiti);
         categorie  (che come quelle precedenti si
  distinguono secondo la natura dei cespiti);
         unità previsionali di base,  oggetto della
  decisione parlamentare, ai fini dell'accertamento dei
  cespiti;
         capitoli  (secondo il rispettivo oggetto analitico,
  ai fini della rendicontazione).
     Per quanto concerne le  spese,  il bilancio 1998 reca
  una ripartizione per:
         funzioni-obiettivo:  tale ripartizione, che
  sostituisce la precedente suddivisione in titoli, è diretta da
  individuare le politiche di settore e riflette la ripartizione
  della spesa secondo l'analisi funzionale; essa mira inoltre a
  consentire la misurazione del prodotto dell'attività
  amministrativa, anche in termini di servizi resi ai
  cittadini;
         unità previsionali di base:  in tale ambito, ai
  fini dell'approvazione parlamentare, gli stanziamenti sono
  ripartiti tra la parte corrente, suddivisa tra spese di
  funzionamento e spese per interventi, e in parte capitale.  Le
  operazioni di rimborso prestiti e oneri per ammortamento sono
  oggetto di un'autonoma previsione di spesa;
         capitoli:  la ripartizione avviene secondo
  l'oggetto, il contenuto economico e funzionale, ed il
  carattere obbligatorio o discrezionale della spesa.  I capitoli
  costituiscono le unità elementari ai fini della gestione e
  della rendicontazione.
     E' da notare infine che, come negli anni precedenti, il
  bilancio 1998 è redatto in termini di competenza e di cassa.
  Nel primo caso - la competenza - la dotazione dell'unità
  previsionale di base (o del sottostante capitolo) è quella
  corrispondente al livello delle entrate che si prevede di
 
                              Pag. 85
 
  accertare e di spese che si prevede di impegnare nel corso
  dell'esercizio, in relazione a quella finalità.  Mentre sul
  versante dell'entrata gli accertamenti equivalgono al
  complesso delle prestazioni pecuniarie esigibili da parte
  dello Stato, sul versante della spesa gli stanziamenti
  costituiscono il limite giuridico delle obbligazioni
  pecuniarie che lo Stato può impegnare ed assumere, creando
  diritti in capo ad enti diversi dallo Stato o privati
  cittadini.
     La cassa è invece l'autorizzazione massima ad avvalersi
  delle risorse assegnate alle unità previsionali di base in un
  determinato anno.  Le autorizzazioni di cassa sono parametrate
  sulla base della massa spendibile o acquisibile, costituita da
  competenza più residui (cioè le somme rimaste da acquisire o
  da spendere negli anni precedenti).
     Ogni unità previsionale di base/capitolo reca quindi due
  cifre vicine: l'una equivalente al massimo degli impegni
  giuridici che possono essere presi nell'anno, l'altra
  equivalente al limite massimo delle risorse che possono essere
  effettivamente utilizzate; le due cifre divergono anche in
  considerazione del fatto che è spesso difficile perfezionare
  le procedure fino ad arrivare all'effettivo impiego delle
  risorse.
  Natura e limiti dell'assestamento.
     La legge n. 468 del 1978, all'articolo 17 (non modificato
  dalla legge n. 362 del 1988 né dalla legge n. 94 del 1997) ha
  reintrodotto nel nostro ordinamento l'istituto
  dell'assestamento di bilancio per consentire un organico
  aggiornamento degli stanziamenti di bilancio a metà anno
  "anche sulla scorta dei residui attivi e passivi accertata in
  sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre
  precedente".
     La legge di assestamento del bilancio, in mancanza di
  ulteriori disposizioni, è stata costantemente considerata
  legge meramente formale, conformemente alla legge di bilancio.
  Essa serve solo a rimodulare le previsioni di gettito e, sulla
  base delle sopravvenute esigenze, gli oneri aventi carattere
  discrezionale, nonché gli incassi e i pagamenti autorizzati,
  anche sulla scorta dell'effettiva consistenza dei residui
  accertata in sede di rendiconto del precedente esercizio.
     Come ricordato nella Nota preliminare al disegno di legge,
  il Governo "si era posto l'obiettivo di pervenire ad una
  diversa e più ampia definizione dell'assestamento del bilancio
  in sede di riforma, al fine di valorizzarne il contenuto in
  funzione anticiclica e correttiva degli andamenti inerziali di
  finanza pubblica" e a tale scopo aveva inserito una norma
  ad hoc  nel disegno di legge (articolo 8 dell'A.S. 1217)
  presentato al Senato recante modifiche alle norme di
  contabilità in materia di bilancio.  Nel corso dell' iter
  parlamentare tale disposizione è stata tuttavia stralciata
  insieme alle altre concernenti la modifica dei termini di
  presentazione dei documenti finanziari.  La legge n. 94 del
  1997 non reca quindi norme concernenti la nuova disciplina
  dell'assestamento, che il Governo invece ritiene di dover
  quanto prima riproporre all'attenzione del Parlamento in
  quanto parte essenziale della complessiva riforma.
     Con l'assestamento dunque, secondo l'attuale normativa,
  non si possono proporre, se non entro limiti ben precisi,
  modifiche o integrazioni al quadro macrofinanziario disposto
  dalla decisione di bilancio per l'esercizio di riferimento.  A
  sostegno di tale decisione vengono stabiliti dalla legge
  finanziaria i tetti massimi dei saldi di bilancio che non
  devono essere oltrepassati in corso d'anno.
  La struttura del disegno di legge di assestamento: le
  variazioni per atto amministrativo e le proposte di
  variazione.
     Il disegno di legge di assestamento è suddiviso in due
  parti distinte.
     La prima parte, non oggetto di decisione parlamentare,
  registra le variazioni intervenute a seguito di  atti
  amministrativi,  a loro volta determinati da:
       applicazione di  provvedimenti legislativi
  intervenuti tra il momento della presentazione del disegno
 
