| Onorevoli Deputati! - Nell'ottica di una più proficua
collaborazione internazionale e con lo scopo di ampliare le
prospettive di mercato dell'industria nazionale, SEGREDIFESA
ha da tempo avviato iniziative bilaterali con i Paesi
dell'area scandinava; in particolare, con la Finlandia è in
corso la negoziazione dell'Accordo quadro di cooperazione nel
campo dei materiali della difesa.
La Finlandia, infatti, nell'intento di ricercare forme di
cooperazione capaci di soddisfare e standardizzare i requisiti
di carattere operativo delle proprie Forze armate, ha avviato
la trattativa, sottoponendo una bozza di Memorandum of
Understanding, nella consapevolezza che tale genere di
Accordo permetterebbe al Paese in questione di consolidare la
collaborazione con un Paese NATO e di limitare i costi di
sviluppo nella realizzazione degli equipaggiamenti.
La proposta finlandese si colloca all'interno di un nuovo
atteggiamento politico e conferma quel parziale cambiamento
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dei concetti di non allineamento perseguiti nel passato, che
hanno già permesso alla Finlandia di accettare il contenuto
del Trattato di Maastricht in tema di difesa comune e politica
estera e di partecipare (in qualità di osservatore) al
Consiglio di cooperazione della NATO (NACC) e alle operazioni
Partnership for peace (PFP).
Dal punto di vista economico, inoltre, nonostante il Paese
sia reduce da una non florida situazione economica, il
budget della Difesa per il 1997 é rimasto inalterato:
sulla base dei dati disponibili esso risulta, infatti, essere
pari a 1,9 miliardi di dollari USA (1,7 per cento del prodotto
interno lordo, pari a circa il 5,3 per cento dell'intero
budget statale). In considerazione della volontà di
dotarsi, nei primi anni del 2000, di un sistema di Difesa
idoneo a soddisfare sia le esigenze nazionali sia gli impegni
presi in ambito internazionale, la Finlandia ha addirittura
pianificato un incremento del bilancio della Difesa del 5 per
cento rispetto a quello dell'anno in corso.
In tale contesto e pur trattandosi di un Paese dal
comparto industriale piuttosto limitato nello specifico
settore, ma collocato in un'area geografica con interessanti
programmi di ristrutturazione e ammodernamento in ambito
Difesa, una collaborazione in tema di armamenti appare molto
importante.
Con tali presupposti ed allo scopo di: a) impiegare
nel modo migliore le risorse finanziarie messe a disposizioni
da ambo le Parti, per far fronte alle rispettive esigenze nel
campo dei materiali per la difesa; b) favorire la
standarizzazione e l'interoperabilità necessarie a migliorare
l'intesa nelle eventuali partecipazioni congiunte nelle
operazioni di PFP; c) promuovere la cooperazione
industriale per un migliore sviluppo tecnologico e per
l'ampliamento dei rispettivi mercati, l'Amministrazione della
difesa ha ravvisato l'opportunità di continuare nella
negoziazione dell'Accordo, al fine di realizzare un documento
nella sua veste definitiva, nel pieno rispetto della
legislazione in vigore, così come indicato dall'articolo 80
della Costituzione.
Infine, trattandosi di un Accordo di principio, non legato
a specifiche azioni programmatiche, la sua sottoscrizione non
comporta oneri finanziari aggiuntivi fra le Parti, fatta
eccenzione per quelli derivanti dalla realizzazione di futuri
progetti di cooperazione.
Relativamente all'onere per la partecipazione italiana
alla riunione del Comitato misto (sezione 5), si fa presente
che si tratta di una spesa biennale e di modesta entità e,
pertanto, la relativa copertura viene assicurata mediante
l'utilizzo degli ordinari stanziamenti di bilancio del
Ministero degli affari esteri.
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