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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


60740
DDL5071-0002
Progetto di legge Camera n. 5071 - testo presentato - (DDL13-5071)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C5071. TESTIPDL
...C5071.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC5071 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - La trasformazione in atto nel
  mondo della distribuzione è di quelle epocali, per un Paese
  come l'Italia che nei prossimi sette anni vedrà più che
  raddoppiare le vendite della grande distribuzione e ridurre
  alla metà quelle della piccola e media distribuzione, per
  allinearsi ai parametri europei.  Il piccolo dettagliante,
  quello cioè con superficie di vendita di circa 50 metri quadri
  e due o tre addetti, è destinato, in Italia, come del resto
  sta già avvenendo in Europa, quasi del tutto a scomparire.  Se
  vorrà sopravvivere, il piccolo dettagliante dovrà fare un
  salto di cultura prima ancora che di dimensioni.  Dovrà, cioè,
  evolversi in una dimensione non solo fisica, che gli
  permetterà un giro d'affari adeguato ai più aggiornati sistemi
  di gestione, di logistica, di  marketing  e di vendita non
  tradizionale ed ai più moderni sistemi d'informazione e
  pubblicità atti a migliorarne gli approvvigionamenti, il
  volume delle vendite e la percentuale dei ricavi, al fine di
  essere maggiormente competitivo.  Ciò significa che in Italia,
  nei prossimi anni chiuderanno circa 200 mila negozi al
  dettaglio tra alimentari e non.
     Su questa analisi siamo, purtroppo, tutti d'accordo, ma
 
                               Pag. 2
 
  l'impatto sociale di queste chiusure quale sarà?  Potrebbero
  essere 600 mila i disoccupati per lo più anziani e privi di
  ammortizzatori sociali, privi, cioè, di qualsivoglia fonte di
  reddito.
     Per non aggravare ulteriormente questi drammatici dati
  emerge la pressante necessità di un immediato blocco degli
  sfratti per finita locazione riguardante gli immobili urbani
  adibiti ad uso commerciale in attesa di una adeguata riforma
  delle locazioni commerciali.
     Con questo provvedimento otterremmo i seguenti effetti
  positivi:
         a)  evitare che in questo settore di crisi si
  inseriscano turbative del mercato degli affitti provocate da
  fattori estranei al sano e corretto svolgimento delle attività
  commerciali.  La turbativa principale è legata alla tanto
  auspicata deregolamentazione della disciplina relativa alle
  licenze commerciali che ha però causato, al suo primo impatto,
  una lievitazione della domanda inadeguata, improvvisata e
  incompetente.  Altra turbativa è la presenza sul mercato di
  ingenti capitali di non chiara provenienza ed in cerca di
  riciclaggio (circa il 30 per cento del dettaglio a Napoli come
  a Milano), reso più motivato e aggressivo dalla prospettiva
  del Giubileo;
         b)  evitare che la facilità con cui un proprietario
  riesce a sfrattare qualsiasi attività con un esiguo onere (18
  mensilità del vecchio canone) non crei negli stessi
  proprietari mere illusioni, con richieste di aumenti sino al
  300 per cento dei canoni di affitto e buone entrate, in nero,
  da capogiro;
         c)  evitare che l'incontrollato aumento delle spese
  relative ai canoni di affitto (nel contesto, invece, di una
  drastica politica dei redditi) uccida le piccole aziende nel
  medio periodo.  D'altro canto tutti sappiamo che la pressione
  fiscale sul lavoro autonomo è arrivata, tra imposte dirette ed
  indirette, nazionali, regionali e comunali, a livelli
  preoccupanti;
         d)  evitare che le difficoltà legate alla mobilità
  urbana non diventino una trappola mortale dal momento che il
  territorio sul quale i commercianti operano è sempre più
  ostile, privo di strategie vincenti per il traffico, per i
  parcheggi, per i servizi pubblici, per l'urbanizzazione nonché
  per i problemi legati al prossimo Giubileo, mentre prolificano
  gli ambulanti ed i venditori sprovvisti di qualsiasi
  autorizzazione.  Anche per questo non appare giustificabile un
  ulteriore aumento dei canoni di affitto, quando ne dovrebbe
  derivare invece una giusta e congrua diminuzione.
     Al di là di queste teoriche argomentazioni, purtroppo la
  conseguenza pratica si materializza in una accelerazione dei
  fenomeni di chiusura di negozi anche storici, ai quali si
  alternano nuove attività magari in difficoltà sin dalla loro
  apertura, nonostante i consistenti investimenti.  E questo
  soprattutto nelle aree di maggior pregio.
     Il fermare gli sfratti per finita locazione certamente
  servirà a frenare questo fenomeno selvaggio di rimpiazzo delle
  attività e permetterà, a commercianti che ne avranno le
  capacità, la volontà e la cultura, di trasformarsi in tempo
  per poter sopravvivere.
 
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