                              Pag. 86
 
  di legge di bilancio e quello della predisposizione
  dell'assestamento;
       utilizzo degli  accantonamenti dei fondi globali
  dell'anno 1997 (c.d. slittamenti di copertura, ex articolo
  11- bis,  comma 5, della legge n. 468 del 1978) e
  dell'anno 1998, che hanno carattere perfettamente compensativo
  nell'ambito della spesa;
       prelievi dai  fondi di riserva  per le spese
  obbligatorie e per quelle impreviste (articoli 7 e 8 della
  legge n. 468 del 1978), nonché dal fondo di riserva per
  l'integrazione delle autorizzazioni di cassa istituito
  dall'articolo 8 della legge n. 94 del 1997 (articolo
  9- bis  della legge n. 468 del 1978);
       prelievi dal fondo per la  reiscrizione dei residui
  passivi  perenti del conto capitale; si tratta di residui
  andati in perenzione, cioè non più mantenibili in gestione, ma
  relativi a importi che lo Stato ha assunto l'obbligo di pagare
  per contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di
  forniture eseguiti: poiché a tali impegni lo Stato deve far
  fronte, vengono prelevate dal fondo in questione con decreto
  del Ministero del tesoro e reiscritte nei capitoli pertinenti
  le somme di volta in volta occorrenti;
         riassegnazione  ai capitoli di spesa di somme
  affluite all'entrata nei primi cinque mesi del 1998;
         riassegnazione  ai capitoli di spesa di particolari
  entrate affluite nel 1997 dopo il 31 ottobre;
         trasporto dei titoli di spesa  rimasti insoluti
  alla chiusura dell'esercizio 1997 e conseguente iscrizione di
  autorizzazioni di cassa per il 1998;
         ricorso a mutui e ai mercati esteri  da parte del
  Tesoro per il finanziamento di interventi per i quali i
  provvedimenti legislativi che li autorizzano prevedono tale
  forma di copertura.
     La seconda parte dell'assestamento, che è la sola oggetto
  di decisione parlamentare, illustra le  proposte di
  variazione recate dal provvedimento,  in termini di
  competenza e cassa.  Tali variazioni concernono, in termini di
  competenza per le spese, le unità previsionali di base recanti
  spese obbligatorie (stipendi, indennità, ecc.) e le unità
  previsionali di base recanti spese discrezionali per
  adeguamento al fabbisogno relativi all'attività ordinaria dei
  ministeri; per le entrate riflettono l'adeguamento delle
  previsioni all'evoluzione tendenziale del gettito in relazione
  a diversi andamenti dell'economia o a diverse configurazioni
  della manovra di finanza pubblica.  In termini di cassa le
  variazioni proposte sono determinate tenendo conto della nuova
  consistenza della massa acquisibile e della massa spendibile
  conseguenti alla nuova configurazione della competenza e
  all'accertamento dei residui effettuato con il rendiconto.
  L'assestamento del bilancio 1998: i saldi.
     Come si è accennato, occorre innanzitutto sottolineare che
  il provvedimento in esame attesta un impatto positivo sui
  conti pubblici.
     A seguito delle variazioni introdotte con atto
  amministrativo, più che compensate dal miglioramento derivante
  da quelle proposte con il disegno di legge di assestamento in
  esame, i valori finali del saldo netto da finanziare e del
  risparmio pubblico presentano infatti valori inferiori
  rispetto alle previsioni iniziali.
     L'articolo 1, comma 1 della legge finanziaria per il 1998
  (legge n. 450 del 1997) fissa in 87.800 miliardi il limite
  massimo del saldo netto da finanziare (pari alla differenza
  tra entrate finali e spese finali, correnti ed in conto
  capitale); conseguentemente la legge di bilancio per il 1998
  (legge n. 453 del 1997) indica il  saldo netto da finanziare
  in 87.740 miliardi.  Il disegno di legge di assestamento
  prevede un valore pari a  84.040 miliardi, con un
  miglioramento di 3.700 miliardi.
     E' da notare che i dati sono al netto, oltre che delle
  regolazione debitorie, dei proventi di privatizzazioni
  affluiti all'entrata del bilancio dello Stato dopo il 31
 
