| Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende modificare l'articolo 179 del codice penale ai sensi
del quale la riabilitazione è concessa quando siano decorsi
cinque anni dal giorno in cui la pena principale è stata
eseguita o si è in altro modo estinta e nel termine di dieci
anni se si tratta di recidivi delinquenti abituali,
professionali o per tendenza. Tali termini contrastano con
l'esigenza del reinserimento a pieno titolo nella società del
condannato, che ha scontato il suo debito verso la società ed
ha dato prove effettive e costanti di buona condotta,
specialmente per i reati minori, per cui è comminata una pena
detentiva non superiore a tre anni ed il condannato è stato
considerato meritevole di usufruire dei benefìci previsti dal
comma 5 dell'articolo 656 del codice di procedura penale.
La normativa vigente in materia di riabilitazione appare
in contrasto con l'esigenza, caratteristica di una società
moderna, di agevolare il reinserimento nella società di chi ha
sbagliato, ha pagato il suo debito e vuole trovare un lavoro
che gli permetta, onestamente, di condurre una vita normale.
E' notorio, tra l'altro, che i tempi per ottenere la
riabilitazione in alcuni tribunali sono lunghi e penalizzanti
(tribunali di Roma, Milano e Napoli, ad esempio) per coloro
che attendono di essere riabilitati e ne hanno urgente
necessità per lavoro.
E' inutile ricordare che la migliore lotta contro la
delinquenza è la prevenzione, che si attua anche dando
possibilità di lavoro e di inserimento nella società.
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Per i motivi esposti riteniamo necessario provvedere ad
una diminuzione dei tempi massimi previsti dall'articolo 179
del codice penale per la concessione della riabilitazione e
fissare, all'articolo 683 del codice di procedura penale,
termini perentori entro i quali il tribunale di sorveglianza
si deve pronunciare sulla richiesta di riabilitazione.
Si ritiene che l'approvazione della presente proposta di
legge renda necessaria, auspicabilmente in tempi brevissimi,
l'approvazione di misure amministrative finalizzate al
sostegno della struttura della magistratura di sorveglianza
sul territorio.
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