| Onorevoli Colleghi! - E' noto lo spirito di abnegazione
e di sacrificio con il quale il personale della polizia
penitenziaria esplicita la delicatissima funzione
conferitagli. Tale attività, di per sé, meriterebbe un
trattamento economico più rispondente alle particolari
mansioni svolte: nell'ambito delle stesse ve ne sono alcune
che presentano degli obiettivi rischi. E' indiscutibile,
infatti, il pericolo cui sono sottoposti quotidianamente
coloro che provvedono alla vigilanza degli internati negli
ospedali psichiatrici-giudiziari. Non minori rischi, anche se
di diversa natura, corrono coloro che sono addetti alla
sorveglianza nei reparti in cui sono ospitati detenuti
sieropositivi. Analoghe problematiche affronta il personale di
polizia penitenziaria che deve provvedere alla traduzione ed
al piantonamento dei soggetti citati. Per tali ragioni, è fuor
di dubbio che sussistano le condizioni per riconoscere
un'indennità di rischio al personale di polizia penitenziaria
che espleta le suesposte mansioni. Il non averlo fino ad ora
previsto e il non prevederlo per il futuro sarebbe
manifestamente iniquo.
Ciò premesso, la presente proposta di legge è articolata
come segue:
a) con l'articolo 1, è riconosciuta l'indennità di
rischio citata, nei casi enunciati e nella misura indicata
nella tabella A annessa alla legge. Con il comma 2 si demanda
ad un decreto del Ministro di grazia e giustizia, emanato di
concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, la regolamentazione finalizzata alla
corresponsione di tali indennità;
b) all'articolo 2 è stabilita la copertura
finanziaria.
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