                              Pag. 87
 
  ottobre 1997 e assegnati nel corso del 1998 al Fondo di
  ammortamento titoli di Stato (di cui 1.631 miliardi entrati
  nei mesi novembre-dicembre 1997 e 2.451 miliardi entrati nei
  mesi gennaio-maggio 1998), così come previsto dalla legge n.
  432 del 1993 e successive modificazioni.
     Considerando invece i dati  al lordo  delle
  regolazione debitorie e delle operazioni relative al Fondo di
  ammortamento titoli di Stato, si rileva un peggioramento del
  saldo netto da finanziare, che passa dai 116.547 miliardi
  delle previsioni iniziali ai 134.851 miliardi delle previsioni
  assestate.
     La determinazione di tale saldo, pari alla differenza tra
  entrate e spese finali, e degli altri risultati differenziali,
  è illustrato dalla seguente tabella:
                      ...  (omissis) ...
 
                              Pag. 88
 
                      ...  (omissis) ...
     Il  risparmio pubblico,  pari alla differenza  (di
  segno algebrico negativo)  tra entrate correnti (tributarie
  ed extratributarie) e spese correnti, presenta un lieve
  miglioramento rispetto alle previsioni iniziali (pari a
  -15.279 miliardi) riducendosi a -9.284 miliardi, al netto
  delle regolazioni debitorie.  Al  lordo  delle regolazioni,
  il risparmio pubblico diventa invece ulteriormente negativo,
  passando da 44.086 miliardi a 58.465 miliardi.
     La tavola evidenzia, inoltre, un  peggioramento nel
  ricorso al mercato,  al lordo delle regolazione debitorie e
  delle operazioni relative al Fondo ammortamento titoli di
  Stato, di 58.711 miliardi (da 429.345 miliardi a 488.056
  miliardi) per effetto di variazioni accrescitive dovute agli
  atti amministrativi intervenuti (+4.465 miliardi), cui si
  aggiungono quelle proposte (+54.247 miliardi).
     Tale saldo è dato dalla differenza tra entrate finali e
  spese complessive, incluse cioè quelle relative al  rimborso
  prestiti.  E' proprio quest'ultima voce che denota infatti
  uno scostamento rilevante (40.408 miliardi) tra le previsioni
  iniziali (312.798 miliardi) e quelle assestate (353.205
  miliardi).
     Conseguentemente alle variazioni illustrate, si determina
  invece un miglioramento del  limite massimo all'emissione
  netta dei titoli di Stato  in Italia e all'estero, al netto
  di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie:
  il valore fissato dalla legge di bilancio (articolo 3, comma
  5) in 64.400 miliardi viene rideterminato dal disegno di legge
  di assestamento (articolo 2, comma 5) in 52.700 miliardi.  Come
  si è detto, questo valore è coerente con la nuova stima del
  fabbisogno del settore statale per il 1998 contenuta nel
  Documento di programmazione economico-finanziaria, che
  nell'aggiornare le previsioni per l'anno in corso formula gli
  obiettivi per il successivo triennio.
     Per quanto riguarda i passati esercizi finanziari, nella
  tabella che segue sono riportati,  in termini di competenza,
  i dati a raffronto tra i valori del saldo netto da
  finanziare e del ricorso al mercato finanziario fissati dalla
  legge finanziaria ed i risultati di consuntivo per il periodo
  1981-1997.  (I dati sono al  lordo  delle regolazione
  debitorie e delle operazioni relative al Fondo di ammortamento
  titoli di Stato).
 
