| (Norme repressive dell'impiego illegale
dei lavoratori stranieri).
1. Il datore di lavoro che occupa alle sue dipendenze
contemporaneamente più lavoratori stranieri sprovvisti di
permesso di soggiorno o di carta di soggiorno, o stranieri
titolari di un permesso di soggiorno che non consenta
l'accesso ad un lavoro subordinato, è punito con la reclusione
da uno a tre anni e con la multa da 10 a 20 milioni di lire
per ogni lavoratore illegalmente occupato. La pena è della
reclusione da due a sei anni e, per ogni lavoratore
illegalmente occupato, della multa da 15 a 30 milioni di lire,
qualora il datore di lavoro impieghi più di sei lavoratori
ovvero, anche al di fuori delle citate ipotesi, impieghi alle
proprie od altrui dipendenze cittadini stranieri,
approfittando del loro stato di bisogno, allo scopo di
attuarne lo sfruttamento. Restano salvi per i lavoratori
stranieri impiegati illegalmente tutti i diritti previsti
dalle vigenti disposizioni, anche regolamentari, e dalla
contrattazione collettiva di categoria per i cittadini
italiani.
2. La polizia giudiziaria, nella flagranza dei reati
previsti dal comma 1, procede sul posto al sequestro dei
prodotti agricoli, delle merci e dei manufatti che sono stati
raccolti, fabbricati o comunque realizzati anche con l'impiego
di lavoratori extracomunitari non in regola con le
disposizioni sul soggiorno ai fini della loro occupazione. I
prodotti sequestrati sono devoluti gratuitamente ad enti
ospedalieri o di assistenza, oppure, se ciò non risulta
possibile, sono distrutti sul posto.
3. Qualora il soggetto colto in flagranza di reato sia
titolare di un pubblico esercizio nel quale sono stati
impiegati cittadini extracomunitari in condizioni di
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irregolarità, al trasgressore è ordinata la chiusura
dell'esercizio per un periodo da sei mesi a due anni.
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