                              Pag. 89
 
                      ...  (omissis) ...
     Il raffronto fra il valore del saldo netto da finanziare
  contenuto nella legge finanziaria ed il valore corrispondente
  risultante dal consuntivo, evidenzia come negli anni 1994-1996
  si sono registrati, a consuntivo, dei valori inferiori ai
  "tetti" stabiliti con la legge finanziaria, mentre nel 1997 si
  è registrato uno splafonamento.
  Le variazioni di competenza e di cassa.
     Le variazioni, di competenza e di cassa, conseguono da
  atti amministrativi emanati sulla base della legislazione
  vigente nei primi cinque mesi dell'esercizio finanziario e
  della revisione delle previsioni sull'andamento delle entrate
  e delle spese effettuata con l'assestamento.  Oggetto
 
                              Pag. 90
 
  dell'esame parlamentare sono esclusivamente queste ultime.  Gli
  atti amministrativi che possono determinare variazioni alle
  poste di bilancio, sono assunti sulla base della normativa
  preesistente e quindi tali variazioni sono esposte a corredo
  del disegno di legge a scopo meramente conoscitivo.
     La maggior parte di queste hanno carattere compensativo in
  quanto derivano dall'utilizzo di fondi globali, di riserva o
  altri, o da applicazione di specifiche disposizioni
  legislative che prevedono la contestuale iscrizione a
  copertura delle nuove o maggiori spese, di nuove o maggiori
  entrate.
     Le nuove previsioni sull'andamento delle entrate e delle
  spese, oggetto dell'approvazione parlamentare, sono collegate
  invece alla incidenza sulla evoluzione delle poste dei
  cambiamenti nel quadro macroeconomico, nell'attività di
  gestione, nelle esigenze delle amministrazioni e, in
  particolare, per le previsioni di spesa in termini di cassa,
  all'accertamento definitivo dei residui passivi a fine 1996
  (recato contestualmente dal disegno di legge di approvazione
  del rendiconto) che, modificando il livello della massa
  spendibile per l'anno (competenza più residui), incide sulla
  connessa previsione dei pagamenti.
  Le variazioni amministrative di competenza.
     In merito alle  variazioni a carattere non compensativo
  introdotte con atto amministrativo  (al  lordo  delle
  regolazioni debitorie e delle assegnazioni al Fondo
  ammortamento titoli di Stato) si osserva che esse hanno
  determinato un effetto di aumento del saldo netto da
  finanziare pari a 4.465 miliardi in termini di competenza.
     Per quanto concerne invece le  variazioni amministrative
  a contenuto puramente compensativo,  si osserva che esse
  derivano dall'utilizzo degli accantonamenti dei fondi globali
  1998 e dei fondi di riserva, dalla riassegnazione al Fondo
  ammortamento titoli di Stato, dall'attuazione di disposizioni
  legislative.  Per quanto concerne in particolare l'utilizzo
  fino al 31 maggio dei fondi globali 1998 con effetto
  compensativo nell'ambito della spesa, si segnala che esso ha
  riguardato, secondo quanto risulta dalla Nota preliminare al
  disegno di legge in esame, principalmente i seguenti
  interventi:
       106 miliardi, per il finanziamento della legge
  sull'immigrazione e condizione dello straniero (legge n. 40
  del 1998);
       976 miliardi, per il finanziamento di interventi di
  sostegno al reddito e all'occupazione (decreto-legge n. 4 del
  1998, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 52 del
  1998);
       423 miliardi, per il finanziamento di misure nel settore
  dei trasporti (decreto-legge n. 457 del 1997, convertito con
  modificazioni dalla legge n. 30 del 1998);
       185 miliardi, per interventi e occupazione in campo
  ambientale (legge n. 344 del 1997);
       400 miliardi, per l'istituzione del fondo per
  l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa per gli
  interventi perequativi (legge n. 440 del 1997);
       110 miliardi, per la ristrutturazione dell'autotrasporto
  e lo sviluppo dell'intermodalità (legge n. 454 del 1997).
  Le variazioni di competenza proposte dal disegno di legge
  di assestamento.
     Le variazioni proposte dal disegno di legge, al
  lordo  delle regolazioni contabili, comportano un effetto
  peggiorativo del saldo netto da finanziare di 13.839 miliardi,
  quale risultante di maggiori entrate per 4.788 miliardi e di
  maggiori spese per 18.627 miliardi.
     Al  netto  delle regolazioni, le variazioni proposte
  determinano invece un miglioramento del saldo netto da
  finanziare di 6.534 miliardi, di cui 4.788 miliardi relativi a
  maggiori entrate 1.746 miliardi a minori spese.
     Per quanto concerne le  entrate nette di competenza,
  con il disegno di legge di assestamento si propongono le
  seguenti variazioni:
       Entrate finali + 4.788 miliardi
       di cui
       tributarie - miliardi
       altre + 4.788 miliardi
 
                              Pag. 91
 
     La correzione netta accrescitiva proposta deriva dunque
  interamente dalle entrate non tributarie in quanto le
  variazioni relative a queste ultime presentano,
  complessivamente, un carattere di neutralità.
     L'adeguamento all'evoluzione tendenziale del gettito
  tributario ha interessato, in positivo, l'IRPEF (+4.047
  miliardi), l'IRPEG (+1.474 miliardi), l'IVA (+4.995 miliardi),
  gli oli minerali (+938 miliardi), i tabacchi (+1.248 miliardi)
  e il lotto (+1.743 miliardi).  In negativo, l'imposta
  sostitutiva sugli interessi e sui redditi da capitale (-8.769
  miliardi), l'ILOR (- 1.232 miliardi), le ritenute sui
  trattamenti di fine rapporto (-1.525 miliardi), le concessioni
  governative (-1.099 miliardi), l'imposta sul consumo
  dell'energia elettrica (-1.309 miliardi) e i proventi delle
  lotterie ad estrazione istantanea (-730 miliardi).
     Tra le entrate non tributarie, si segnalano quelle
  relative al differenziale sugli interessi derivanti da
  operazioni di  swap  (+4.000 miliardi).
     Per quanto concerne le  spese nette in termini di
  competenza  il disegno di legge di assestamento propone le
  seguenti variazioni:
       Spese finali -1.746 miliardi
       di cui
       correnti -1.611 miliardi
       in conto capitale - 135 miliardi
     Sotto il profilo delle spese, l'effetto migliorativo del
  saldo, pari a 1.746 miliardi, deriva da una diminuzione di
  4.149 miliardi della spesa per interessi e di 529 miliardi
  delle spese per trasferimenti correnti, a fronte di un aumento
  di 2.932 miliardi delle altre spese.
  Le variazioni di cassa.
     Le variazioni espresse in termini di cassa riflettono,
  oltre che i nuovi stanziamenti di competenza, la consistenza
  dei residui accertati alla fine dell'esercizio 1997, tenuto
  conto sia delle capacità operative della Amministrazione che
  delle riserve di liquidità disponibili sui conti di
  tesoreria.
     Le variazioni di cassa determinano un effetto peggiorativo
  sul saldo netto da finanziare per 13.054 miliardi (al
  lordo  delle regolazioni debitorie), di cui 4.345
  miliardi di variazioni per atto amministrativo, cui si
  aggiunge l'effetto, anch'esso in aumento del saldo per 8.709
  miliardi, conseguente alle variazioni proposte con il disegno
  di legge.
     Sul ricorso al mercato (tenuto conto della variazione
  accrescitiva proposta di 40.591 miliardi del rimborso
  prestiti) l'effetto peggiorativo delle variazioni complessive
  è pari a 53.645 miliardi.
  I residui passivi.
     I residui passivi accertati al 31 dicembre 1997, pari a
  175.322 miliardi (al netto di 210 miliardi di residui passivi
  relativi al rimborso prestiti), risultano inferiori ai residui
  presunti al momento della formazione del bilancio a
  legislazione vigente per il 1998, stimati in 179.442
  miliardi.
     Come evidenziato nella Nota preliminare al disegno di
  legge di assestamento, questo risultato dipende da due ordini
  di fattori:
       a)  una stima dei residui presunti 1998 più elevata
  rispetto agli anni precedenti, per tener conto
  dell'inevitabile impatto sulla formazione dei nuovi residui
  delle misure di  controllo dei flussi di cassa,  adottate
  in occasione della manovra di bilancio per il 1997 e
  confermate per il 1998 dall'articolo 47, dall'articolo 48,
  comma 1, e dall'articolo 51, commi 1 e 2, della legge n. 449
  del 1997 (provvedimento collegato del 1998);
       b)  l' eliminazione, ai sensi dell'articolo 54,
  comma 16, della legge n. 449 del 1997  (che detta nuove
  regole per la formazione dei residui propri e di stanziamento
  a fine  dicembre 1997)  di oltre 62.000 miliardi di
  residui passivi  relativi a regolazioni debitorie,
  contabili, spese per categorie protette e spese in annualità,
  e di  7.500 miliardi di residui di stanziamento  secondo
  quanto stabilito dalla  direttiva del Presidente del
  Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 1998.
 
                              Pag. 92
 
     Per quanto riguarda il primo aspetto, si ricorda che a
  fronte di dotazioni in conto competenza sostanzialmente in
  linea con gli anni precedenti, con le manovre di bilancio per
  il 1997 e il 1998 sono stati operati dei tagli alle
  autorizzazioni di cassa e sono stati posti dei limiti sia ai
  pagamenti dal bilancio dello Stato sui conti di tesoreria, sia
  ai tiraggi da parte degli enti intestatari dei conti.
     Alla base di queste misure sta la convinzione che una
  riduzione entro margini fisiologici delle giacenze di
  Tesoreria costituisca una condizione necessaria per recuperare
  una effettiva controllabilità sui flussi di spesa.
     Secondo le dichiarazioni rese dal Governo in Parlamento,
  le misure adottate hanno favorito lo svuotamento progressivo e
  controllato dei conti di Tesoreria, che costituiva uno degli
  obiettivi annunciati.  Al tempo stesso si è determinata la
  formazione di una massa di residui ancora più elevata rispetto
  agli anni precedenti.  Secondo il Governo, peraltro, si
  tratterebbe di un effetto fisiologico e virtuoso nel senso
  che, senza comprimere la capacità di spesa dei soggetti
  finali, si è reso in tal modo meno liquido il loro
  "portafoglio", riducendo così "il rischio che lo  stock
  di attività possedute dagli enti decentrati possa
  improvvisamente trasformarsi in crescita della spesa".
     Per quanto riguarda il secondo aspetto si rinvia alla
  tabella di seguito riportata:
  Residui passivi eliminati per effetto di disposizioni
                          normative
                      (miliardi di lire)
                      ...  (omissis) ...
     Si rinvia infine per ulteriori approfondimenti circa la
  natura dei residui eliminati e di quelli iscritti in bilancio
  allo specifico referto presentato dalla Corte dei Conti alla
  Camera nell'aprile 1998, e alle osservazioni contenute nella
  relazione della Corte sul rendiconto 1997.
     Per quanto concerne la formazione dei residui il quadro è
  il seguente:
       1. residui complessivi accertati a
  fine 1997 .................  175.322 miliardi
         1.1. residui passivi provenienti dall'esercizio 1996 e
  precedenti ................  155.975 miliardi
 
                              Pag. 93
 
         1.2. eliminazioni e pagamenti effettuati durante il
  1997 ......................  111.745 miliardi
         1.3. residui di nuova formazione competenza
  1997 ...................... 130.092 miliardi
     Rispetto all'esercizio precedente si registra quindi un
  aumento della consistenza dei residui passivi di 18.347
  miliardi, pari a circa l'11,7 per cento.
     La consistenza dei residui passivi nel periodo 1990-1997 è
  contenuta nella seguente tabella tratta dalla Nota preliminare
  al disegno di legge (tra parentesi sono riportate le
  percentuali sugli impegni dell'esercizio):
                      ...  (omissis) ...
     Per quanto riguarda la  formazione  dei residui
  durante l'esercizio 1997, pari a 130.092 miliardi, come
  evidenziato dall'articolazione per categorie economiche tratta
  dalla Nota preliminare, essa riguarda prevalentemente:
       la  parte corrente  con 91.513 miliardi, a fronte di
  38.575 miliardi di parte capitale;
       i  trasferimenti,  sia di parte corrente (73.683,7
  miliardi), che di parte capitale (31.043,2 miliardi).
     Tra le categorie di  spesa corrente  per le quali si
  registrano maggiori valori per i residui di nuova formazione
  si segnala:
       a)  i trasferimenti;
 
                              Pag. 94
 
       b)  l'acquisto di beni e servizi;
       c)  il personale in servizio;
       d)  le poste correttive e compensative delle
  entrate.
     Tra i residui di nuova formazione relativi alle categorie
  di spesa in  conto capitale,  pari complessivamente a
  38.579 miliardi, vanno segnalati quelli relativi ai
  trasferimenti (31.043 miliardi), alla costituzione di capitali
  fissi (4.022 miliardi), alle partecipazioni azionarie e
  conferimenti (254 miliardi), relativi ai conferimenti a banche
  ed organismi internazionali (235 miliardi), e alle
  anticipazioni produttive (2.232 miliardi) concernenti il Fondo
  per l'innovazione tecnologica ed il Fondo IMI per la ricerca
  applicata.
  Le modifiche proposte dalla Commissione bilancio.
     Durante l'esame in Commissione sono stati accolti alcuni
  emendamenti presentati dal Governo che non incidono sui valori
  dei saldi, ma si limitano a proporre  variazioni di
  carattere compensativo  delle dotazioni, di competenza e di
  cassa, di alcune unità previsionali di base.
     In particolare, allo stato di previsione del  Ministero
  del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
  sono ridotte, rispettivamente di 18 miliardi e 110 milioni e
  di 32 miliardi e 90 milioni, le spese per pensioni di guerra
  (u.p.b. 3.1.2.19, dotata di 1.060 miliardi) e le spese di
  funzionamento dell'Autorità per le garanzie nelle
  comunicazioni (u.p.b. 3.1.2.22, dotata di 82 miliardi, di cui
  peraltro 50 miliardi proposti con lo stesso disegno di legge
  di assestamento).  Corrispondentemente è stata aumentata di 50
  miliardi la u.p.b. 3.1.2.33 relativa agli accordi ed organismi
  internazionali (dotata di 708 miliardi), e di 200 milioni la
  u.p.b. 9.1.1.0 relativa alle spese di funzionamento per
  l'attuazione della programmazione economica (dotata di 7
  miliardi e 627 milioni).
     Allo stato di previsione del  Ministero della Giustizia,
  è ridotta di 42 miliardi la u.p.b. 4.1.2.1 (dotata di 688
  miliardi) relativa alle spese di giustizia (centro di
  responsabilità affari civili - spese per interventi), e sono
  aumentate di 39,5 miliardi la u.p.b. 4.1.1.0 (affari civili -
  spese di funzionamento, dotata di 486,8 miliardi), e di 2,5
  miliardi la u.p.b. 2.1.1.0 (organizzazione giudiziaria - spese
  di funzionamento, dotata di 4.376,5 miliardi)
     Allo stato di previsione del  Ministero dell'ambiente,
  è ridotta di 300 milioni la u.p.b. 1.1.1.0 (gabinetto del
  Ministro - spese di funzionamento, dotata di 16 miliardi e 150
  milioni) ed è corrispondentemente aumentata la dotazione della
  u.p.b. 2.1.1.0 (centro di responsabilità affari generali e del
  personale - spese di funzionamento, dotata di 17 miliardi e
  219 milioni).
     La Commissione bilancio ha accolto inoltre l'emendamento
  proposto dal Governo volto ad  inserire nell'elenco delle
  spese obbligatorie  di cui all'articolo 7 della legge n. 468
  del 1978, sotto la voce Ministero dell'Università, il
  capitolo 7527 (contributo all'Agenzia spaziale italiana per
  i programmi collaborazione con l'Agenzia spaziale europea,
  dotato di 568 miliardi),  ricompreso nell'u.p.b. 4.2.1.1.
  (ricerca scientifica).
 
                              Pag. 95
 
  TAVOLA I - EVOLUZIONE DELLA SPESA FINALE DEI SINGOLI STATI
  DI PREVISIONE E INCIDENZA PERCENTUALE SULLE SPESE FINALI DEL
                     BILANCIO DELLO STATO
               (competenza - miliardi di lire)
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  TAVOLA II - ANDAMENTO DELLE SINGOLE FUNZIONI E INCIDENZA
   PERCENTUALE SULLE SPESE FINALI DEL BILANCIO DELLO STATO
               (competenza - miliardi di lire)
                      ...  (omissis) ...
 
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  TAVOLA III - ANDAMENTO DELLE SINGOLE CATEGORIE E INCIDENZA
   PERCENTUALE SULLE SPESE FINALI DEL BILANCIO DELLO STATO
               (competenza - miliardi di lire)
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     L'assestamento del bilancio dello Stato per il 1998
  mantiene sostanzialmente inalterati i criteri indicati nella
  legge di bilancio approvata a fine 1997 e riesaminati in sede
  di approvazione del Documento di programmazione
  economico-finanziaria 1999-2001.
     L'inflazione è stabile sui valori attesi e il cambio si
  mantiene costante; l'andamento del PIL, pur in presenza di una
  moderata riduzione dei valori attesi, non è tale da far
  presumere una preoccupante riduzione del gettito tributario,
  anche in presenza di una base che, come risultato del
 
                              Pag. 99
 
  contrasto all'evasione, sembra allargarsi.  Il calo della
  pressione fiscale di circa 1,5 per cento sul PIL dal 1997 al
  1998, sta procedendo in coerenza con i valori indicati nel
  Documento di programmazione economico-finanziaria dell'anno
  passato.  In buona sostanza non appare necessaria una manovra
  correttiva di mezza estate, essendo i risultati
  sostanzialmente in linea con gli andamenti attesi.
     E' opportuno ricordare che, in tema di fabbisogno del
  settore statale e della conseguente politica di rientro:
       il fabbisogno del settore statale nel 1996 fu di 132
  mila miliardi a fronte di un avanzo primario di 63 mila
  miliardi;
       nel 1997 il fabbisogno fu di 59 mila miliardi con un
  avanzo primario di 131 mila miliardi;
       nel 1998 il fabbisogno è di 53 mila miliardi con un
  avanzo primario di 112 mila miliardi.
     L'indirizzo che si prospetta è di un fabbisogno sul PIL
  decrescente nell'ordine dello 0,5 per cento all'anno, in modo
  da raggiungere il pareggio di bilancio entro i prossimi
  quattro anni.
     La manovra di bilancio per il 1999, indicata in 13.500
  miliardi, per circa la metà di questo importo sarà destinata a
  finanziare lo sviluppo e per l'altra metà a correggere il
  tendenziale.
     Negli anni seguenti la quota di manovra riservata allo
  sviluppo sarà destinata a crescere.
     Concludendo, dopo il forte aggiustamento della finanza
  pubblica realizzato nel 1997, l'anno che ci occupa registra
  una moderata manovra di bilancio, destinata soprattutto a
  consolidare i risultati raggiunti.  Ciò conferma la
  strutturalità degli interventi effettuati nell'anno passato,
  facendo giustizia di polemiche spesso ingenerose.
                                Giuseppe NIEDDA,  Relatore.
 
                              Pag. 100
 
 
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